Dalla conversazione con Kris Van Assche alle strategie di Kim Jones e Claire Waight Keller. Perché una generazione di designer cresciuta nel cuore del lusso occidentale non vede più l'Oriente come una periferia commerciale
A Balenciaga piace così tanto Substack che è diventata la prima maison di moda a farci una partnership
La maison utilizza la piattaforma da tempo: lì ha annunciato l'arrivo di Piccioli e fa anche le dirette streaming delle sfilate
Balenciaga è ufficialmente la prima casa di alta moda a diventare partner di Substack con l’obiettivo di supportare autori indipendenti e sperimentare nuovi modelli di comunicazione digitale. Per chi ancora non conoscesse il medium, Substack è una piattaforma online che permette a chiunque di creare e pubblicare newsletter, blog e podcast, piattaforma che ha raggiunto nello scorso anno quasi 5 milioni di iscritti, posizionandosi come uno spazio democratico e libero per la scrittura indipendente.
La maison, attiva già sulla piattaforma dal luglio del 2025, è stata tra i pionieri del settore, figurando tra i primi marchi di lusso in assoluto ad aprire un profilo per diversificare e destrutturare la propria comunicazione – in concomitanza con il lancio di questo importante progetto editoriale, il marchio ha aperto un nuovo account Instagram ufficiale chiamato keeppprolling, un profilo Instagram separato dove vengono condivisi scarti, foto spontanee, momenti di produzione e tutto ciò che sta nel mezzo. Nel corso dei mesi, il brand è arrivato persino a trasmettere in streaming le sue collezioni di moda direttamente su Substack per la propria community, offrendo un accesso privilegiato e senza filtri ai propri abbonati. E anche il designer del brand, Pierpaolo Piccioli, ci ha messo del suo.
Succeduto alla guida di Balenciaga a Demna a maggio 2025, negli scorsi mesi Piccioli aveva già condiviso tramite il profilo Substack della maison una nota personale molto sentita, «We exist in feeling, in recognition, in the memory of who we have been and in the imagination of who we will become. What brought me here has been a journey saturated with emotions, pushing me forward with force-not only teaching me, but revealing parts of myself I hardly knew. I embraced unpredictability, the endless days, and the act of working with the heart – letting it lead, learn, and act on its own». A corredarla, diverse foto scattate dietro le quinte del suo attesissimo debutto alla guida di Balenciaga. Una comunicazione decisamente più intima, trasparente e incentrata sulla parola scritta, che stabilisce un nuovo punto di contatto con una generazione sicuramente più giovane. Il CEO di Balenciaga, Gianfranco Gianangeli, ha infatti sottolineato come la partnership con la piattaforma rifletta la storica propensione all’innovazione della maison, ponendo il marchio come un vero e proprio catalizzatore culturale capace di dare forza al pensiero indipendente e alla libertà creativa degli autori. Per celebrare ufficialmente questo accordo, la casa di moda ha organizzato un evento esclusivo e intimo all’interno del suo flagship store di Cannes, scegliendo come cornice i giorni del 73° Festival Internazionale della Creatività Leoni di Cannes, da sempre considerato il più importante punto di ritrovo mondiale per il mondo della tecnologia, della pubblicità e della comunicazione creativa. L’incontro, moderato da Farrah Storr, giornalista britannica (ex caporedatrice di Elle) ed head internazionale di Substack, ha ospitato un panel letterario che ha visto confrontarsi la romanziera e saggista francese Pauline Klein e la nota giornalista di moda inglese Plum Sykes, storica assistente di Anna Wintour, da alcuni considerata (erroneamente, come lei stessa ha scritto su Vogue di recente) l’ispirazione principale per il personaggio di Emily ne Il Diavolo veste Prada. Le due autrici, firme delle popolari newsletter On va dire ça e P.S. by Plum Sykes, hanno dialogato su come la scrittura indipendente possa oggi ridefinire il nostro modo di interpretare la moda, l’arte e la società.
In fondo, il progetto solleva una domanda più grande sul momento che sta vivendo il mondo del lusso. Oggi la moda fa un’enorme fatica a parlare davvero con il cliente finale: i feed di Instagram si assomigliano un po’ tutti, gli algoritmi decidono cosa dobbiamo vedere e il pubblico soffre di una evidente crisi di attenzione, sentendosi sempre più distante dalle classiche sfilate. In questo scenario, l’approccio di Balenciaga potrebbe, forse, rivelarsi profondamente visionario.