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Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.
A Balenciaga piace così tanto Substack che è diventata la prima maison di moda a farci una partnership La maison utilizza la piattaforma da tempo: lì ha annunciato l'arrivo di Piccioli e fa anche le dirette streaming delle sfilate
Oltre a quella di Nolan, quest’anno uscirà anche un’altra Odissea: un audiolibro lungo 13 ore narrato dalla voce di Michael Caine clonata con l’AI L'ha fatto l'azienda AI ElevenLabs e sì, Michael Caine ha dato il consenso a clonare la sua voce e no, l'audiolibro non c'entra niente con il film.

Conviene sfasciare tutto?

Al netto di Marina e delle parole di Napolitano, a Berlusconi e soci tutto fa gioco tranne una cosa: rottamare il governo Letta.

13 Agosto 2013

Roma – Al netto della nota attraverso la quale il presidente della Repubblica ha risposto alla ormai celebre richiesta formulata dal Pdl di garantire a Silvio Berlusconi una certa agibilità politica (qualsiasi cosa significhi questa espressione), c’è una domanda precisa che riguarda il futuro del centrodestra e che costituisce uno dei fili conduttori di tutti i ragionamenti legato al destino del Pdl: ma al partito di Berlusconi conviene far saltare il governo, togliere la fiducia a Letta, puntare dritto alle elezioni e, per dirla come va di moda oggi, rottamare la grande coalizione?

In fondo è questo uno dei temi attorno a cui ruota la vita del governo. Il Pd, a meno che la vocazione al suicidio non prenda il posto della vocazione maggioritaria, difficilmente toglierà la fiducia al governo Letta, e anche se un giorno deciderà che è arrivato il momento di staccare la spina al compagno Enrico lo farà non in modo diretto ma provando a far esplodere le contraddizioni del Pdl, e costringendo così il Popolo della libertà, per reazione, a staccare la spina. Il punto vero dunque è un altro, e in fondo non ci vuole molto a capire che il destino del governo è nelle mani di Berlusconi. Dal punto di vista strettamente elettorale, a pensarci bene, il Pdl potrebbe avere un vantaggio diretto ad andare verso le elezioni, cavalcando il tema della sentenza politica contro Berlusconi (gli argomenti ci sarebbero, eccome) e trasformando ancora una volta la campagna elettorale in una battaglia contro la giustizia malata (e considerati i milioni di voti che da vent’anni prende il centrodestra anche cavalcando questo tema c’è da scommettere che prenderebbe palate e palate di voti anche in quest’occasione).
La prospettiva, poi, di un ingresso in campo di Marina Berlusconi (che tutto è tranne che fantapolitica) potrebbe ingolosire il Cavaliere dal rompere le righe e dal rivolgersi al suo popolo per ricevere una nuova e forse ultima legittimazione popolare.

Tutto questo è chiaro ma torniamo al punto di partenza: a Berlusconi, al centrodestra, al Pdl, a Forza Italia, conviene sfasciare tutto? La risposta è semplice: no, no, no e no. Qui non si tratta di essere dei politologi raffinati o dei simpatizzanti del centrodestra o del centrosinistra; la questione è molto più lineare, e la convenienza che il Pdl può trarre dal rimanere aggrappato con gli artigli a questo governo è sotto gli occhi di tutti. Perché? Facile. Innanzitutto, cosa da non sottovalutare, qualora il Pdl dovesse togliere la fiducia al governo, Napolitano (a meno che il Pd non volesse assecondare la volontà di andare alle elezioni) non scioglierebbe le camere, troverebbe nuovi numeri per fare andare avanti questo governo (oppure un altro) e il Pdl si ritroverebbe così all’opposizione, senza possibilità di poter mettere bocca alle riforme del governo e a una in particolare: la legge elettorale. Dal punto di vista poi strettamente legato agli interessi del centrodestra (e del Cav) è del tutto evidente che se Napolitano dovesse trovare poi i numeri per un governo di scopo, quel governo di scopo nascerebbe con l’unico scopo di far fuori definitivamente politicamente il Pdl (e anche gli interessi economici del Cav. potrebbero subire contraccolpi mica male). Infine, cosa più importante, il centrodestra, che ha sempre mostrato grande attenzione alle firme messe in calce ai contratti con gli italiani, ha siglato lo scorso aprile un impegno con gli italiani a supportare un governo con il Pd (ricordate gli applausi al discorso alle Camere di Napolitano?) e se deciderà di togliere la fiducia a questo governo solo per rendere onere al Cavaliere dal punto di vista elettorale sarà molto facile accusare il Pdl questa volta di pensare più ai propri interessi che a quelli del paese.

L’occasione invece per Berlusconi e per il Pdl di sfruttare questo governo per riscrivere una volta per tutte le coordinate della cartina politica italiana esiste ancora, e il centrodestra nei prossimi giorni potrà anche ottenere i migliori risultati del mondo sull’Imu ma se poi dovesse vestire i panni dello sfascista, questa volta gli elettori potrebbero regalare al centrodestra una lezione che i dirigenti del Pdl, pardon, Forza Italia potrebbero ricordarsi per tutta la vita.

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