Hype ↓
15:43 venerdì 3 aprile 2026
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.

Debora Serracchiani e i giorni dell’abbandono del Pd

Se c'è una cosa che racconta la crisi del Partito democratico, questa è la parabola di Serracchiani dal 2009, anno della sua esplosione, all’uscita nella tragica notte elettorale.

15 Ottobre 2022

L’apparizione di Debora Serracchiani nella notte elettorale è stata come un sogno che hai già fatto. Perché è già successo che Debora Serracchiani fosse la prima a uscire dopo un exit poll o una proiezione nefasta, giusto? O forse no, ma è come se Debora Serracchiani fosse sempre stata lì, ad aspettare Masia che ti dà la notizia ferale e qualcun altro che le dice “non c’è nessuno, vai tu…”. La ritrosia nell’accettare la realtà, l’aggrapparsi ai risultati deludenti degli altri (stupendo quando dice «un risultato della Lega sul quale una riflessione dovrà essere fatta anche a destra»), questo look autunnale, introverso, punitivo, un po’ professoressa di liceo, un po’ lettrice della prima ora di Elena Ferrante (I giorni dell’abbandono), ci dicono del Pd, del suo stato di salute e del suo futuro, molto più di quanto non ci abbia detto la sua campagna elettorale, improntata invece a una specie di vitalità autoimposta, forzata. La difficoltà di “sentire” il Paese reale in questa specie di sottotesto costante che è l’elettore a sbagliare se non vota Pd («è un giorno triste per il Paese»), caratteristica postura del dirigente piddino, trova in Debora Serracchiani un esempio particolarmente riuscito. Quello che fa ancora più impressione è il pensiero che la fama della Serrachiani e la sua successiva carriera politica nascono proprio dalla critica ai gruppi dirigenti del Pd per eccessiva autoreferenzialità.

L’anno è il 2009, il luogo è l’Assemblea dei circoli del partito successiva alla nomina di Dario Franceschini come segretario dopo le dimissioni di Veltroni per la sconfitta del 2009 (sconfitta che sembrò pesantissima, ma vengono i brividi a pensare che allora il Pd prese circa 13 milioni di voti, mentre il 25 settembre ne ha raccolti 5). Debora Serracchiani, trentanove anni molto ben portati, faccia pulita, frangetta e codino, giacca scamosciata, un’aria da ragazza anni ‘90, sale sul palco e prende la parola per un intervento che sarà interrotto da moltissimi applausi e commentato dalle facce che sembrano divertite e sbalordite di Dario Franceschini e di Goffredo Bettini, che la ascoltano in prima fila. Sono andato a rivederlo, quel discorso, dopo il faticoso cameo del 25 settembre notte, e devo dire che me lo ricordavo diverso. O forse quello che poi avevo conservato nella memoria era il ruolo che era stato attribuito a Debora Serracchiani, cioè quello di essere un po’ la rappresentante di un Pd giovane e arrembante ferocemente critico verso la casta che lo stava portando a sbattere. Una specie di seguito del famoso «con questi dirigenti non vinceremo mai» di Nanni Moretti (era il 2002, ci pensate?). E invece non proprio. Quello di Debora Serracchiani fu un discorso critico sì, ma in fondo affettuoso, certamente non distruttivo, per niente radicale. Era un discorso che in sostanza invocava unità e compattezza, in cui si invitava ad abbandonare il personalismo dei dirigenti, si criticava e un po’ si invidiava la strategia di Di Pietro, si censurava lo spazio lasciato alla componente di minoranza più cattolica e conservatrice. Ma era anche un discorso in cui si lisciava il pelo al neo segretario Franceschini: «Tu hai un compito difficile perché non sei un volto nuovo, però hai il compito di dare una credibilità a questo partito e ci stai riuscendo alla grande».

Così, subito diventata ex ribelle, Debora Serracchiani fa la sua carriera: europarlamentare “Franceschini candida l’Amelie del Pd”, titolava il Corriere), poi Presidente del Friuli-Venezia Giulia, poi vicepresidente del partito e altro ancora. Tredici anni dopo quella stessa casta, quella di Franceschini, Bettini, è ancora in piedi. Nessuno di loro la notte del 25 settembre appare in video. “Non c’è nessuno, vai tu…” E Debora Serracchiani si ritrova a commentare con difficoltà e senza alcuna autocritica una sconfitta inequivocabile. Una vendetta feroce o forse soltanto un contrappasso. Ma è una parabola che “spiega” il Pd meglio di molte analisi.

Articoli Suggeriti
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi

Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».

Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi)

Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Leggi anche ↓
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi

Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».

Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi)

Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

L’Iran sta usando le criptovalute per aggirare le sanzioni e continuare a finanziare le milizie in tutto il Medio Oriente

La preferita dalle Guardie Rivoluzionarie, e dalla banca centrale dell’Iran, sembrerebbe essere Bitcoin perché meno volatile delle altre.

Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune

In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,

La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo

La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.

Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi

A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.