Hype ↓
20:03 mercoledì 24 giugno 2026
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata

La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.

18 Marzo 2026

Prima la polemica sul video di Alessandro Barbero, poi l‘intervento “meta” di Nanni Moretti su Instagram. Pensavamo di averne viste in questa pazza pazza campagna referendaria, ma come sempre succede la realtà è andata oltre ogni aspettative, regalandoci un momento che passerà certamente alla storia: Giorgia Meloni ospite del podcast di Fedez e Mr. Marra (chissà come l’ha presa Lui Sal, questa notizia, forse lui risponderà invitando Elly Schlein a Muschio Selvaggio).

Da quando è stato lanciato il comunicato stampa che annuncia la sua ospitata a Pulp Podcast, il vodcast condotto da Mr. Marra e Fedez, la discussione riguardante il referendum a poche ore dal voto si è concentrata prevedibilmente e unicamente su questo annuncio. I dibattiti organizzati in queste settimane dai cosiddetti media tradizionali sono diventati all’improvviso vestigia di un’epoca politica sorpassata, le redazioni dei giornali e gli studi televisivi sostituite da una sala di registrazione con il logo in neon del podcast alle pareti, cuffie, sedute da gamer e l’immancabile blocco degli appunti della Presidente del consiglio. Mentre ci si soffermava persino sulla scelta del look di Meloni (maglioncino grigio quasi informale, come vuole l’etichetta dei podcast “alla mano”), la vicenda ha raggiunto un piccolo di surrealismo con la pubblicazione del trailer della puntata. Pubblicato sui profili social dei due conduttori, il filmato promozionale segue le logiche di un vero e proprio trailer cinematografico, con tanto di scritte in sovrimpressione e un montaggio serrato delle domande del dinamico duo Mr. Marra e Fedez. In un crescendo di musica strumentale degno di un film d’azione, l’apparizione della Premier – la cui risposta alla domanda di Fedez «Storicamente quando dai in mano le bombe ai servizi in questo Paese non succedono belle cose, no?» viene tagliata ad arte, per alimentare le aspettative e garantirsi le visualizzazioni – prima di rilanciare l’appuntamento a domani, con la pubblicazione dell’intervista integrale. Ma, forse, il momento più alto del trailer è quello in cui Marra definisce «oscena» la comunicazione politica contemporanea, senza rendersi conto di essere parte del problema e non della soluzione.

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La mossa di Meloni sa più di marketing che di politica, ma si è dimostrata comunque efficacissima, con l’annuncio della puntata eseguito seguendo alla perfezione il manuale dell’hype: l’intervista infatti non è ancora disponibile, verrà caricata sulle piattaforme domani, giovedì 19 marzo, alle ore 13. È il culmine di una mobilitazione che ha visto nell’ultima settimana Giorgia Meloni esporsi in prima persona per sostenere il sì, presenziando tutti gli spazi possibili, partendo dai più istituzionali, l’evento al Teatro Franco Parenti di Milano, l’intervento a Sky Tg24. Il comunicato ufficiale parla di un dialogo a tutto campo in cui la Premier «affronta alcuni dei temi più rilevanti dell’attualità politica e internazionale: il referendum sulla riforma della giustizia, il conflitto in Medio Oriente e il rapporto tra Europa e Stati Uniti all’interno dell’attuale sistema internazionale.», chiarendo poi il suo punto di vista sui contenuti del referendum. Le scarne informazioni disponibili hanno ovviamente fatto il gioco della Premier, permettendole di monopolizzare l’attenzione. È prevedibilmente esplosa la polemica sul fatto che l’intervista permette a Meloni di fare campagna referendaria senza affrontare il benché minimo contraddittorio, in un dialogo in cui i conduttori sembrano più fornirle l’assist per apparire ragionevole, alla mano e rassicurante che metterla in difficoltà con domande scomode.

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L’unica cosa sorprendente della puntata di Pulp Podcast con Giorgia Meloni è che è stata più noiosa di una vecchia Tribuna elettorale (e molto meno utile)

L'attesissimo episodio del Fedez e Mr. Marra Show si è concluso con uno sbadiglio di sollievo: nulla di interessante né rilevante è stato detto, e viene da chiedersi perché ci fossimo convinti che le cose potessero andare diversamente.