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18:22 venerdì 4 settembre 2026
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Apple ha diramato un comunicato ufficiale in cui sconsiglia di mettere gli iPhone bagnati nel riso

21 Febbraio 2024

È un periodo difficile per gli addetti stampa di Apple. Prima sono stati costretti a spiegare ai loro clienti che il Vision Pro non è un dispositivo che si presti a essere usato mentre si è alla guida: non solo è mortalmente pericoloso per chi sta al volante, ma è pure una contravvenzione punita severamente dal codice della strada di qualsiasi Paese al mondo. Chiarita la confusione su quali siano i momenti in cui è possibile usare il Vision Pro e quali siano quelli in cui è meglio fare affidamento sui cari vecchi occhi, adesso si è reso necessario un altro comunicato stampa per spiegare che se un iPhone cade in un liquido non ha nessun senso provare a rimediare al danno immergendo il telefono in una ciotola di riso crudo. Convinzione a quanto pare talmente diffusa da, appunto, rendere necessario un comunicato stampa appositamente scritto per smentirla.

Nessuno di questi asciugatori di iPhone dilettanti, a quanto pare, ha mai pensato alla possibilità che coprire il loro telefono con chicchi di riso potrebbe causare ulteriori danni. Per esempio, pezzi di chicchi di riso potrebbero infilarsi nelle tante fessure presenti sulla superficie del dispositivo, un’epifania alla quale molte persone sono arrivate solo grazie all’ausilio di una esplicita spiegazione fornita dalla comunicazione ufficiale Apple. Visto che l’occasione era buona, Apple ha approfittato anche per smentire altre leggende metropolitane sull’asciugatura dei suoi telefoni: non serve usare nessun altro tipo di cereale né inondarli con l’aria calda dell’asciugacapelli né tamponare l’ingresso del cavo Lightning. Se il vostro iPhone è appena caduto nell’acqua e siete sul punto di immergerlo nel riso per farlo asciugare, fermatevi e leggete questo breve e utile pezzo di Gizmodo in cui si riportano gli unici metodi suggeriti e provati per salvare il telefono.

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Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente

E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.