Hype ↓
22:00 giovedì 15 ottobre 2026
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
ll Monte Bianco è diventato più alto ma questa non è una bella notizia come ci piacerebbe pensare In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.
La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco».
Il governo di Netanyahu adesso sta litigando anche con il Board of Peace di Trump Ad agosto il Board of Peace ha affidato a un'azienda americana il primo cantiere di "New Gaza". Due mesi dopo Israele non ha ancora fatto entrare né i camion né gli operai.
Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.

Cosa ci dice il voto regionale, al di là dei facili allarmismi sull’astensione

La bassa affluenza è una notizia a metà. Le questioni vere sono tre: il Pd di Renzi che continua a vincere; il M5S che convince sempre meno gli ultras dell'antipolitica; la Lega che mette in difficoltà Berlusconi.

24 Novembre 2014

Si è scritto molto e si è molto ricamato in queste ore intorno a un dato di questa piccola tornata elettorale che coincide con il valore registrato in Calabria e in Emilia Romagna dell’astensionismo. L’accento con cui si pone attenzione sul numero di elettori che hanno votato i candidati di Emilia Romagna e Calabria è più o meno proporzionale all’antipatia che ogni commentatore e ogni politico ha nei confronti di Renzi ed è evidente che più è forte l’antipatia per il premier più è marcato l’accento che viene dato al tema dell’astensionismo.

Il crollo degli elettori registrato nel fine settimana (37,7% contro il 68,1 delle elezioni precedenti e contro il 70% delle europee, in Emilia Romagna; 43,8% degli aventi diritto, contro il 59 del 2010 e con il 45,8% delle europee, in Calabria) è un dato di fatto su cui riflettere ma la cui gravità è obbiettivamente relativa se si considera che oltre al calo dell’appeal del brand della rottamazione ci sono altre attenuanti mica male: elettori sfiancati dall’idea di dover votare in una regione i cui precedenti governatori sono caduti per condanne; candidati politicamente molto grigi; e competizione elettorale semplicemente inesistente.

Il calo c’è ma da qui a considerare questo valore persino più importante dell’esito elettorale in sé ce ne vuole. Esito elettorale che ci dice invece che il Pd di Renzi vince anche queste elezioni, conquista un’altra regione governata fino a qualche settimana fa dal centrodestra, porta a quattro su quattro le regioni sottratte al centrodestra nel giro di dieci mesi, lascia a piedi il Movimento 5 stelle, fa registrare la totale irrilevanza del Nuovo Centrodestra, segna un significativo passo in avanti della Lega di Salvini e fa registrare un passo indietro del centrodestra di Berlusconi.

La ciccia dunque è questa ma attorno al risultato locale esistono delle piccole considerazioni che si possono fare anche a livello nazionale. La prima considerazione riguarda Renzi: la vittoria c’è, ed è quello che conta; l’astensionismo finché riguarda tutti i partiti non è un grande problema per lui; l’ascesa di Salvini nel breve termine non può che essere un vantaggio per Renzi, considerando che Salvini i voti li ruba proprio agli avversari del segretario Pd (5 stelle e Forza Italia); le pessime performance degli avversari sono una delle ragioni per cui gli avversari di Renzi hanno tutto l’interesse a non andare a votare; il controllo dei livelli istituzionali regionali comporterà anche una maggiore presenza del Pd nei grandi elettori per le votazioni del Presidente della Repubblica; e ha ragione Luca Sofri quando dice che in democrazia, quando la gente è molto incazzata, di solito si va a votare .

La seconda considerazione riguarda invece il Movimento 5 stelle e qui la questione è persino più semplice, e il messaggio inviato dagli elettori al movimento sia in Emilia Romagna sia in Calabria è simile a quello ricevuto qualche giorno fa da Paola Taverna a Tor Sapienza: noi elettori che disprezziamo la politica, i politici nun li volemo, non li votiamo, proprio non ci interessano, e possono essere anche i più anti renziani del mondo ma stando dentro il perimetro della politica sono politici come tutti gli altri e dunque a noi non ci piacciono. L’Emilia Romagna, in particolare, regione nella quale il movimento 5 stelle è nato ed è maturato, era potenzialmente un palcoscenico sul quale i grillini avrebbero potuto mostrare la propria forza, visto e considerando che il precedente governatore non solo era del Pd (il regime!) ma è caduto dopo essere stato condannato (vergogna!), e invece Grillo considera uno straordinario successo del movimento aver aumentato di circa 30 mila i voti ottenuti nel 2010 e di aver portato da 2 a 5 i consiglieri presenti in regione (#vinciamopoi?).

Il terzo ragionamento riguarda invece la performance della Lega e più in generale del centrodestra. In termini assoluti, la Lega ha perso 55 mila voti rispetto al 2010 ma considerando i voti ottenuti alle Europee di pochi mesi fa (116 mila) e considerando le politiche di un anno fa (69 mila) Salvini ha fatto raddoppiare i consensi nel primo caso (233 mila voti, 19,4) e li ha fatti triplicare rispetto al 2013. Arrivando, come è noto, persino a doppiare Forza Italia (19,4 contro 8,4). La tentazione di Forza Italia, oggi più che mai, potrebbe essere quella di spostare le proprie truppe nel campo dell’anti renzismo chiodato, magari per “non farsi rubare voti da Salvini” ma anche qui il presidente del Consiglio tiene per gli attributi Forza Italia: e fino a quando non si sarà concluso il percorso che porterà al dopo Napolitano non ci potrà essere nessun movimento sostanziale in Forza Italia fuori dal perimetro del Patto del Nazareno (poi si vedrà).

Le cose dunque sono meno complicate di quello che appare e in fondo una vittoria è una vittoria anche se chi ha contribuito al raggiungimento di quella vittoria rappresenta un bacino più piccolo di quello dell’ultima volta. L’astensionismo, di per sé, è una notizia a metà. Se c’è un dato che dovrebbe preoccupare Renzi, semmai, è che da qui a pochi mesi potrebbero esserci pochi renziani puri alla guida delle regioni controllate dal Pd. Il resto sono chiacchiere. Renzi ha vinto. Il Pd ha percentuali bulgare. E se c’è un partito tra tutti che oggi è più credibile nel dire “occhio, se le cose non vanno per un certo verso noi andiamo a votare” quel partito si chiama Pd.

Foto Getty Images

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.