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07:54 martedì 14 aprile 2026
In realtà, quella tra Usa e Vaticano è una crisi diplomatica che prosegue da settimane e che va molto oltre gli insulti di Trump al Papa L'ultimo, delirante attacco di Trump a Papa Leone XIV è solo il capitolo finale di una crisi che va avanti da tempo, tra minacce velate e inviti ignorati.
La foto di Silvia Salis che gongola per il successo del dj set di Charlotte de Witte a Genova è diventata il meme del momento Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".
Su internet c’è una teoria secondo la quale Orbán ha perso le elezioni perché poco prima aveva incontrato JD Vance e JD Vance porta sfortuna È stato l'ultimo a incontrare Papa Francesco prima che morisse. Era lì mentre naufragava la trattativa tra Usa e Iran. Ed era stato anche in Ungheria a fare un comizio per Orbán. Sono tre indizi, cioè una prova.
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.

Renè Redzepi si è dimesso dal Noma, dopo decine di accuse da parte di ex dipendenti e la perdita di diversi sponsor

Lo ha fatto con un video strappalacrime su Instagram, ammettendo le sue responsabilità per anni di abusi e violenze ai danni dei suoi dipendenti.

12 Marzo 2026

Mercoledì 11 marzo René Redzepi ha rassegnato le dimissioni da Noma, il ristorante che ha co-fondato nel 2003 e trasformato nel migliore del mondo. Le dimissioni arrivano dopo una serie accuse lanciate dall’ex responsabile di ricerca e sviluppo del Noma Fermentation Lab dal 2017 al 2022, Jason Ignacio White, che ha raccolto e pubblicato testimonianze di ex dipendenti del Noma, racconti di anni di abusi e violenze (ne abbiamo parlato qui). Le accuse, che coprono un arco temporale che va dal 2009 al 2017, hanno fatto passare in secondo piano il debutto della residency del ristorante a Los Angeles, trasformandolo in una protesta contro Redzepi. Fino a poco tempo l’inizio della residency era un evento molto atteso e attorno al quale c’erano grandi aspettative, tanto che i posti – dal costo di 1500 dollari l’uno – erano finiti in tre minuti appena dall’apertura delle vendite.

Il quadro delineato dalle testimonianze, raccolte dal New York Times, di circa 35 ex collaboratori è terribile: non solo abusi verbali, già parzialmente ammessi dallo chef in passato, ma veri e propri episodi di violenza fisica, pugni, colpi inferti con utensili da cucina e intimidazioni psicologiche per isolare e umiliare alcuni membri dello staff. Redzepi è stato accusato di aver approfittato della sua posizione di potere per ostacolare le carriere e rovinare le vite private dei dipendenti, minacciandoli di gravi ripercussioni e addirittura di licenziamento nel caso in cui si fossero opposti alle sue violenze o avessero denunciato ciò che accadeva al Noma. Nonostante una parziale ammissione di responsabilità arrivata quando lo scandalo è scoppiato («Anche se non ricordo tutti i dettagli di queste storie, in esse vedo riflesso abbastanza del mio vecchio modo di comportarmi, abbastanza da capire che quello che ho fatto ha ferito le persone che lavoravano con me»), adesso seguita da un video strappalacrime pubblicato su Instagram per annunciare la decisione di dimettersi, il danno d’immagine per lui ormai è tale che non si può più pensare di porvi rimedio. E i guai, come sempre in questi casi, passano in fretta dall’imprenditore all’impresa: sponsor fondamentali, come Cadillac e American Express, si sono già tirati indietro.

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Con le dimissioni dal consiglio di amministrazione della no-profit MAD (che si occupa di «formare la prossima generazione di chef», come si legge nella home del sito) e quelle dal ristorante, Redzepi tenta di salvare il brand Noma affidandolo a una nuova generazione di leader. Se da un lato lo chef dichiara che il suo (ex) team è oggi «più forte e intrigante che mai» e che il Noma è ormai un’istituzione molto più grande anche del suo fondatore, dall’altro rimane l’interrogativo su come un’azienda costruita su un culto della personalità così accentuato possa sopravvivere alla disfatta di quella personalità. Il capitolo di Los Angeles proseguirà senza il fondatore, segnando forse la fine definitiva dell’era dei “grandi chef” intoccabili e l’inizio di un necessario esame di coscienza per l’intera industria dell’alta cucina. In ogni caso, per il momento Redzepi non ha nominato un successore.

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Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.

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