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Hermès ha fatto un videogioco in realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.
La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.
Grazie alla fissazione di Hollywood per i film ambientati nell’antica Roma, il bilancio di Cinecittà è tornato in attivo Il nuovo film su Gesù di Mel Gibson, il biopic su Annibale e il nuovo Assassin's Creed si sono rivelati un toccasana per i conti di Cinecittà.
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.

Peak Outlook, l’iniziativa di Bally per ripulire le montagne del pianeta

L’Everest è la prima meta del programma ecosostenibile promosso dal brand di lusso svizzero.

di Studio
25 Luglio 2019

La stagione alpinistica di quest’anno sarà ricordata come una delle più impegnative e affollate degli ultimi anni. È stata tristemente inaugurata lo scorso marzo dalla morte di Daniele Nardi e Tom Ballard sul Nanga Parbat in Pakistan e volge al termine con la preoccupazione per le condizioni di due altri alpinisti, Francesco Cassardo e Cala Cimenti, che proprio ieri sono finalmente arrivati in ospedale a Islamabad dopo un brutto incidente avvenuto sul monte Gasherbrum VII, sempre in Pakistan. Lo scorso 22 maggio la foto della fila per salire sulla cima dell’Everest ha fatto il giro del mondo, mentre il New York Times riportava i racconti di chi quel giorno aveva provato ad arrivare in vetta. I motivi di quell’affollamento sono diversi, a cominciare dall’aumento esponenziale delle spedizioni cosiddette “commerciali”, che dalla metà degli anni Novanta in poi hanno reso la montagna più alta del pianeta, fino a quel momento scalata solo dagli sherpa e dagli alpinisti professionisti, accessibile anche a scalatori con un’esperienza nella media e molti soldi da spendere.

Quindi ci sono state le condizioni meteo particolarmente avverse, che nel mese di maggio – il periodo in cui tradizionalmente è più favorevole tentare l’ascesa alle vette – ha regalato pochissimi giorni di tregua, tant’è che anche sportivi esperti come Cory Richards ed Esteban Mena, che tentavano una nuova via proprio sull’Everest, sono stati costretti a ritirarsi per il maltempo e a rimandare la loro impresa all’anno prossimo, dopo aver speso un intero anno in preparazione fisica e mentale. Ma cosa rimane sulle montagne a stagione conclusa? Purtroppo moltissimi rifiuti. Ecco perché il marchio svizzero Bally ha organizzato una spedizione fuori dall’ordinario, la cui missione era quella di ripulire le tonnellate di spazzatura che oggi inquinano il paesaggio in quota. E ha cominciato proprio dall’Everest.

Dawa Steven Sherpa, leader delle Eco Everest Expedition e CEO di Asian Trekking

Nella prima fase di questo impegno a lungo termine, la spedizione sponsorizzata da Bally ha infatti raggiunto la cima più alta del mondo lo scorso 21 maggio. Il risultato è stato la raccolta di oltre 1 tonnellata di rifiuti, più di metà della quale nella cosiddetta Zona della Morte, al di sopra degli 8000 metri, dove l’ossigeno disponibile è un quarto del necessario alla sopravvivenza umana sul livello del mare. Guidata da Dawa Steven Sherpa e dal suo team di scalatori – tutti originari delle più alte regioni dell’Himalaya nepalese – la spedizione ecologica nei mesi di aprile e maggio ha contribuito a risanare i paesaggi un tempo incontaminati tra il campo base dell’Everest (5380 metri) e la cima della montagna (8848 metri). All’iniziativa ha preso parte anche Jamling Tenzing Norgay, figlio dello sherpa Tenzing Norgay, che, indossando degli stivali Bally, fu il primo a raggiungere la vetta del monte Everest insieme a Sir Edmund Hillary nel 1953.

La popolarità del turismo d’alta quota richiama un crescente numero di alpinisti, che lascia sull’ambiente un’impronta devastante. Gli incidenti mortali avvenuti di recente sull’Everest mettono in luce i reali pericoli dell’ascesa e l’importantissimo ruolo della comunità sherpa per la conservazione e la tutela dei territori d’alta quota. A differenza delle precedenti spedizioni di raccolta, limitate all’area tra il campo base e il campo 2 a quota 6400 metri per via dell’altitudine che rende impossibile l’assistenza di mezzi meccanici, la spedizione Peak Outlook di Bally ha raggiunto la vetta della montagna, un traguardo tagliato solo grazie all’intervento umano e all’abilità degli sherpa. L’iniziativa di Bally prosegue nel mese di giugno aiutando un’altra squadra di sherpa che salirà a raccogliere i rifiuti lasciati dalle ultime spedizioni. Mai prima d’ora una raccolta di rifiuti era stata avviata a fine stagione. Solo nel 2019, circa 1200 scalatori sono transitati dai campi che segnano le tappe dell’ascesa verso la cima della montagna. Lo scalatore e scrittore nepalese Jamling Tenzing Norgay ha avuto un ruolo determinante anche nella pianificazione e nell’organizzazione dell’iniziativa Peak Outlook nella regione, consolidando il pluriennale legame che unisce Bally, l’Himalaya e la famiglia Norgay.

La spedizione Peak Outlook al campo base del monte Everest, 21 maggio 2019

La storia di Bally, d’altronde, s’intreccia con quella dell’Everest sin dal 1947, quando il marchio fornì alla spedizione svizzera degli speciali scarponi con le suole in gomma. Fu durante queste prime spedizioni che Tenzing Norgay indossò gli stivali in renna di Bally, che in seguito lo accompagnarono nella storica conquista del tetto del mondo con Sir Edmund Hillary nel 1953. Con questa prima spedizione ecologica, Bally intende sancire un impegno a lungo termine in difesa dei luoghi più remoti del mondo e delle comunità montane. Per celebrare il lancio di Peak Outlook, Bally lancia inoltre una speciale capsule collection i cui proventi saranno interamente devoluti al finanziamento delle future spedizioni. Fra i primi prodotti, una T-shirt in cotone biologico certificato GOTS che riporta lo slogan “No Mountain High Enough”, disponibile nei negozi e online.

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