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Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta fumata da Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca un pezzo di radice di ginseng.

C’è sceicco e sceicco

L'emiro del Qatar si compra la Costa Smeralda, e punta la Grecia in saldo. Partendo da un luogo particolare

24 Maggio 2012

“Mamma li turchi” è un detto che in Costa Smeralda non potrebbe attecchire, perché gli islamici qui son perfettamente integrati, essendo Karim Aga Khan IV, principe degli ismailiti, genius loci e fondatore dei locali commerci. Adesso però arrivano i meno raffinati (e più praticanti) emiri del Qatar, che grazie al solito fondo sovrano si stanno comprando molte spiagge in Europa. Come sarà l’impatto? Anche ieri Carlo Rossella (una garanzia) sulla sua Alta Società del Foglio, annunciava che l’Emiro starebbe pensando a costruire una moschea “non grande” a Porto Rotondo.

Più che sullo scontro di civiltà si potrà scommettere se Hamad bin Khalifa Al Thani avrà il placet della severissima Commissione architettonica del Consorzio, che valuta altezze e proporzioni e colori, e che il tutto sia rispondente alla (inventata) architettura mediterranean-eolian-provenzale molto Disney coniata nei primi anni Sessanta dal trio di architetti Luigi Vietti, Michele Busiri-Vici e soprattutto Jacques Couelle. Un Frank Gehry balneare inventore proprio dello stile “costa Smeralda”: pinnacoli e portici, tralicci dell’alta tensione nascosti in eleganti (e fintissime) torrette nuragiche, intonaci finti sgarrupati per immaginarie ville da Brianza marinara, giardini verdissimi all’inglese come a Garbagnate, ma fino al mare; e integrazione del pilastro monolitico col “patio”, la “trave a vista”, il cotto, la finestra panoramica sul Golfo di Marinella, il camino bianco, la tavernetta, i coppi invecchiati, la piscina azzurra non ancora a sfioro. Tutti topoi imprescindibili di quegli anni; la Brianza sur Mer, realizzazione del sogno del cumenda marinaro, il brivido del mare col comodo del green e del posto auto. Sublime summa di questa temperie era il Cala di Volpe, mitologica cattedrale alberghiera del deserto, Chateau Marmont a cinque stelle con infinito pontile, torrette svettanti, canali come a Amsterdam e Venezia, finestrelle strette da convento sul monte Athos, e minareti moreschi (dunque perfetta integrazione culturale ottomana). Proprio il Cala di Volpe passa di mano allo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani, insieme ad altri hotel come il Pitrizza, il Romazzino e il Cervo, insieme alla marina di Porto Cervo (che ospita lo Yacht Club Costa Smeralda), il cantiere Porto Cervo, e il Pevero Golf Club, insomma tutti i simboli di quella colata di cemento intelligente che negli anni Sessanta avevano trasformato la più povera isola italiana nella più povera isola italiana con Yacht Club e commissione architettonica.

Pare che l’Aga Khan si fosse inventato la Costa Smeralda sorvolando la Sardegna in aereo – e vale la pena notare, per gli attuali decisori di politica industriale, che di fronte ad Olbia, prima dell’operazione Costa Smeralda, era in progetto una grande raffineria. Nascevano il mito stesso di Karim – “L’Aga Khan”, faccia da Klaus Maria Brandauer e curriculum da jet set europeo più che islamico, nonostante la discendenza diretta maomettana. Nascevano altri miti: i grandi alberghi della Ciga; il solito Avvocato che faceva manovre pericolose in rada coi suoi velieri spropositati; il dualismo Porto Rotondo (più appartato e schivo) – Porto Cervo (più cafonal). Poi vennero i rapimenti, gli anni di piombo, e cominciarono i ragazzotti che si facevano fotografare di fronte al cartello stradale “Costa Smeralda”. Mentre Lina Wertmüller girava Travolti da un insolito destino a Cala Gonone (1974) si avvicinava la burinizzazione ma fino agli anni Novanta ancora si ballava, con una certa distinzione, al Country di Porto Rotondo. Poi giunsero il Billionaire, e Villa Certosa, coi suoi cactus e i vulcani finti a gettare costernazione nei turisti e a decretare la cafonalizzazione definitiva del luogo.

L’annuncio del passaggio di consegne tra sua altezza Karim e sua altezza Hamad (solo ideale, nel frattempo c’è stato il finanziere Tom Barrack) è avvenuto il 16 aprile a Roma, quando l’emiro è stato ricevuto anche da Mario Monti (il Qatar fornisce il 10% del gas consumato in Italia, di qui tanta considerazione). Hamad non è elegante come l’Aga Khan ma è molto più liquido: è in giro per shopping europeo da diversi anni. Nel tempo si è comprato il Paris Saint Germain, Harrods, la società dei casinò di Montecarlo, la Champions League, pezzi di Volkswagen, Porsche, e tutta la Borsa di Londra (nel tempo libero ha creato Al Jazeera). A Roma Alemanno gli ha offerto di finanziare un “parco a tema dell’Appia Antica”, vecchio pallino del sindaco, investendo 600 milioni di euro. Il sovrano pare stia riflettendo. La sceicca Mozah Bint Nasser, invece, sex symbol mediorientale, faccia da Moira Orfei del Golfo, si batte molto per i diritti umani e sta surclassando in popolarità la più magra e occidentale regina Rania di Giordania. Intanto l’emiro continua ad amare molto le spiagge: in Grecia si è appena comprato l’isola di Oxia, 500 ettari proprio accanto a Itaca (non in vendita), per 5 milioni di euro. L’isola era da tempo in vendita ma nessuno la comprava, complice anche la nuova Imu del governo greco. Pochi ricordano però che proprio Oxia, nell’arcipelago delle Corzolari (le antiche Echinadi) fu teatro della Battaglia di Lepanto (1571), in cui la flotta ottomana veniva sconfitta dagli europei.

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