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05:11 lunedì 26 gennaio 2026
Kim Jong-un che fissa le persone mentre fanno il bagno alle terme è già il miglior meme del 2026 Il leader supremo della Corea della Nord ha festeggiato l'inaugurazione di un nuovo Centro vacanze fissando le persone che facevano il bagno e la sauna.
Un giornale portoghese ha scambiato Dario Ballantini, l’imitatore di Valentino, per il vero Valentino Lo ha fatto Jornal Expresso, che ha poi rimosso il post, anche se lo stesso Ballantini ha ammesso che «la nostra somiglianza in passato ha confuso pure Calvin Klein».
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.

L’esplosione davanti al Trump Hotel avrebbe fatto molti più danni se non fosse stato per il Cybertruck

03 Gennaio 2025

«Il fatto che si sia trattato di un Cybertruck ha grandemente contribuito a limitare i danni […] Come potete vedere, le vetrate all’ingresso del Trump Hotel non sono state a malapena scalfite dall’esplosione verificatasi nel parcheggio lì davanti a esse», con queste parole Kevin McMahill, sceriffo della polizia di Las Vegas, ha dato al Cybertruck quel che è del Cybertruck: se Matthew Alan Livelsberger avesse scelto un’altra macchina per il suo attentato, probabilmente i danni e le vittime sarebbero stati molti di più. Al momento, l’unica vittima è proprio Livelsberger, morto nell’abitacolo del Cybertruck che voleva usare come una bomba. Ci sono anche sette feriti, ma per fortuna nessuno è in condizioni gravi.

La polizia di Las Vegas ha ringraziato Elon Musk due volte. La prima, appunto, per aver fatto il Cybertruck così com’è. La seconda, come riporta 404 Media, per aver contribuito a questa prima fase delle indagini. Gli inquirenti hanno detto che Musk ha aperto l’auto, “sigillata” dall’esplosione, con un comando da remoto e ha fornito loro diversi video che hanno aiutato a ricostruire il viaggio di Livelsberger dal Colorado al Nevada. Questi video sono stati registrati nelle stazioni di ricarica Tesla e non ci sarebbe niente di preoccupante se la polizia li avesse ottenuti dall’azienda presentando a quest’ultima un mandato firmato da un giudice. Il problema, come stanno sottolineando diverse persone, sta nel fatto che il Ceo di un’azienda automobilistica, personalmente o attraverso i suoi dipendenti, ha accesso ai veicoli dei propri clienti e/o acquirenti. In senso letterale, come dimostrato dal fatto che Musk ha aperto da remoto il Cybertruck in questo caso incriminato. E anche in senso “figurato”, visto che Tesla, evidentemente, registra e conserva le registrazioni dei passaggi nelle sue stazioni di ricarica. E, soprattutto, che può, di sua iniziativa, fornire questi materiali e queste informazioni alle forze dell’ordine.

Al di là del coinvolgimento di Musk e di Tesla nelle indagini, queste ultime continuano e in queste ore si concentrano sia sul movente che sulle modalità dell’attentato. In un articolo del New York Times si spiega che i danni “limitati” potrebbero essere non soltanto merito della forte costituzione del Cybertruck. C’è, insomma, qualcosa di strano nel modo in cui Livelsberger ha condotto l’attentato: un ex soldato delle Forze Speciali come lui, se avesse voluto, avrebbe potuto fabbricare ordigni esplosivi assai più distruttivi di quello usato, potenzialmente anche letali. Ma così non è stato o, almeno, così non è andata. Questa incongruenza rientra nel mistero che ancora circonda il movente dell’attentato: al momento, gli inquirenti non si sono espressi sul perché Livelsberger ha fatto quello che ha fatto.

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