Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Il film di Cat Person verrà presentato al Sundance Film Festival
Sembra assurdo, ma sono già passati 5 anni da quando il racconto di Kristen Roupenian pubblicato dal New Yorker, è diventato virale. Grazie a “Cat Person“, la scrittrice americana di 36 anni (oggi 41), fino a quel momento sconosciuta, aveva firmato un contratto da un milione di dollari per pubblicare una raccolta di racconti, You Know You Want This, in Italia uscita con lo stesso titolo del racconto, Cat Person, per Einaudi Stile Libero. Nel frattempo sono successe un po’ di cose: abbiamo avuto modo di parlare con Kristen Roupenian della sua vita dopo “Cat Person” (qui), ma anche di leggere la testimonianza della donna che ha scoperto di essere la persona su cui si basa la vicenda che viene raccontata (qui). Ora, cinque anni dopo, alla storia di questo racconto virale di una notte di sesso andata male si aggiunge un altro capitolo: come ha riportato Vulture, infatti, al Sundance Film Festival verrà finalmente presentato l’adattamento cinematografico diretto da Susanna Fogel, co-sceneggiatrice di Booksmart, l’esordio alla regia di Olivia Wilde (in Italia terribilmente tradotto in La rivincita delle sfigate) e regista di The Spy Who Dumped Me (qui è andata meglio: La spia che mi ha lasciato, 2018).
Secondo le prime informazioni sul film, Fogel sarebbe riuscita a trasformare il breve racconto di un date da dimenticare in un avvincente thriller psicologico. Ma il dettaglio più curioso ha sicuramente a che fare con il ruolo del protagonista maschile, già annunciato nel 2021: a interpretare Robert, lo sgradevolissimo uomo di 34 anni con cui la protagonista si ritrova a fare sesso anche se non avrebbe più voglia, sarà Nicholas Braun, meglio noto come il tenerissimo cugino Greg di Succession. Nel ruolo della ventenne Margot, invece, ci sarà la giovanissima Emilia Jones (già vista in Coda). Il film verrà presentato il 21 gennaio: attendiamo con ansia le prime recensioni.
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«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.