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08:22 mercoledì 11 febbraio 2026
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.

Come si racconta un profumo

Intervista a Silvio Levi, presidente di Calé, l’azienda italiana che dal 1955 importa in Italia i migliori marchi di profumeria artistica.

30 Settembre 2021

Durante la settimana di miart, che si è tenuta a Milano dal 17 al 19 settembre, Calé, che dal 1955 importa i migliori marchi di profumeria artistica, ha voluto raccontare il mondo delle fragranze attraverso una speciale mostra collettiva, Fabula Experita, curata da Irene Biolchini all’interno delle sale del Piano Napoleonico di Palazzo Serbelloni. L’installazione, concepita per indagare il tema del fantastico da una moltitudine di punti di vista, si è sviluppata in tre stanze “abitate” per l’occasione da quattro artisti: Vincenzo Cabiati, Silvia Camporesi, Marco Ceroni e Fabio Marullo. Per ogni artista è stato pensato il rimando a un’esperienza sensoriale in cui l’incontro con una fragranza, appositamente selezionata dal presidente di Calé Silvio Levi e diffusa nell’aria. Il legame con l’arte contemporanea non è una novità per Calé, che da sempre investe in un vero e proprio lavoro di curatela attorno al profumo, inteso come «un’opera dell’ingegno umano», con le parole di Levi, sia attraverso le collaborazioni d’autore sia nel concept dei suoi store. Dal 2008 Calé è anche distributore internazionale di Calé Fragranze d’Autore, marchio nato dalla creatività dello stesso Levi, appassionato ed esperto di profumi che, in veste di narratore, traduce le sue storie insieme a profumieri di fama internazionale. Oltre all’attività di distribuzione, Calé svolge anche attività di retail attraverso i suoi punti vendita di Milano: Fragrans in fabula in Corso Magenta 22, dove è anche possibile sottoporsi a una diagnosi olfattiva attraverso il metodo NOSE, lo store di via Madonnina 17 e la Boutique Histoires de Parfums in corso Garibaldi.

Come si racconta il mondo della profumeria artistica?
Il profumo in sé è un’arte, può essere un’arte. C’è una bellissima espressione di Christophe Laudamiel, un grandissimo profumiere che in un suo manifesto scrive che molta gente si lamenta perché ci sono troppi lanci di profumi all’anno, e che questo inquinerebbe la creatività, ma pensiamo mai a quante fotografie vengono fatte con gli smartphone ogni giorno? A quanti articoli vengono pubblicati? L’eccellenza non è misurabile in funzione alla numerosità. Quello che noi cerchiamo di fare è talent scouting, ovvero estrarre ciò che ha valore e proporlo a chi ha la sensibilità di ascoltare. Il grosso gap che percepisco è che il pubblico non riesce ancora ad avvicinarsi a un profumo pensandolo come a un’opera dell’ingegno umano. È visto come un’oggetto, un complemento, quando in realtà richiede un processo creativo complicatissimo. E questo crea un problema, perché nell’immaginario comune non si riesce ancora a percepire l’intangibilità di un’opera come un profumo. Basta pensare che non esistono musei del profumo: ce n’era uno a Parigi ma disgraziatamente è stato chiuso, ce n’è uno a Milano ma in pochi lo conoscono [è in via Messina 55, ndr]. Poi magari le persone conoscono il N. 5 di Chanel, ma non sanno decriptarlo in qualche maniera. Facciamo operazioni come Fabula Experita proprio per questo motivo, per far capire che un profumo racconta sempre una storia. Banalmente, è il miglior teletrasporto che esista, in un secondo può portarti in un luogo come in un altro. Il profumo ha questo potere e l’idea per questa mostra non era quella di promuovere una qualche fragranza in particolare, ma di scegliere quelle che meglio dialogavano con gli artisti e le loro opere.

Ci racconta meglio Fabula Experita?
Le 4 sale sviluppano il tema dell’immaginario, del fantastico Abbiamo scelto di chiamare la mostra Fabula Experita perché i nostri negozi oggi si chiamano Fragrans in Fabula: entrandoci, quello che ci si deve aspettare è di essere trasportati in un favola. Nella prima stanza [la Sala Beauharnais, ndr] Silvia Camporesi ha preso degli oggetti comunissimi che tutti abbiamo utilizzato durante il lockdown, come un piatto rotto, e li ha trasformati in qualcosa di anormale. L’idea è l’oggetto comune che diventa quasi angosciante nella sua dimensione. Accanto alla sue opere ci sono i gioielli per “mostri giganti” di Marco Ceroni, oggetti che non sono più indomabili perché diventano qualcosa che è pensato non più per l’essere umano ma per una forza della natura. Abbiamo abbinato alle opere di Camporesi “Ege” di Nishane, un profumo che si ispira all’Egeo, perché il mare è qualcosa che ci è comune ma che allo stesso tempo ci può indurre in angoscia, perché rappresenta l’infinito. Per Ceroni invece l’abbinamento immediato è stato “Fulgor”, un profumo che ho creato dopo aver assistito un’alluvione nella Death Valley nell’estate del 2014. Racchiude note minerali di grafite e pirite, note fruttate ma fredde che evocano nuvole cariche di pioggia. Una fragranza che all’artista ha ricordato l’energia di una fonderia. Nella Sala Parini c’è poi il piccolo mondo ricreato da Fabio Marullo, che si è concentrato sul microscopico e ha ricostruito un micro giardino che rimanda alla grandiosità della natura. In questo caso la scelta olfattiva è andata su una fragranza di Histoires de Parfums, Noir Patchouli. Il Patchouli è una fogliolina piccolissima con un potere olfattivo enorme, allo stesso tempo è verde, e l’ispirazione di Fabio è tutta nella natura e quindi mettendole insieme l’auspicio era che la percezione del suo lavoro fosse amplificata. Nel Boudoir, infine, ci sono le opere di Vincenzo Cabiati, la cui ispirazione sono la porcellana e la cipria: sono piccoli manufatti bianchi molto eleganti che, osservati da vicino, rivelano scene erotiche. La fragranza scelta è “Geste” di Humiecki & Graef, che Laudamiel ha creato ispirandosi a una relazione tra una donna matura e un ragazzo più giovane. Il matrimonio tra le opere è sembrato coerente e anche olfattivamente le rappresenta.

Fabula Experita a Palazzo Serbelloni

Avete recentemente lanciato Essencional, piattaforma online che si occupa di fare informazione sul mondo della profumeria artistica. Come mai questa scelta?
L’idea nasce dal gemellaggio con Esxence [la rassegna dedicata alla profumeria artistica che si tiene a Milano, ndr]. Insieme a Valentina Cagnola teniamo un workshop dedicato ai temi della profumeria artistica e abbiamo pensato di fare tesoro di quell’esperienza affinché non si esaurisse nei quattro giorni dell’evento. Così abbiamo condotto un sondaggio con tutte le aziende con cui siamo venuti a contatto negli ultimi dodici anni e li abbiamo intervistati, anche durante la pandemia. Sono venuti fuori dei dati interessanti come ad esempio il fatto che, nonostante la profumeria artistica incida sul business della cosmetica per un 2%, ha sofferto molto poco la crisi causata dal Covid. Un po’ perché spesso chi compra questi profumi conosce bene chi li vende, c’è un rapporto personale, da negozio di vicinato, l’e-commerce esiste ma non è ancora così sviluppato. Esiste insomma una fidelizzazione altissima. Poi durante il lockdown l’uso del profumo è diventato una sorta di auto gratificazione in un momento in cui si usciva molto meno [ne parlavamo qui, ndr], sono anche aumentate moltissimo le ricerche sul web. Così abbiamo voluto creare un contenitore di news, che raccogliesse tutte le novità del settore e allo stesso tempo abbiamo iniziato una produzione di articoli originali, con interviste e approfondimenti.

Progetti futuri?
Abbiamo in programma una nuova apertura a Milano e alcuni cambiamenti: il negozio Histoires de Parfums in via Madonnina è diventato Fragrans in Fabula 2, mentre lo store di via Madonnina si trasformerà in un luogo di cultura e coinvolgimento del pubblico. In autunno riapriremo Histoires de Parfums in Corso Garibaldi, proprio davanti a Supreme. E poi a Roma c’è il negozio Creed [di cui Calé è stato il primo rivenditore in Italia, ndr], che molti considerano il più bel negozio Creed al mondo.

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