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Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
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Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.
Cosa ci fanno Brian Eno, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Patti Smith, Blood Orange (e molti altri) alla Biennale di Venezia? Espongono le loro opere nel padiglione del Vaticano Per l'esposizione "The Ear Is the Eye of the Soul" la Santa Sede ha messo assieme una lineup degna dei migliori festival musicali.
In Russia non solo non si può vedere Heated Rivalry, ma si viene multati anche solo a parlarne Una rivista che aveva "osato" recensire la serie Hbo si è vista recapitare una multa di 500 mila rubli, l'equivalente di circa 6 mila euro.

L’esplosione davanti al Trump Hotel avrebbe fatto molti più danni se non fosse stato per il Cybertruck

03 Gennaio 2025

«Il fatto che si sia trattato di un Cybertruck ha grandemente contribuito a limitare i danni […] Come potete vedere, le vetrate all’ingresso del Trump Hotel non sono state a malapena scalfite dall’esplosione verificatasi nel parcheggio lì davanti a esse», con queste parole Kevin McMahill, sceriffo della polizia di Las Vegas, ha dato al Cybertruck quel che è del Cybertruck: se Matthew Alan Livelsberger avesse scelto un’altra macchina per il suo attentato, probabilmente i danni e le vittime sarebbero stati molti di più. Al momento, l’unica vittima è proprio Livelsberger, morto nell’abitacolo del Cybertruck che voleva usare come una bomba. Ci sono anche sette feriti, ma per fortuna nessuno è in condizioni gravi.

La polizia di Las Vegas ha ringraziato Elon Musk due volte. La prima, appunto, per aver fatto il Cybertruck così com’è. La seconda, come riporta 404 Media, per aver contribuito a questa prima fase delle indagini. Gli inquirenti hanno detto che Musk ha aperto l’auto, “sigillata” dall’esplosione, con un comando da remoto e ha fornito loro diversi video che hanno aiutato a ricostruire il viaggio di Livelsberger dal Colorado al Nevada. Questi video sono stati registrati nelle stazioni di ricarica Tesla e non ci sarebbe niente di preoccupante se la polizia li avesse ottenuti dall’azienda presentando a quest’ultima un mandato firmato da un giudice. Il problema, come stanno sottolineando diverse persone, sta nel fatto che il Ceo di un’azienda automobilistica, personalmente o attraverso i suoi dipendenti, ha accesso ai veicoli dei propri clienti e/o acquirenti. In senso letterale, come dimostrato dal fatto che Musk ha aperto da remoto il Cybertruck in questo caso incriminato. E anche in senso “figurato”, visto che Tesla, evidentemente, registra e conserva le registrazioni dei passaggi nelle sue stazioni di ricarica. E, soprattutto, che può, di sua iniziativa, fornire questi materiali e queste informazioni alle forze dell’ordine.

Al di là del coinvolgimento di Musk e di Tesla nelle indagini, queste ultime continuano e in queste ore si concentrano sia sul movente che sulle modalità dell’attentato. In un articolo del New York Times si spiega che i danni “limitati” potrebbero essere non soltanto merito della forte costituzione del Cybertruck. C’è, insomma, qualcosa di strano nel modo in cui Livelsberger ha condotto l’attentato: un ex soldato delle Forze Speciali come lui, se avesse voluto, avrebbe potuto fabbricare ordigni esplosivi assai più distruttivi di quello usato, potenzialmente anche letali. Ma così non è stato o, almeno, così non è andata. Questa incongruenza rientra nel mistero che ancora circonda il movente dell’attentato: al momento, gli inquirenti non si sono espressi sul perché Livelsberger ha fatto quello che ha fatto.

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