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17:10 venerdì 9 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Perché Black Mirror si chiama Black Mirror

08 Gennaio 2018

Black Mirror è arrivato alla quarta stagione, uscita a fine dicembre su Netflix. Sono ormai sette anni che la creatura di Charlie Brooker è in circolazione, a raccontare, deformandolo, il nostro rapporto con la tecnologia: la prima stagione era stata trasmessa per la prima volta dal britannico Channel 4 alla fine del 2011, la stagione era uscita sempre su Channel 4 l’anno successivo, poi nel 2015 Netflix l’aveva resuscitata per una terza. Il perché Black Mirror si chiama Black Mirror è piuttosto semplice: uno «specchio nero» è ciò che si vede quando guardiamo uno smartphone, un tablet, un computer, o qualsiasi altro schermo che in quel momento non sia attivo.

Lo aveva spiegato il creatore Charlie Brooker in un’intervista al Guardian già nel lontano 2011. Non tutti però erano a conoscenza di questa etimologia. Alcuni tra i fan si erano illusi che il titolo della serie nascondesse qualche significato più profondo. Così, quando hanno scoperto la dura verità, ci sono rimasti molto male. Alcuni hanno sfogato la delusione su Twitter: Design Taxi ha raccolto alcune delle reazioni. Come per esempio questa, che tra l’altro ha ottenuto più di 35 mila retweet.

Ah, poi c’è anche questo video, ricco di struggimento e di poesia:

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