Hype ↓
19:29 mercoledì 13 maggio 2026
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

A Barcellona vogliono rifare la Rambla per salvarla dall’overtourism

23 Settembre 2024

A Londra hanno deciso di rifare Oxford Street, a Barcellona di “ristrutturare” La Rambla. Il motivo è sempre lo stesso: restituire l’una e l’altra alle persone che a Londra e a Barcellona ci vivono, salvarle dalla turistificazione. In Catalogna di questo progetto si discute dal 2017, quando l’allora sindaca Ada Colau pubblicò un bando internazionale per decidere a chi fa affidare l’opera. Sette anni dopo l’onore e l’onere se lo è preso il collettivo interdisciplinare km-ZERO guidato dall’architetta Itziar González. Quest’ultima, in un’intervista a El Pais, ha raccontato che a chiederle di partecipare al bando, ormai anni fa, è stata l’associazione di quartiere SOS Ramblas. González, che abita vicinissima alla Rambla, ha accettato subito la proposta e ha messo assieme questo gruppo di esperti – architetti, urbanisti, ingegneri, commercianti, cittadini, etc. – tutti residenti nelle vicinanze del viale. Alla fine, km-ZERO è arrivata a contare più di 500 persone, che hanno tutte contribuito all’elaborazione di un progetto presentato nel 2018 e approvato un anno dopo.

Dopo una serie di intoppi e contrattempi che nel 2020 avevano portato all’interruzione del progetto – proprio nel momento in cui tutto era pronto per cominciare i lavori – la nuova amministrazione comunale di Barcellona ha deciso di dare finalmente il via ai lavori. Non solo: Jaume Collboni, il nuovo sindaco di Barcellona, ha detto che si aspetta di inaugurare la nuova Rambla non più tra dieci anni, come inizialmente previsto dal progetto, ma tra tre. A febbraio 2027 il sindaco – e i cittadini – si aspettano la fine dei lavori, che in parte (nella zona attorno al monumento a Cristoforo Colombo) sono già iniziati. I marciapiedi verranno ampliati, dagli attuali tre metri e mezzo arriveranno ad occupare cinque metri in larghezza; le corsie per gli automezzi saranno dimezzate, da quattro diventeranno due (la versione iniziale del progetto prevedeva la pedonalizzazione di tutto il viale, che però è stata accantonata, per il momento); verranno costruite tre nuove piazze, in corrispondenza delle porte medievali di Portaferrisa, La Boquería e Trencaclaus; verrà installata nuova illuminazione, rifatta la pavimentazione e piantati 375 nuovi alberi; è prevista l’apertura di almeno un nuovo centro artistico, La Fonería. E molte altre sono le “ristrutturazioni” previste.

Tutto questo, ovviamente, il comune di Barcellona lo sta facendo nella speranza di porre un freno all’overtourism e di chetare le proteste – numerose e partecipate – che si sono ripetute quest’estate, proteste che hanno fatto di Barcellona la capitale dell’odio antituristico. Certo, non c’è ristrutturazione che possa risolvere l’altro, enorme problema che affligge La Rambla come Oxford Street come qualsiasi strada-meta turistica del mondo: la gentrificazione. Un’altra delle iniziative contenute nel progetto iniziale prevedeva che una parte dei nuovi alloggi costruiti o di quelli vecchi ristrutturati lungo il viale venisse messo sul mercato a prezzo calmierato oppure affittato a equo canone. L’intento era evitare che anche la nuova Rambla finisca a essere abitata solo da turisti che passeggiano tra negozi di chincaglieria. La proposta, come ha raccontato Itziar González, uno degli architetti di km-ZERO non è stata approvata. E questo nonostante il collettivo avesse condotto un’indagine per capire quante persone vivono davvero sulla Rambla. Secondo i dati ufficiali, sarebbero più di mille. Alla fine di questa indagine, si è scoperto che sono meno di cento. La differenza tra questi due numeri sono tutti appartamenti che restano vuoti per la maggior parte dell’anno, in attesa dell’alta stagione.

Articoli Suggeriti
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici

La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».

In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto

L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

Leggi anche ↓
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici

La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».

In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto

L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

Il Comune di Parigi aumenterà moltissimo le tasse sulle case sfitte per costringere i proprietari ad affittarle o venderle

È una delle misure che il nuovo sindaco socialista Emmanuel Grégoire ha intenzione di prendere per risolvere la crisi abitativa.

In Inghilterra vogliono costruire nuove case popolari per risolvere la crisi abitativa ma c’è un problema: molti dei terreni su cui costruire sono occupati dai campi da golf

Il governo Starmer vuole costruire un milione e mezzo di case nei prossimi cinque anni. Ma lo spazio è poco e da qui l'idea di usare i campi da golf.

Con il suo Block Party in Barona, Marracash ci ha ricordato che la vera casa del rap sarà sempre la periferia

La festa dello scorso sabato non era la solita manfrina autocelebrativa a cui l'hip hop ci ha abituato. Era l'omaggio a un quartiere e alle persone che lo vivono, senza le quali un Marracash non sarebbe mai esistito.

Cosa ci fanno Brian Eno, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Patti Smith, Blood Orange (e molti altri) alla Biennale di Venezia? Espongono le loro opere nel padiglione del Vaticano

Per l'esposizione "The Ear Is the Eye of the Soul" la Santa Sede ha messo assieme una lineup degna dei migliori festival musicali.