La maniera perfetta per festeggiare il settantesimo anniversario della nascita di Paz: vederlo disegnare, parlare, raccontarsi, sorridere.
Sandra Hüller potrebbe stabilire un record che si credeva impossibile: essere candidata all’Oscar 4 volte, per 4 film diversi, nello stesso anno
L'attrice potrebbe ricevere una nomination per tutti i film che ha fatto nel 2026: Fatherland, Rose, Project Hail Mary e Digger.
Sappiamo tutti cos’è una Oscar clip quando la vediamo. È quella sequenza millimetrata, posizionata a due terzi di pellicola, progettata per esibire il raggio d’azione emotivo di un interprete, quasi sempre attraverso un monologo strappalacrime o un crollo nervoso. In Fatherland, il dramma storico in bianco e nero di Pawel Pawlikowski appena presentato al Festival di Cannes, Sandra Hüller ne esegue una impeccabile, interpretando Erika Mann, la figlia del premio Nobel Thomas Mann, in un viaggio dentro una Germania neonata e divisa.
La stranezza è che nei prossimi mesi di Oscar clip firmate Hüller rischiamo di vederne altre tre. L’attrice tedesca, 48 anni e una carriera incredibile di cui ci siamo accorti troppo tardi grazie ad Anatomia di una caduta (2023), sta vivendo un’annata cinematografica senza precedenti. Complice il recente cambio di regolamento dell’Academy, che ora permette a un interprete di ricevere più candidature nella stessa categoria per film diversi, Hüller si trova nella posizione (in teoria) di potersi prendere quattro nomination in un colpo solo: due come Miglior attrice protagonista, due come Miglior attrice non protagonista.
Da un lato ci sono i prodotti dell’austera haute couture festivaliera europea, come il sopracitato film di Pawlikowski e Rose, il dramma storico austriaco applaudito a Berlino, in cui interpreta una donna travestita da uomo nel Seicento. Dall’altro, Hüller è attualmente la dominatrice del botteghino globale con Project Hail Mary, successone in cui interpreta Eva Stratt, la coordinatrice di missione che ci regala, assieme a Ryan Gosling, una surreale e tragica scena karaoke sulle note di Harry Styles. A ottobre, poi, sarà la co-protagonista al fianco di Tom Cruise in Digger, la black comedy diretta da Alejandro González Iñárritu che in molti considerano già front runner della prossima stagione dei premi. Il successo di Sandra Hüller riflette un’Academy radicalmente mutata, più internazionale, finalmente alfabetizzata ai codici recitativi non anglofoni e disposta a celebrare la complessità di un attore.