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Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta fumata da Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca un pezzo di radice di ginseng.

Bere per la prima volta Coca Cola a 24 anni, la strana storia di un’iniziazione

09 Settembre 2016

«Non ho mai bevuto una Coca Cola nella mia vita» è una frase che la giovane freelance Jamie Lauren Keiles ha potuto pronunciare fino a pochi giorni fa, quando ha poi, si direbbe finalmente, deciso di assaggiare la bevanda e raccontare questa sua stramba prima volta su Eater. Keiles giustifica la sua quasi incrollabile decisione nel non provare Coca Cola sottolineando che non è stata una presa di posizione velleitaria o ideologica, ma una parte integrante della sua identità fin da quand’era una ragazzina, e poi un’adolescente: «Non è che si può smettere di essere cattolici o di amare i Radiohead», ha scherzato l’autrice del pezzo. «In ventiquattro anni passati senza bere una singola Coca Cola, ho fatto qualcosa di straordinario semplicemente non facendo nulla».

 Keiles ha deciso di bere la sua prima “coca” organizzando una sorta di cerimonia di iniziazione, preparandosi a dovere per questa esperienza e cercando tutte le informazioni reperibili online sulla migliore consumazione della bevanda, al punto da arrivare a definirsi ironicamente «una specie di esperta». Un esperto, a dire il vero, la ragazza l’ha contattato per davvero: Chris Gethard, un comico che nel tempo libero è diventato una sorta di guru della bevanda gassata. Gethard le consiglia di iniziare con la Coca Cola messicana (è una variante della bibita che viene prodotta in Messico, e si distingue da quella consueta per essere dolcificata con vero zucchero di canna, non sciroppo, e imbottigliata soltanto in vetro), consumata «in una giornata calda» dopo aver fatto una passeggiata sotto il sole.

Soda Bottles

Il battesimo della Coca Cola della ragazza si trova però a un bivio: scopre tramite Reddit che nella contea di Cuyahoga, nell’Ohio settentrionale, una società produce una coca contenente vero saccarosio, la cosa più simile alla sua forma originaria, ma imbottigliata in sole lattine e bottiglie di plastica. Da cui il dubbio: rinunciare alla bottiglia in vetro – imprescindibile secondo Gethard – o al vero zucchero? «A essere la Coca Cola più vicina alla storia è l’ideale di Coca Cola, o la coca che beve la maggior parte della gente?», si interroga Keiles, determinata più che mai a fare “l’esperienza Coca Cola”, una parte fondamentale dell’iconografia americana.

Tutto ciò che per una qualsiasi altra persona sarebbe scontato, per l’autrice del pezzo è una nuova scoperta: «La cola nella mia immaginazione è pungente come il Natale e alcalina come leccare una batteria da 9 volt», scrive Keiles. La sua prospettiva la porta a vedere un gesto quotidiano e “scontato” come bere una Coca Cola sotto tutta un’altra luce: ad esempio, il colore della bevanda a lei fa istintivamente pensare ad «acque reflue di un sito di estrazione». Un modo di percepire le cose straniante, quando si pensa che Coca Cola viene consumata oltre un miliardo di volte al giorno, ed è distribuita in quasi tutto il mondo, a eccezione di Corea del Nord e Cuba. 

Keiles decide di stappare la sua prima bottiglia sull’erba del Forest Park del Queens, New York, ispirata da una pubblicità televisiva del 1971 ambientata «su una collina in Italia». «Non riesco a immaginare che mi piacerà berla», pensa poco prima di cambiare la sua vita assaggiando la Coca Cola (nella variante messicana: il vetro ha prevalso). «Ho il sole negli occhi e la maglietta sudata. Mi siedo e metto la mano nella borsa frigo, e utilizzo l’orlo della maglia per asciugare la bottiglia. Lascio che la Coca Cola incontri le mie labbra», scrive come nell’atto di recitare una parte quotidiana e mitica insieme. Il sorso iniziale è quasi innaturale, come nel caso di un «bacio indesiderato», poi il sapore si fa più scontato di quanto Keiles pensasse: «Non c’è niente da dire se non che la Coca Cola sa di Coca Cola». «Mi sono sentita rinfrescata. Mi è piaciuta», conclude, e dopo poco più di dieci minuti la bottiglia è completamente vuota.

In testata: tre attori di un film western bevono Coca Cola nel 1950; nel testo bottiglie di cola dai primi del Novecento (Hulton Archive).
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