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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

Questa volta Britney Spears potrebbe davvero dire addio alla musica

16 Maggio 2019

Non è la prima volta che si parla di un addio alle scene per Britney Spears. Ma questa volta, la ragazza della Lousiana potrebbe davvero dire basta alla musica. A rivelarlo è il suo fedele manager Larry Rudolph, che la segue dai tempi del suo primo album di successo Baby… One More Time. Era il 1999, Britney aveva i codini e indossava la divisa da studentessa del college. Un’immagine molto lontana dalla madre un po’ impacciata un po’ sexy di cui parlavamo qui. E sicuramente lontanissima dalla cantante che ha interrotto il tour a Las Vegas e si è ricoverata per problemi emotivi e di salute mentale.

Sono ormai vent’anni che Larry Rudolph si occupa della carriera. Intervistato da Variety non è riuscito a nascondere una certa commozione: «Sono stato con lei per due terzi della sua vita. Vorrei solo che trovasse la tranquillità. Non è più una scelta di carriera. Ma di vita».

Lo scorso gennaio Britney aveva scelto di interrompere i concerti, per prendersi cura del padre malato. Jamie Spears è più di un padre per lei: è un mentore e un amico, la persona che le è stata più vicina durante il suo primo crollo emotivo, nel 2007. In realtà, Britney aveva già pensato di lasciare le scene nel 2013, per dedicarsi alla famiglia. Questa volta, però, potrebbe fare sul serio. «Sulla base delle informazioni che ho e di quelle che hanno tutti i professionisti che lavorano con lei», ha detto Rudolph «è chiaro che non dovrebbe tornare a fare il suo tour a Las Vegas, sicuramente non nel prossimo futuro e forse mai più». Nessun “One more time”, quindi.

I fan non si arrendono e non vogliono credere a questa versione della storia. Su Twitter è stato lanciato l’hashtag #freeBritney, per liberare la cantante dalle grinfie di chi l’avrebbe ricoverata contro il suo volere.

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