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10:59 domenica 1 marzo 2026
Oltre al nuovo disco i Gorillaz hanno fatto uscire un film d’animazione che si può vedere gratis su YouTube Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».
Una racconto distopico in cui l’AI distrugge l’economia mondiale pubblicato su un blog ha causato una perdita di 200 miliardi sul mercato azionario Secondo alcuni si è trattato di una coincidenza. Secondo altri, il racconto ha mandato nel panico gli investitori e stravolto i mercati per un giorno intero.
Mastro Lindo è andato in pensione dopo 68 anni di onorata carriera nell’industria delle pulizie La multinazionale P&G ha deciso di ritirare il logo e ha dato l'annuncio con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Mastro Lindo su Instagram.
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Il ministro della Difesa pakistano ha dichiarato guerra all’Afghanistan con un post su X Per il diritto internazionale, ovviamente, non si può dichiarare guerra a un Paese via social, ma a Khawaja Mohammad Asif sembra non importare.
Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
I prezzi dei club di Berlino sono aumentati così tanto che è stato necessario inventarsi il termine technoinflazione Tutto è partito dal Berghain, ovviamente, che negli ultimi tre anni ha aumentato il costo del biglietto del 20 per cento. E tutti gli altri hanno seguito.

Un artista ha fatto quadri con le icone jpeg

28 Settembre 2017

È un trucchetto che nel mondo nell’arte non è certo una novità, a partire dall’orinatoio che Duchamp portò in un museo nel 1917, passando per i 12 cavalli vivi che Kounellis mise in mostra nel nel 1961, fino ai tantissimi esempi di operazioni di questo tipo nell’arte contemporanea (dagli oggetti ingigantiti di Mona Hatoum, che assumono così connotazioni mostruose e minacciose, alle zebre che Paola Pivi portò al Polo Nord (era il 2003, oggi gli animalisti le darebbero filo da torcere). E potrebbero essere tantissimi altri gli esempi di “objet trouvé”, ossia di oggetti trovati che vengono esposti, modificati o meno, con lo scopo di creare sensazioni di straniamento grazie al cortocircuito creato dal contesto, da un loro cambiamento o anche solo dal fatto di essere posti all’interno di un ambiente espositivo.

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Alan Belcher, artista di Toronto, che come artista non è un granché (basta esplorare il suo portfolio sul sito per capirlo), ha avuto però una simpatica idea che aggiorna il concetto dell’oggetto trovato.  Il ciclo “_____.jpg” si ispira all’icona universale del jpeg e consiste nella sua riproduzione tridimensionale in ceramica. La trasformazione di un’icona che siamo abituati a vedere soltanto sugli schermi dei nostri pc in un oggetto tridimensionale genera un risultato abbastanza comico. La mostra a Le Consortium, di cui parla anche Ignant, si chiama “Preview” e mette insieme più di un centinaio di  ‘_____.jpg’, creando un evidente richiamo visivo tra la parete bianca della galleria e una cartella di anteprime di immagini su uno schermo, ricordandoci come gli oggetti virtuali fanno ormai parte della nostra realtà quotidiana quasi più di quelli reali.

Foto della mostra “Preview” a Le Consortium
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