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00:32 sabato 18 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Perché il dalgona coffee sudcoreano è diventato la bevanda della quarantena

07 Aprile 2020

Lo avrete notato nelle stories o nei post recenti di molti influencer, che in questi giorni di quarantena postano la loro routine con ancora più osservanza, fino quasi a sfinirci. Si tratta di un drink a base di caffè (in alcuni casi tè) molto schiumoso, fatto con generosi cucchiai di zucchero, caffè solubile e latte o acqua calda a seconda dei gusti. Un po’ una versione casalinga dei calorici frappuccini che siamo abituati ad associare a Starbucks, solo che il “dalgona coffee” viene in realtà dalla Corea del Sud e ha una storia molto più interessante. Come racconta il South China Morning Post, era già popolare nel Paese negli anni Settanta e Ottanta, quando era uno degli snack più popolari che si potevano acquistare per strada.

Come spiega Kenny Hong Kyoung-soo, cofondatore del Cafe Cha di Seoul da dove la nuova moda del dalgona è partita, «fu creato dopo la guerra di Corea (1950-53), durante la quale il personale dell’esercito americano distribuì dolciumi ai bambini locali. I loro genitori, che non avevano soldi per tali prelibatezze, cercarono allora di crearne le proprie versioni. Il dalgona si ottiene mescolando lo zucchero con l’acqua e facendolo bollire fino a quando inizia a diventare leggermente giallo. Quindi viene aggiunto bicarbonato di sodio, dopo di che la miscela si rompe e l’anidride carbonica viene rilasciata. Lo zucchero liquidato si gonfia e si indurisce, diventando leggero e croccante». Inizialmente, quindi, non era una bevanda ma veniva venduto in forma di lecca lecca dalle svariate forme o come dolcificante per tè o caffè.

Durante la quarantena causata dal Coronavirus, il famoso attore coreano Jung Il woo ne ha riproposto una versione casalinga sul suo canale YouTube e da lì è partita la #dalgonacoffeechallenge che si è poi estesa a tutti i social, non sono quelli asiatici. The Cut, che lo chiama “fluffy coffee” e lo elegge a bevanda della quarantena, segnala anche come «già a febbraio YouTuber come 뚤기 ddulgi pubblicavano video incredibilmente rilassanti e in stile ASMR di loro che sorseggiavano la bibita ghiacciata. Alcuni di questi hanno accumulato oltre 4 milioni di visualizzazioni ciascuno».

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