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18:33 venerdì 22 maggio 2026
Su RaiPlay è stato pubblicato per la prima volta Sulla carta sono tutti eroi, uno speciale del 1984 dedicato ad Andrea Pazienza, con Andrea Pazienza La maniera perfetta per festeggiare il settantesimo anniversario della nascita di Paz: vederlo disegnare, parlare, raccontarsi, sorridere.
Sandra Hüller potrebbe stabilire un record che si credeva impossibile: essere candidata all’Oscar 4 volte, per 4 film diversi, nello stesso anno L'attrice potrebbe ricevere una nomination per tutti i film che ha fatto nel 2026: Fatherland, Rose, Project Hail Mary e Digger.
Il politico più popolare in India in questo momento è uno scarafaggio leader del Partito degli Scarafaggi Tutto è iniziato un po' per presa in giro un po' per protesta, ma in nemmeno una settimana il Cockroach Janta Party ha superato su Instagram il Bharatiya Janata Party del Premier Modi.
Una ricerca ha dimostrato che le civiltà non crollano per le catastrofi ma perché iniziano a consumare troppo, che è proprio quello che sta succedendo alla nostra civiltà I ricercatori hanno precisato anche che i futuri in cui ci salviamo non sono impossibili, ma «richiedono condizioni che non vediamo sulla Terra di oggi».
Non poteva che essere Michael Bay il regista del film sull’operazione Epic Fury di Trump in Iran Per l'occasione, il regista ha rimesso assieme la squadra con cui girò 13 Hours, altro notevole esempio di moderno film di propaganda.
SS26, il nuovo singolo di Charli XCX, non è né rock né dance: è moda E anche apocalisse: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell», canta Charli nel secondo singolo estratto dal suo nuovo album.
La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che da ora in poi il diritto allo sciopero è protetto dal diritto internazionale In particolare, è tutelato dal trattato sulla libertà di associazione del 1948 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, firmato da 158 Paesi.
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.

Come nasce un finale a sorpresa di Black Mirror

22 Ottobre 2016

In occasione dell’uscita della terza stagione, disponibile su Netflix a partire dal 21 ottobre, i creatori di Black Mirror hanno rivelato alcuni retroscena sulle stagioni precedenti della celebre serie, uno dei migliori prodotti televisivi di ambientazione distopica. In una recente intervista a Variety infatti Charlie Brooker, lo sceneggiatore e produttore televisivo britannico che ha creato lo show e scritto alcuni degli episodi, ha raccontato com’è nato uno dei finali più sorprendenti della serie, le cui puntate sono auto-conclusive. Ah, spoiler alert per chi non ha ancora visto la seconda stagione: se non l’avete guardata e desiderate farlo, fermatevi qui.

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“White Bear,” il secondo episodio della seconda stagione di Black Mirror, andato in onda per la prima volta su Channel 4 (Gran Bretagna) nel febbraio del 2013, è ambientato in un mondo dove, a causa di un misterioso segnale, la maggior parte degli esseri umani sono diventati individui abulici, incapaci di reagire anche davanti alle mostruosità peggiori, ma spinti da qualche impulso a fotografare compulsivamente tutto ciò che vedono: da questa sindrome non sono però toccati gli psicopatici, che anzi ne approfittano compiendo ogni sorta di violenza nella totale impunità. La protagonista dell’episodio è una giovane donna che si sveglia una mattina senza ricordare nulla, e che trovandosi improvvisamente in questa distopia cerca di attraversare la città, ormai completamente in mano a sadici criminali, alla ricerca di un posto sicuro.

L’ambientazione e la trama sembrano un evidente riferimento all’età dei social media, che secondo alcuni alimentano l’ansia di documentare ogni cosa ma che rischiano anche di desensibilizzare il pubblico. Alla fine della puntata si scopre però che era tutta una messa in scena, realizzata da attori. La protagonista è colpevole di un orrendo crimine, avere filmato il fidanzato mentre uccideva una bambina piccola, e un tribunale l’ha condannata a rivivere ogni giorno la stessa vicenda, in un mondo da incubo: ogni sera viene drogata in modo tale da perdere la memoria, poi ogni mattina si risveglia per rivivere la propria condanna.

Questo finale però non era quello originariamente concepito: nella sua stesura iniziale “White Bear” avrebbe dovuto concludersi con una crocifissione, ha rivelato Brooker nell’intervista a Variety. La puntata era già scritta e finita, quando il creatore dello show stava viaggiando negli Usa alla ricerca delle location dove girare. Mentre stava visitando un’ex base militare, di fatto una cittadina con tanto di abitazioni e benzinai circondata da un recinto di filo spinato, gli è venuta l’idea di cambiare il finale: «Sono tornato a casa di colpo e, come in uno stato febbrile, ho cambiato la sceneggiatura», ha raccontato. Per poi aggiungere: «Non mi è mai capitato di modificare una sceneggiatura così in là nella fase di produzione».

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