Cose che succedono | Letteratura

Come scrivere un libro in 10 giorni

Capita spesso che chi non riesce a concretizzare le sue aspirazioni letterarie utilizzi la scusa del tempo. Una scusa che non ha senso, se pensiamo che, ad esempio, Hanya Yanagihara, editor del T Magazine, è stata capace di produrre il suo lunghissimo capolavoro – Una vita come tante – scrivendo ogni sera dopo 8 o 9 ore di lavoro in redazione. Certo, c’è anche chi è capace di prendersela con molta calma: su Literary Hub, la scrittrice Meg Elison ha ricordato come Henry David Thoreau, ad esempio, abbia impiegato ben 10 anni per scrivere il suo Walden ovvero vita nei boschi, pubblicato nel 1854 dopo essere stato riscritto sette volte. Elison ha voluto contrapporre alla lunghissima gestazione dell’opera dello scrittore solitario – lunga meno di 50mila parole – il brevissimo periodo in cui lei è riuscita a scrivere un romanzo di 90mila parole, ospite a casa di sua madre. Secondo lei chiunque può riuscirci, basta seguire alcune semplici regole.

Prima di tutto è necessario essere già scrittori o comunque avere un minimo di esperienza con la scrittura: «non provate a scrivere il vostro primo libro in 10 giorni, è impossibile». Bisogna poi allontanarsi dalla quotidianità: «per fare qualcosa di straordinario bisogna lasciare le circostanze ordinarie», e quindi seguire l’esempio di Thoreau, andando a scrivere in un luogo lontano al quale non siamo abituati dove poter dedicare almeno otto ore al giorno esclusivamente alla scrittura. Al termine della sessione quotidiana – sarebbe bene fissare un minimo di parole da raggiungere al giorno –  Elison consiglia di muovere il corpo (lei ad esempio nuotava per un’ora) ed eliminare completamente il libro dalla propria testa. L’ultima regola è forse la più difficile di tutte: secondo la scrittrice è indispensabile evitare di connettersi a internet durante le ore dedicate al lavoro.