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22:59 martedì 25 agosto 2026
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.

Come si affronta il populismo

Trattare con supponenza gli elettori dei Cinquestelle e della Lega è davvero controproducente?

21 Luglio 2018

Ogni giorno ce n’è una. Luigi Di Maio ha assunto come assistente una sua concittadina, compare in una foto assieme a un uomo arrestato per mafia, non sa che il suo decreto dignità farà perdere 80 mila posti di lavoro in dieci anni e così via. Di gaffe come queste ne capitano senza sosta nel favoloso mondo del governo populista, anche senza contare quelle di un autentico fuoriclasse come il ministro Toninelli. In un Paese civile non ci sarebbe niente di strano: è ovvio che un politico si scelga come assistente una persona di fiducia, può capitare di farsi fotografare in campagna elettorale assieme a un perfetto sconosciuto che poi si rivela un mascalzone, è normale che un ministro, specie se inesperto e incompetente, non legga ogni tabella elaborata dal suo ministero.

Il problema, però, è che non siamo un Paese civile. E il sintomo dell’anormalità della nostra società e della nostra epoca – non la causa, certamente non la cura – è proprio il successo popolare di movimenti come i Cinquestelle e di politici come Luigi Di Maio che su sciocchezze come queste hanno costruito la loro fortuna. L’altro giorno, dopo aver retwittato una clip che mostrava Di Maio mentre diceva che «la legittima difesa è un reato che vogliamo potenziare», ovvero la più scombinata frase mai pronunciata in televisione, un simpatizzante dei Cinquestelle mi ha risposto con un severo «continuate con la vostra spocchia autoreferenziale» che, ovviamente, non aveva alcun senso logico, coerentemente con la frase di Di Maio, ma che suo malgrado, invece, sottolineava una questione ancora irrisolta: come si affronta il populismo?

Una ricetta non c’è e non c’è nemmeno un metodo collaudato, visto che ovunque, dall’America all’Europa, con l’eccezione della Francia, di Milano e parzialmente della Germania, nessuno è ancora riuscito a fermare l’ondata reazionaria che, anzi, appare invincibile in un dibattito pubblico che non tiene più conto dei dati di fatto, che cancella il principio di realtà e che premia chi le spara grosse alimentando il rancore e il risentimento moltiplicati via internet. L’obiezione dell’utente Twitter, che rientra nella categoria “élite versus popolo”, in realtà non è isolata, anzi è molto popolare tra l’élite antipopulista.

La tesi è questa: è sbagliato, dicono gli antipopulisti politicamente corretti, trattare con supponenza gli elettori dei Cinquestelle e della Lega, è controproducente segnalare i loro errori di grammatica e la loro ignoranza madornale, ed è certamente una sconfitta per tutti usare gli stessi metodi meschini a loro cari. Il senso dell’obiezione, altrettanto supponente, è che noi siamo migliori e diversi e per questo, a costo di passare per fessi, non possiamo abbassarci a quel livello.

Non sono d’accordo né sulla pretesa superiorità né sull’abbassamento del livello. Se qualcuno, non importa chi, dice un’enormità per quale motivo bisogna evitare di farla notare? Se le orrende campagne di “character assassination” dell’avversario politico funzionano, perché chi partecipa alla stessa competizione politica deve subirle e basta? Se le tecniche psicografiche di Cambridge Analytica creano formidabili macchine automatizzate per la propaganda, per quale motivo non devono essere adoperate anche dal fronte antipopulista?

Certo, non bisogna rinunciare alle proposte serie, ai ragionamenti adulti, al fair play, che sono il cuore delle differenze tra le offerte politiche, ma gli uni non escludono gli altri. L’opposizione alla cultura populista deve usare tutti gli strumenti di comunicazione on e off line a disposizione: deve fare proposte in Parlamento e mobilitare le piazze, ripartire dai territori ed esserci sui social, convocare comizi e affidarsi alle tecniche comportamentali, far circolare idee e usare gli algoritmi, volare alto e sporcarsi le mani, produrre pensiero e creare meme. In fondo sono solo tecniche di comunicazione, strumenti di propaganda, mezzi per guadagnare consenso. Ciò che importa è il fine. Ad avercelo.

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