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16:14 mercoledì 11 marzo 2026
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".

Brexit cambierà i prodotti in vendita nei supermercati britannici?

29 Giugno 2016

Una delle motivazioni che hanno portato alla nascita dell’Unione europea è quella di assicurare l’approvvigionamento alimentare su larga scala a intere popolazioni. Molte delle leggi comunitarie in materia guardano al livello di nutrizione dei cittadini, ed è anche grazie a questo approccio se diverse generazioni di persone possono dire di essere cresciute nel continente senza aver conosciuto la fame: «Il cibo è uno dei successi inequivocabili dell’Unione europea», scrive Bee Wilson sul New Yorker.

Con la prossima probabile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, il Regno Unito dovrà rendersi indipendente dal continente, rinegoziando numerose delle norme con cui finora ha avuto a che fare. Per questa ragione, con ogni probabilità, il costo dei prodotti ortofrutticoli subirà una crescita da non sottovalutare. La Gran Bretagna produce meno del 60 per cento di ciò di cui si nutrono i suoi abitanti, e nello specifico dipende dall’Unione per circa il 40 per cento dei prodotti d’ortofrutta presenti nel Paese. In un saggio pubblicato dal docente di politiche alimentari Tim Lang e dalla ricercatrice Victoria Schoen, si legge che più di un quarto del cibo mangiato nel Regno Unito nel 2015 proveniva dal continente. Il duo, peraltro, sottolinea come l’uscita dall’Ue potrebbe significare, per la Gran Bretagna, dover fare a meno di «una vasta gamma di accordi, politiche e standard che al momento sostengono il cibo britannico», tra i quali le Denominazioni di origine protetta, di cui gode anche il suddetto.

L’Europa ha avuto un ruolo nel cambiare il palato dei britannici: in particolare, è grazie al resto del continente se nelle loro cucine sono diventati di uso comune albicocche, pesche, pomodori e aglio, tra le altre cose. «Abbiamo sviluppato un debole per il vino e i formaggi morbidi francesi» si legge sul New Yorker, senza nascondere che è perlopiù per merito dell’Europa se oggi ci si potrebbe perdere tra gli oli d’oliva in vendita in un supermercato britannico.

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