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A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

L’Associated Press collaborava coi nazisti

30 Marzo 2016

L’Associated Press avrebbe collaborato col governo nazista negli anni Trenta, diffondendo materiale selezionato dalla propaganda di regime in cambio del permesso di continuare a operare in Germania mentre tutti gli altri media di nazioni straniere erano già stati esclusi. Lo rivela un recente paper intitolato “Das A und P der Propaganda” della ricercatrice tedesca Harriet Scharnberg, pubblicato dalla rivista scientifica Studies in Contemporary History, e appena divulgato dal Guardian.

Quando il partito nazional-socialista è giunto al potere in Germania nel 1933 ha fatto in modo di eliminare la presenza della stampa considerata ostile, riporta il giornale britannico: lo stesso Guardian è stato bandito nel ’33 e due anni più tardi è stato il turno delle due principali agenzie stampa inglesi di allora, Keystone e Wide World Photos. L’Associated Press, dunque, «era rimasta l’unica agenzia di stampa occidentale nella Germania hitleriana, dove ha continuato ad operare fino all’inizio della guerra nel 1941».

nazisti

In cambio del privilegio di restare nel Paese, in un sostanziale regime di monopolio sui media occidentali, l’AP avrebbe dunque siglato un accordo noto come Schriftleitergesetz, in cui si impegnava a non pubblicare materiale «pensato per indebolire la forza del Reich in patria o all’estero». La stessa legge, sostiene inoltre il Guardian, richiedeva che l’agenzia di stampa impiegasse anche reporter che lavoravano per la sezione propaganda del partito nazista.

Infatti uno dei quattro fotografi impiegato dall’Associated Press nella Germania degli anni Trenta, Franz Roth, era un membro delle SS (divisione propaganda). Nel 1941, quando le truppe del Reich invasero l’Ucraina, fecero un pogrom nella città di Leopoli, uccidendo migliaia di ebrei, sostenendo che si trattava di una ritorsione contro le violenze delle truppe sovietiche. Franz Roth scattò molte foto a Leopoli, e Hitler selezionò in persona quelle da pubblicare.

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Il risultato, commenta Scharnberg, la ricercatrice, fu che «invece di immagini che documentavano il pogrom di Leopoli, con le sue migliaia di vittime ebree, la stampa americana ricevette soltanto fotografie che documentavano le vittime della polizia sovietica».

Nelle immagini: repertorio propaganda nazista, pubblicata nel paper di Harriet Scharnberg

*** aggiornamento:

L’Associated Press ha pubblicato sul suo sito una dichiarazione in cui, citando sia il Guardian che il paper di Scharnberg, respinge le accuse: «L’AP respinge di avere collaborato col regime nazista in qualsiasi momento. Al contrario, l’AP è stata oggetto di pressioni da parte del regime nazista dal 1933 a quando è stata espulsa la Germania nel 1941. Lo staff dell’AP ha resistito alle pressioni facendo del suo meglio per raccogliere informazioni corrette, vitali e oggettive in un momento storico pericoloso».

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