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10:52 lunedì 12 ottobre 2026
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

C’è un futuro per il Washington Post?

13 Febbraio 2012

Dal WSJ al WashPost

Marcus Brauchli è arrivato alla Washington Post Co., la società che possiede l’omonimo quotidiano, nel 2008 come direttore esecutivo. Era da 70 anni che quella carica non veniva assegnata a un “esterno” non formatosi nelle pagine del giornale della capitale degli Usa. Brauchli ha sofferto per molto tempola reputazione da “estraneo” nella vita del giornale – una situazione peggiorata dal suo passato al Wall Street Journal – ed è stato spesso accusato di non essere in grado di entrare in armonia con il Washington Post, ovvero lo stesso giornale che era stato chiamato a salvare.

Il Post è in profonda crisi da molti anni: il web prima e la Grande recessione poi hanno falcidiato le vendite e la vendita di spazi pubblicitari. Un problema noto globalmente che però a Washington è presto divenuto un dramma: se un tempo la redazione contava 1000 persone, ora – dopo tagli, prepensionamenti ecc. – i giornalisti sono 640, e le redazioni esterne di New York, Los Angeles e Chicago sono state chiuse. Scelte dolorose ma necessarie per il rilancio del quotidiano che ora, ha spiegato Jeremy Peters con un lungo articolo sul New York Times, punta tutto sul coordinamento tra sito e carta. I primi punti di contatto tra la redazione tradizionale, del cartaceo, e quella digitale sono stati creati solo a metà 2009 – in netto ritardo rispetto alla concorrenza del NYTimes o dell’inglese Guardian, dove la sinergia tra media era già realtà.

Un’altra questione aperta è la copertura delle news nel nuovo millennio: il Post ha da sempre una grande tradizione legata alla cronaca locale, che però è ora messa in discussione in favore di una maggiore apertura. C’è anche la tentazione a occuparsi di più argomenti possibili, un qualcosa che va del tutto contro la tradizione del WaPo, che si è sempre concentrato su pochi settori, puntando al massimo della  qualità. Ricordi lontani, spiega Robert Kaiser, firma storica del giornale dai primi anni Sessanta:

Quando ero managing editor, tutto quello che facevamo era migliore di qualunque altra cosa nel settore. Avevamo il miglior meteo, i migliori fumetti, le migliori notizie (…). Oggi c’è un competitor per ciascuno di questi elementi e molti di loro lo fanno meglio di noi.

La nuova vita del Post si basa quindi sul sito, che può sfruttare il paywall del NYTimes.com e ha infatti cominciato a produrre più contenuti, con un sistema che permette di valutare i risultati parziali della giornata, toccando quindi l’argomento giusto al momento giusto (tramite un’analisi delle parole chiave più cliccate su Google, per esempio). Recentemente ha toccato 19,6 milioni di utenti unici al mese: un ottimo risultato che ha spinto il WashingtonPost.com al secondo posto della classifica dei siti di giornali più visitati, dopo il Times stesso.

Come ha detto lo stesso Kaiser, “l’istituzione [del Post, nda] potrebbe non sopravvivere” ma la chiave per rinascere potrebbe essere proprio quella scelta da Brauchli: puntare sui grandi numeri tipici dell’online e, al contempo, su un pubblico di nicchia, ricercato e specializzato.

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