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Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".

Sono state riscoperte delle vecchie interviste di Cormac McCarthy

03 Ottobre 2022

Una personalità schiva, quella di Cormac McCarthy, uno di quegli uomini che preferiscono parlare di qualsiasi cosa pur di non parlare di sé. Durante la sua lunga carriera – lo scrittore statunitense ha 89 anni, un Premio Pulitzer e un National Book Award alle spalle – ha concesso pochissime interviste, tra cui alcune diventate dei veri e propri eventi nel mondo letterario, come quella al New York Times nel 1992 e quella a Oprah nel 2007.

Eppure, come rivela proprio il New York Times, c’è stato un tempo in cui McCarthy aveva molta voglia di raccontare di sé, del suo mestiere e della sua vita: era il tempo prima dei premi, prima che i suoi libri diventassero film, proprio all’inizio della sua carriera. Tra il 1968 e il 1980, infatti, McCarthy ha concesso almeno dieci interviste a giornali locali di Lexington, nel Kentucky, e di diverse cittadine del Tennessee, interviste che fino a poco tempo fa erano state dimenticate negli archivi di queste testate. A scoprire le interviste sono stati due professori universitari, Dianne C. Luce e Zachary Turpin, e poi pubblicate da The Cormac McCarthy Journal. Luce racconta che leggendo le interviste si è fatta un’idea di McCarthy diversa da quella che aveva avuto fino a quel momento: più che un amante della solitudine, secondo Luce lo scrittore è gelosissimo della sua privacy, alla quale ha sempre dato la priorità anche nel momento in cui la sua fama letteraria cresceva.

Le interviste dipingono il ritratto di un giovane scrittore, ai tempi un «autore dall’aspetto fanciullesco» che parlava di sé, del suo mestiere, delle sue abitudini di lettura – tra gli autori che l’hanno influenzato c’erano quelli che lui ha definito gli «scrittori coraggiosi» come Fëdor Dostoyevsky, Lev Tolstoj e James Joyce – e anche della casa che aveva con sua moglie ai tempi. McCarthy diceva di avere una biblioteca personale composta da più di millecinquecento libri, titoli che andavano dai classici della tragedia greca ai romanzi contemporanei. Ai giornalisti che gli chiedevano qualche consiglio di lettura, McCarthy rispondeva – sintetico e sarcastico – «Leggi». La scoperta arriva proprio mentre McCarthy si prepara a pubblicare due nuove romanzi, The Passenger e Stella Maris. Non succedeva dal 2006, quando ha pubblicato La strada, il romanzo che gli è valso il Pulitzer nel 2007.

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