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05:22 giovedì 15 ottobre 2026
Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.
Netanyahu ha ordinato di identificare e processare i militari che hanno raccontato i crimini commessi dall’Idf in NAZA. Non per i crimini che hanno commesso, però: perché li hanno raccontati in NAZA Il Primo Ministro vuole sapere chi sono e chiede di processarli per aver danneggiato gli interessi del Paese. Parlando con i registi di NAZA, non commettendo crimini.
Se vivete a Berlino potete scaricare una app che fa adottare un albero e manda una notifica quando l’albero ha sete e lo devi innaffiare Si chiama Gieß den Kiez, mappa oltre 900 mila alberi della città e dice ai cittadini quali hanno urgentemente bisogno di acqua.
In Finlandia c’è la prima edizione del “Quietchella”, un festival in cui si va nella foresta e si sta in silenzio ad ascoltare i suoni della natura Il vero nome dell'evento è Hiljaa Fest, che significa festival in silenzio. Si tiene nel parco nazionale di Valkmusa fino al 31 ottobre e il programma ufficiale prevede esibizioni di questi artisti: vento, fagiano di monte, muschio delle torbiere e della falena rämekulmumittari.
Per sabotare anche le lezioni in DAD, gli studenti francesi stanno invitando a partecipare decine di sconosciuti che fanno un fracasso infernale finché la lezione non salta Li chiamano e-blocus: fanno girare i link delle videolezioni, in modo che diventino così caotiche che il docente non può che lasciar perdere.
Il protagonista della campagna elettorale in Brasile è diventato il “Bono della Paulista”, un ragazzo fisicatissimo che è andato a manifestare per Lula a petto nudo, con la tuta, la balaclava e la bandiera della Palestina Si chiama Israel Augusto Gomes dos Santos, ha 24 anni e vive a San Paolo. Fino a ieri aveva 380 follower su Instagram. Oggi ne ha 300 mila.
Hannah, Marnie, Shoshanna e Jessa hanno fatto una videocall per annunciare l’arrivo della nuova stagione di Girls Lena Dunham ha proposto una reunion e tutti hanno subito accettato, non prima di aver ricreato, in pochi secondi, le dinamiche disfunzionali che avevamo imparato ad amare.
In Indonesia si sono accorti che l’unico modo per diffondere gli allarmi terremoto in tutto il Paese è usare gli altoparlanti dei minareti In un Paese con centinaia di migliaia di moschee sparse su tutto il territorio, gli altoparlanti usati da muezzin sono l'unica rete di sirene già pronta.

Cavaliere win win

Perché a Berlusconi piace così tanto il governo Renzi? Un po' è sana ammirazione (e forse anche invidia), un po' strategia politica. Ecco quale.

11 Marzo 2014

Roma – Si vede e non si vede. Si intuisce ma non si capisce. Ma il punto è che il politico che in questa fase sta osservando forse con più eccitazione la partita giocata da Renzi a Palazzo Chigi non ha il nome di nessuno dei grandi alleati ufficiali del rottamatore bensì quello del più grande alleato invisibile del presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi. Certo: dire che un politico decaduto, interdetto, che non potrà candidarsi chissà per quanto tempo alle elezioni, che è stato cacciato dal Senato, si trova in una condizione privilegiata forse è dire troppo ma c’è una piccola verità che va raccontata: il Cavaliere, decadenza o non decadenza, osserva il percorso di Matteo Renzi con una simpatia e un trasporto che non possono che sorprendere. Non c’è una riunione a Palazzo Grazioli in cui Berlusconi non dica quanto è bravo Renzi, quanto è forte Matteo, quanto mi piacerebbe avere uno come lui qui tra i miei ragazzi. Non c’è una sola occasione in cui l’ex presidente del Consiglio non ricordi ai suoi ragazzi, tramite la voce di Giovanni Toti, che con Renzi bisogna essere duri sulle modalità di governo ma sempre disponibili su tutto ciò che riguarda i contenuti. E non c’è una sola occasione in cui Berlusconi non faccia capire che, niente, è più forte di lui: quando vede Renzi, quando vede lo stile di “Matteo”, quando osserva le idee del rottamatore, sotto sotto lo pensa davvero che quel giovane fiorentino altro non stia facendo che far rivivere sotto mentite spoglie molte delle battaglie portate promesse negli ultimi vent’anni dal vecchio Cavaliere. Le tasse da abbassare. Il bipolarismo. L’odio contro i piccoli partitini. L’insofferenza per le preferenze. Il maggioritario. Le riforme costituzionali. La giustizia. La fine del Bicameralismo perfetto. La battaglia contro la concertazione. La lontananza dai sindacati. L’insofferenza verso la Cgil. L’odio per il Senato. La lontananza dai comunisti. Eccetera.

Berlusconi, ovviamente, è convinto che Renzi non riuscirà mai a fare in poco tempo quello che lui non è riuscito a fare in molto tempo, e ogni volta che si lascia scappare quel suo “i gruppi parlamentari del Pd non permetteranno mai a Renzi di fare quello che vuole fare Renzi”, il Cavaliere non riesce a non pensare al fatto che anche Renzi è probabilmente destinato a ritrovarsi sul suo percorso di riformatore con i tanti Fini, e i tanti Bocchino e i tanti piccoli alleati riottosi pronti a infilare con sapienza i bastoni in mezzo alle ruote.

Eppure, Berlusconi non riesce a nascondere il suo buon umore. Perché? Politicamente parlando la risposta è semplice. Quella del Cavaliere è una partita Win-Win. Berlusconi vince se il progetto di Renzi si affloscia con calma. E se il progetto di Renzi si affloscia e la grande coalizione non funziona il primo a beneficiarne non può che essere chi si trova fuori dalla grande coalizione (ovvero Berlusconi). Berlusconi vince se il progetto di Renzi si affloscia subito (e andare a votare con un Italicum dimezzato significherebbe ridare con ogni probabilità al nostro paese un nuovo parlamento ingestibile in cui Forza Italia non potrebbe che avere un ruolo di peso). Ma paradossalmente Berlusconi vince anche se il progetto di Renzi dovesse realizzarsi. Se il segretario del Pd dovesse riuscire a mantenere le promesse. Se riuscisse a realizzare con la casacca del Pd alcune delle cose che Berlusconi promette da anni. Anche perché, poi, Berlusconi, e Forza Italia, se Renzi vuole fare quello che promette di fare, se vuole insomma riformare il Senato, se vuole insomma portare avanti un percorso di riforme istituzionali non da caciottaro, ha bisogno dei voti di Berlusconi. E Berlusconi quei voti li darà. Sapendo che per lui, oggi, la partita suona proprio in quel modo lì. Decadenza, sì. Ma sempre con la possibilità di premere contemporaneamente due tasti “win”.

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