Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior
Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Dior e A24 hanno appena ufficializzato la loro collaborazione con il minitrailer della campagna intitolato In Training. Nel video vediamo Sabrina Carpenter e il direttore creativo Jonathan Anderson che camminano fianco a fianco su due tapis roulant, vestiti in modo praticamente identico, con jeans e camicia a quadri, cioè la divisa che Anderson sfoggia in praticamente tutte le sue uscite pubbliche.
La partnership biennale ruota intorno al Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquistata dalla casa di produzione nel 2023, di cui Dior diverrà main partner, curando un programma condiviso tra arte, cinema e (ovviamente) moda.
Ma perché unire due mondi apparentemente così diversi? In realtà è forse un mondo lontano da Dior ma certamente vicino al suo direttore creativo. Come ha fatto notare un utente su X, «Dior vuole chiaramente immergersi più a fondo nell’industria cinematografica, il che ha senso dato quanti dei suoi ambassador sono attori. Quindi questa collaborazione non è poi così scioccante, soprattutto visto che Jonathan Anderson ha curato i costumi per diversi film A24 di Luca Guadagnino, tra cui Challengers, Queer e Artificial». In più c’è una tendenza più ampia alla quale stiamo assistendo: la moda ha forse capito che il cinema è il nuovo terreno per costruire un immaginario popolare e convincente. Basti pensare a Saint Laurent, che due anni fa ha fondato la propria casa di produzione cinematografica per produrre film (ne avevamo scritto qui).
La lista però si allunga sempre di più, tra il Film Fund di Prada e progetti come The Tiger targato Gucci, i luxury brand non si accontentano più di vestire i personaggi, ma investono, producono e scrivono sceneggiature. Insomma, La moda vuole fare il cinema, sempre di più. Strategicamente si parla direttamente alle nuove generazioni, partendo dal presupposto che chi compra moda oggi non acquista solo abiti, ma si lega a un vero e proprio immaginario culturale. A24 è diventata la casa di produzione di riferimento per il cinema d’autore più innovativo e di ricerca. Per Dior l’obiettivo è posizionarsi come un’istituzione che sostiene e cura la cultura d’avanguardia, superando il ruolo di “semplice” brand.