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22:54 venerdì 14 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

A Barcellona vogliono rifare la Rambla per salvarla dall’overtourism

23 Settembre 2024

A Londra hanno deciso di rifare Oxford Street, a Barcellona di “ristrutturare” La Rambla. Il motivo è sempre lo stesso: restituire l’una e l’altra alle persone che a Londra e a Barcellona ci vivono, salvarle dalla turistificazione. In Catalogna di questo progetto si discute dal 2017, quando l’allora sindaca Ada Colau pubblicò un bando internazionale per decidere a chi fa affidare l’opera. Sette anni dopo l’onore e l’onere se lo è preso il collettivo interdisciplinare km-ZERO guidato dall’architetta Itziar González. Quest’ultima, in un’intervista a El Pais, ha raccontato che a chiederle di partecipare al bando, ormai anni fa, è stata l’associazione di quartiere SOS Ramblas. González, che abita vicinissima alla Rambla, ha accettato subito la proposta e ha messo assieme questo gruppo di esperti – architetti, urbanisti, ingegneri, commercianti, cittadini, etc. – tutti residenti nelle vicinanze del viale. Alla fine, km-ZERO è arrivata a contare più di 500 persone, che hanno tutte contribuito all’elaborazione di un progetto presentato nel 2018 e approvato un anno dopo.

Dopo una serie di intoppi e contrattempi che nel 2020 avevano portato all’interruzione del progetto – proprio nel momento in cui tutto era pronto per cominciare i lavori – la nuova amministrazione comunale di Barcellona ha deciso di dare finalmente il via ai lavori. Non solo: Jaume Collboni, il nuovo sindaco di Barcellona, ha detto che si aspetta di inaugurare la nuova Rambla non più tra dieci anni, come inizialmente previsto dal progetto, ma tra tre. A febbraio 2027 il sindaco – e i cittadini – si aspettano la fine dei lavori, che in parte (nella zona attorno al monumento a Cristoforo Colombo) sono già iniziati. I marciapiedi verranno ampliati, dagli attuali tre metri e mezzo arriveranno ad occupare cinque metri in larghezza; le corsie per gli automezzi saranno dimezzate, da quattro diventeranno due (la versione iniziale del progetto prevedeva la pedonalizzazione di tutto il viale, che però è stata accantonata, per il momento); verranno costruite tre nuove piazze, in corrispondenza delle porte medievali di Portaferrisa, La Boquería e Trencaclaus; verrà installata nuova illuminazione, rifatta la pavimentazione e piantati 375 nuovi alberi; è prevista l’apertura di almeno un nuovo centro artistico, La Fonería. E molte altre sono le “ristrutturazioni” previste.

Tutto questo, ovviamente, il comune di Barcellona lo sta facendo nella speranza di porre un freno all’overtourism e di chetare le proteste – numerose e partecipate – che si sono ripetute quest’estate, proteste che hanno fatto di Barcellona la capitale dell’odio antituristico. Certo, non c’è ristrutturazione che possa risolvere l’altro, enorme problema che affligge La Rambla come Oxford Street come qualsiasi strada-meta turistica del mondo: la gentrificazione. Un’altra delle iniziative contenute nel progetto iniziale prevedeva che una parte dei nuovi alloggi costruiti o di quelli vecchi ristrutturati lungo il viale venisse messo sul mercato a prezzo calmierato oppure affittato a equo canone. L’intento era evitare che anche la nuova Rambla finisca a essere abitata solo da turisti che passeggiano tra negozi di chincaglieria. La proposta, come ha raccontato Itziar González, uno degli architetti di km-ZERO non è stata approvata. E questo nonostante il collettivo avesse condotto un’indagine per capire quante persone vivono davvero sulla Rambla. Secondo i dati ufficiali, sarebbero più di mille. Alla fine di questa indagine, si è scoperto che sono meno di cento. La differenza tra questi due numeri sono tutti appartamenti che restano vuoti per la maggior parte dell’anno, in attesa dell’alta stagione.

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