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11:33 martedì 25 agosto 2026
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.

Corbyn ha di nuovo un problema con Israele (e Hamas lo twitta)

23 Ottobre 2017

Jeremy Corbyn ha rifiutato l’invito da parte del Jewish Leadership Council, la più grande associazione di comunità ebraiche britanniche, a partecipare ai festeggiamenti per il centenario della dichiarazione Balfour, che si terranno il mese prossimo a Londra. La cosa ha reso felice Hamas, il gruppo estremista palestinese, che infatti ha twittato: «Corbyn ha detto no alla cena che celebra il centenario di Balfour nel Regno Unito. Il Regno Unito dovrebbe chiedere scusa e risarcire i palestinesi». La vicenda ha risollevato una polemica che già da anni riguarda Corbyn, che è accusato di boicottare sistematicamente eventi legati a Israele, anche all’interno del Labour, e di tollerare l’antisemitismo di alcune frange del suo partito.

Il mese scorso Corbyn aveva rifiutato di partecipare a un evento dei Labour Friends of Israel, un’associazione filo-israeliana interna al partito. Sotto la sua leadership, inoltre, il Labour è stato accusato a più riprese di essere eccessivamente tollerante nei confronti di esponenti del partito che hanno dimostrato opinioni esplicitamente antisemite. Per esempio c’è stato il caso di una consigliera comunale che aveva twittato che Hitler era «la migliore persona della storia» e di un ex sindaco che aveva definito l’Olocausto «l’uccisione di sei milioni di sionisti»: in casi come questi, le sanzioni erano arrivate ma soltanto dopo le proteste della stampa. Quando le accuse rivolte al Labour di avere creato un clima ostile agli ebrei sono montate, Corbyn ha lanciato un’indagine interna. Però, come ha scritto Howard Jacobson sul New York Times, quell’indagine non ha portato ad alcuna misura concreta.

Con il termine “dichiarazione Balfour” generalmente s’intende una lettera inviata il 2 novembre 1917 da Lord Arthur Balfour, allora capo della diplomazia britannica, a Lord Walter Rothschild, uno dei massimi esponenti della comunità israelitica del Regno Unito, nonché un sostenitore dell’emigrazione ebraica in Palestina, che era già iniziata a parte del 1870. Nella lettera in questione, Balfour informava Rothschild che esisteva una «simpatia» da parte del governo britannico nei confronti delle aspirazioni del nascente movimento sionista di creare «un focolare nazionale» (national home) per il popolo ebraico. Dunque la dichiarazione Balfour fu determinante nel consentire l’immigrazione ebraica in Palestina tra il 1920, cioè quando iniziò il mandato britannico nella regione, e il 1939, quando gli inglesi cambiarono idea e passarono il cosiddetto “Libro Bianco” che invece vietava l’accoglienza di profughi ebrei in fuga dal nazismo. Ha un valore più che altro simbolico, perché nei fatti il grosso dell’immigrazione ebraica avvenne dopo, nonostante gli inglesi e non grazie agli inglesi. Però a cento anni di distanza la dichiarazione Balfour è celebrata come una ricorrenza positiva dagli israeliani e negativa dai palestinesi.

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