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Corbyn ha di nuovo un problema con Israele (e Hamas lo twitta)

Jeremy Corbyn ha rifiutato l’invito da parte del Jewish Leadership Council, la più grande associazione di comunità ebraiche britanniche, a partecipare ai festeggiamenti per il centenario della dichiarazione Balfour, che si terranno il mese prossimo a Londra. La cosa ha reso felice Hamas, il gruppo estremista palestinese, che infatti ha twittato: «Corbyn ha detto no alla cena che celebra il centenario di Balfour nel Regno Unito. Il Regno Unito dovrebbe chiedere scusa e risarcire i palestinesi». La vicenda ha risollevato una polemica che già da anni riguarda Corbyn, che è accusato di boicottare sistematicamente eventi legati a Israele, anche all’interno del Labour, e di tollerare l’antisemitismo di alcune frange del suo partito.

Il mese scorso Corbyn aveva rifiutato di partecipare a un evento dei Labour Friends of Israel, un’associazione filo-israeliana interna al partito. Sotto la sua leadership, inoltre, il Labour è stato accusato a più riprese di essere eccessivamente tollerante nei confronti di esponenti del partito che hanno dimostrato opinioni esplicitamente antisemite. Per esempio c’è stato il caso di una consigliera comunale che aveva twittato che Hitler era «la migliore persona della storia» e di un ex sindaco che aveva definito l’Olocausto «l’uccisione di sei milioni di sionisti»: in casi come questi, le sanzioni erano arrivate ma soltanto dopo le proteste della stampa. Quando le accuse rivolte al Labour di avere creato un clima ostile agli ebrei sono montate, Corbyn ha lanciato un’indagine interna. Però, come ha scritto Howard Jacobson sul New York Times, quell’indagine non ha portato ad alcuna misura concreta.

Con il termine “dichiarazione Balfour” generalmente s’intende una lettera inviata il 2 novembre 1917 da Lord Arthur Balfour, allora capo della diplomazia britannica, a Lord Walter Rothschild, uno dei massimi esponenti della comunità israelitica del Regno Unito, nonché un sostenitore dell’emigrazione ebraica in Palestina, che era già iniziata a parte del 1870. Nella lettera in questione, Balfour informava Rothschild che esisteva una «simpatia» da parte del governo britannico nei confronti delle aspirazioni del nascente movimento sionista di creare «un focolare nazionale» (national home) per il popolo ebraico. Dunque la dichiarazione Balfour fu determinante nel consentire l’immigrazione ebraica in Palestina tra il 1920, cioè quando iniziò il mandato britannico nella regione, e il 1939, quando gli inglesi cambiarono idea e passarono il cosiddetto “Libro Bianco” che invece vietava l’accoglienza di profughi ebrei in fuga dal nazismo. Ha un valore più che altro simbolico, perché nei fatti il grosso dell’immigrazione ebraica avvenne dopo, nonostante gli inglesi e non grazie agli inglesi. Però a cento anni di distanza la dichiarazione Balfour è celebrata come una ricorrenza positiva dagli israeliani e negativa dai palestinesi.

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