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14:18 giovedì 12 febbraio 2026
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.

Perché finire quello che abbiamo nel piatto è importante per il clima

26 Febbraio 2020

«Finisci tutto mi raccomando, pensa ai bambini in Africa che non hanno da mangiare», e via con i sensi di colpa. Che sia per vezzo, per un’immotivata strenua adesione al galateo che ci ha vietato la scarpetta, per scarso senso della misura – riempio a volontà per sicurezza e poi mangio fin quando ne ho voglia – o perché semplicemente non abbiamo più fame, secondo la Bbc avanzare quello che si ha nel piatto potrebbe causare ulteriori danni al clima e all’ambiente.

«Far crescere, maturare, confezionare e trasportare il cibo che mangiamo contribuisce al cambiamento climatico. Poi quando lo buttiamo via, mentre marcisce, rilascia ancora più gas serra nell’atmosfera», scrive Kelly Oakes. E ne sprecheremmo in grande quantità, tanto che secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), se lo spreco alimentare fosse un Paese, sarebbe il terzo emettitore di gas serra più elevato dopo gli Stati Uniti e la Cina. Se come pianeta, invece, smettessimo di sprecare del tutto il cibo, elimineremmo l’8% delle nostre emissioni totali. Naturalmente, avverte la Bbc, le singole famiglie non sono responsabili di tutti questi rifiuti. Uno studio del 2018 aveva infatti rivelato che circa un terzo della nostra frutta e verdura viene rifiutato per la dimensione o la forma sbagliata prima ancora che raggiunga lo scaffale del supermercato.

Tornando alla responsabilità delle famiglie invece, quantificare esattamente quanto cibo sprechino non è facile. Ci ha provato Kate Parizeau, docente associata all’Università di Guelph, che ha condotto uno studio in Canada prendendo in esame la spazzatura generata da 94 famiglie che vivono a Guelph, in Ontario. Una volta classificato il cibo trovato (considerando solo quello commestibile, e quindi eliminando dall’analisi gusci di uova, bucce e simili), la ricercatrice e i colleghi hanno scoperto che ogni famiglia gettava circa 3 kg di rifiuti alimentari «evitabili» ogni settimana, equivalenti a 23,3 kg di emissioni di carbonio.

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