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15:59 giovedì 2 luglio 2026
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per segnalare e tracciare gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 al fianco delle squadre di pronto intervento che combattono gli incedi in un Paese che negli ultimi anni ha visto alcune delle stagioni di incendi più devastanti della sua storia recente.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.

Il magazine Air Afrique debutta in collaborazione con Bottega Veneta

23 Giugno 2023

Dopo il rilancio di Butt Magazine, Bottega Veneta continua a supportare l’editoria indipendente sotto la guida di Matthieu Blazy. Il marchio ha infatti annunciato una nuova partnership con Air Afrique, una nuova piattaforma che si focalizza sull’arte e la conversazione intorno alla diaspora africana. La rivista, ideata da un giovane collettivo parigino e ispirata alle riviste panafricane del XX secolo, debutterà con un evento al Centre Pompidou di Parigi il 23 giugno 2023, durante le sfilate maschili. Air Afrique prende il suo nome dall’omonima compagnia aerea panafricana operativa tra il 1961 e il 2002, proprietà “condivisa” tra Senegal, Repubblica Centrafricana, Camerun, Costa d’Avorio, Gabon, Benin, Burkina Faso, Mauritania, Niger, Congo e Ciad. Espressione tanto della nuova indipendenza raggiunta da quei Paesi quanto di un ideale panafricano, Air Afrique è stata negli anni mecenate delle arti e della cultura, oltre che un mezzo di trasporto transfontaliero. Pubblicata sia in francese che in inglese, Air Afrique è guidata dalla visione culturale della compagnia aerea e dalla sua rivista di bordo Balafon, che si è distinta per la sua capacità per celebrare la diversità culturale e storica del continente africano.

Air Afrique Numero 1

Air Afrique Numero 1

Basile Boli, assieme al suo agente Pape Diouf e a Mody Diop, arriva a Dakar dopo aver vinto la Champions League con il Marsiglia nel 1993

La nuova Air Afrique continuerà in questa direzione: ogni numero della rivista includerà sia materiale d’archivio proveniente dal patrocinio culturale della compagnia aerea, sia approfondimenti su scrittori e artisti contemporanei francesi, franco-caraibici e non solo. Il collettivo Air Afrique è oggi composto dalla fondatrice e direttrice creativa Lamine Diaoune, dal caporedattore Amandine Nada, dai co-fondatori Djiby Kebe e Jeremy Konko, dai redattori Zhedy Nuentsa e Ahmadou-Bamba Thiam e dal grafico Axel Pelletanche. «Vogliamo far rivivere l’espressione multiforme africana che Air Afrique ha rappresentato», ha detto Lamine Diaoune, «La nostra missione è preservare questo patrimonio e riportare Air Afrique nel mondo delle conversazioni culturali, costruendo una presenza culturale sull’esempio di quanto è stato fatto in passato». «Air Afrique era più di una compagnia aerea. Era una piattaforma culturale», aggiunge Djiby Kebe, «Vogliamo condividere l’archivio di Air Afrique e crearne uno nuovo – per raccontare questo momento storico di espressione nelle comunità africane».

Air Afrique Numero 1

Air Afrique Numero 1

Bottega Veneta metterà a disposizione della rinata rivista il suo marchio e le sue piattaforme, oltre a organizzare eventi su misura per supportare i lanci dei numeri e aiutare nella costruzione di una comunità di lettori. Il marchio produrrà anche una serie di coperte in edizione limitata realizzate dal designer franco-sudanese Abdel El Tayeb, che fa parte dell’ufficio stile di Bottega Veneta. Appositamente commissionata da Blazy per celebrare il lancio di Air Afrique, ogni coperta è una composizione unica di lana pregiata, pelle argentata e shearling provenienti dall’archivio di Bottega Veneta. Sotto la sua etichetta “El Tayeb Nation”, El Tayeb combina perciò l’artigianato sudanese con la sartoria occidentale. L’aspirazione è quella di creare uno spazio in cui gli afro-discendenti possano esprimere la loro identità multiculturale. I disegni delle coperte afro-futuristiche di Air Afrique si ispirano ai motivi vivaci del tradizionale abito “toub” indossato dalla madre di El Tayeb.

«Attraverso le nostre partnership con le riviste indipendenti, riconosciamo il lavoro, la creatività e il potere silenzioso delle pubblicazioni su scala ridotta che danno voce a comunità specifiche», hanno spiegato da Bottega Veneta, «Ogni rivista è un esempio di design di qualità, rigore editoriale, di chiarezza e originalità di visione». Un approccio che caratterizza la direzione creativa di Blazy ma che in realtà fa parte dell’heritage del brand: nel 1972, Bottega Veneta apre infatti il suo primo negozio in assoluto su Madison Avenue a New York, e ben presto si associa alla comunità creativa della città, in particolare a quella che si riuniva intorno a Andy Warhol. Nel 1978, il marchio lancia la campagna “When Your Own Initials Are Enough” sulla rivista di Warhol Interview.

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