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15:19 venerdì 12 giugno 2026
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
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Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.

È stata annunciata la longlist del Booker Prize 2021

27 Luglio 2021

Ad essere state selezionate quest’anno per la longlist del Booker Prize sono «storie coinvolgenti», ha detto uno dei giudici, «se negli anni precedenti hanno attirato l’attenzione gli elementi di novità dei romanzi», ora «volevamo un romanzo che invogliasse a girare le pagine». Nessuna «sperimentazione nella forma, opere di generi che non esistono», pochi «autori debuttanti», dunque. È stata annunciata ieri, 26 luglio, la “dozzina del Booker”, come vengono chiamati i 13 libri scelti tra i migliori romanzi in lingua inglese pubblicati in Inghilterra o Irlanda tra l’1 ottobre 2020 e il 30 settembre 2021, in quella che si promette di essere una selezione diversa dal solito. La presidentessa della giuria Maya Jasanoff, una storica, ha spiegato in un’intervista che «durante il lockdown si sono create delle connessioni molto forti con i libri», e che questo si è naturalmente riflesso nella scelta dei romanzi in longlist.

Così hanno scelto di premiare «gli autori che da anni stanno lavorando con degli standard altissimi», nomi già affermati, come Kazuo Ishiguro, candidato già tre volte al Booker e anche vincitore nel 1989 con Quel che resta del giorno, che quest’anno è stato selezionato per Klara e il sole (uscito a maggio da noi per Einaudi), la storia di un’amicizia tra una bambina molto sola e un’intelligenza artificiale. Anche Rachel Cusk, che conosciamo per la splendida “trilogia dell’ascolto”,  quest’anno è stata candidata con Second Place, il racconto di un matrimonio che finisce per via di un artista che si mette in mezzo. C’è anche Richard Powell, autore di Il sussurro del mondo, candidato per un libro che ancora deve uscire, si intitola Bewilderment. Neanche per Damon Galgut, uno dei due autori sudafricani in longlist, si tratta della prima candidatura al Booker: conta, infatti, due presenze nella shortlist finale; il suo romanzo candidato quest’anno, The Promise, sarà tradotto e pubblicato in Italia da Edizioni e/o.

Rachel Cusk, foto di LEON NEAL/AFP, courtesy of Getty

Secondo il Guardian i grandi esclusi sono Sally Rooney col suo Beautiful World, Where Are You, in uscita a settembre, e Don Delillo col suo romanzo Il silenzio. Ricordiamo che lo scorso anno erano state scelte due autrici per condividere il premio finale del Booker, Bernardine Evaristo col dirompente Ragazza, donna, altro e Margaret Atwood con l’attualissimo Testamenti. Sotto, la lista dei candidati.

A Passage North, di Anuk Arudpragasam (pubblicato da Granta Books)

Second Place, di Rachel Cusk (pubblicato da Faber)

The Promise, di Damon Galgut (pubblicato da Chatto & Windus, in Italia verrà pubblicato da Edizioni e/o)

The Sweetness of Water, di Nathan Harris (pubblicato da Tinder Press)

Klara e il sole, di Kazuo Ishiguro (pubblicato da Faber, in Italia da Einaudi)

An Island, di Karen Jennings (pubblicato da Holland House Books)

A Town Called Solace, di Mary Lawson (pubblicato da Chatto & Windus)

No One is Talking About This, di Patricia Lockwood (pubblicato da Bloomsbury Publishing)

The Fortune Men, di Nadifa Mohamed (pubblicato da Viking)

Bewilderment, di Richard Powers (pubblicato da Penguin Random House)

China Room, di Sunjeev Sahota (pubblicato da Harvill Secker)

Great Circle, di Maggie Shipstead (pubblicato da Doubleday)

Light Perpetual, di Francis Spufford (pubblicato da Faber)

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