Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Camere separate e Rimini di Pier Vittorio Tondelli saranno tradotti in inglese
Sceptre, imprint della casa editrice britannica Hodder & Stoughton, si è assicurata i diritti per la traduzione in lingua inglese di Camere separate e Rimini di Pier Vittorio Tondelli. Come riporta Bookseller, Sceptre si è accaparrata i diritti al termine di un’asta alla quale hanno partecipato altri quattro editori e ha già annunciato le date d’uscita di entrambe le traduzioni: Camere separate uscirà il 24 aprile 2025 in versione tascabile, e-book e audiolibro, con la traduzione di Simon Pleasance; Rimini, invece, arriverà nel 2026, tradotto da Elena Pala. L’edizione Sceptre – che non è la prima in lingua inglese – di Camere separate avrà una nuova prefazione, scritta da André Aciman, l’autore di Chiamami col tuo nome, il romanzo dal quale Luca Guadagnino ha tratto il film omonimo.
Guadagnino che, tra l’altro, è già al lavoro sull’adattamento cinematografico di Camere separate (che il regista ha definito uno dei sei film che sognava di fare quando era ancora un aspirante cineasta: gli altri li potete scoprire qui). Al momento il film non ha ancora un cast confermato, ma le indiscrezioni danno per protagonisti quasi certi Josh O’Connor e Léa Seydoux. L’executive publisher di Sceptre, Federico Adornino, ha commentato così la notizia dell’aggiunta di Tondelli al catalogo della sua casa editrice: «Pier Vittorio Tondelli è un’icona, un personaggio di culto della letteratura italiana contemporanea e Camere separate è il suo capolavoro. È il racconto devastante e commovente, parla di amore queer e di perdita […] È un romanzo che abbiamo il dovere di riscoprire e poi di conservare per sempre come fosse un tesoro».
Il nuovo, attesissimo, criticatissimo film di Kristoffer Borgli, con protagonisti Robert Pattinson e Zendaya, parte da una dilemma morale assai intrigante. Il problema è che in nessun momento del film quel dilemma viene affrontato davvero.
La discussione, come sempre capita in Italia, è degenerata nell'ennesimo scontro tra destra e sinistra. Ma quello che è successo racconta in realtà il labirinto in cui tocca entrare per produrre un film in Italia oggi. Labirinto dal quale, certe volte, non si esce.