Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke ha piazzato ben 13 scommesse sulla cattura di Maduro. Ovviamente le ha vinte tutte.
Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare
Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Esiste un confine morale che persino la peggiore speculazione dovrebbe temere di oltrepassare? La risposta si trova su Polymarket ed è no, visto che piattaforma dà ai suoi utenti anche la possibilità di scommettere – e quindi di guadagnare – sull’apocalisse nucleare. Fino a pochi giorni fa, una pagina della piattaforma raccoglieva scommesse sulla possibilità di detonazione della bomba atomica, permettendo agli scommettitori-speculatori di scegliere una tra due possibilità: la bomba scoppierà entro e non oltre il 31 marzo 2027? Oppure l’olocausto nucleare arriverà non prima del giugno 2027?
Abituati all’indifferenza di una cronaca ormai consapevole che internet è una causa persa, i simpatici burloni che gestiscono Polymarket saranno rimasti sorpresi di scoprirsi tra le notizie del giorno. Il momento storico è quello che è, in effetti, nessuno ha voglia di scherzare sull’imminente fine del mondo, ancora meno si ha voglia di pensare che c’è qualche ricco annoiato che ammazza il tempo scommettendo sull’estinzione del genere umano. Travolta dall’indignazione e della legittima arrabbiatura, Polymarket è stata costretta ad archiviare frettolosamente le pagine incriminate. Questo guaio è l’ultimo di una lunga e recente serie per la piattaforma, finita al centro della cronaca, soprattutto di quella statunitense, dopo che diversi e misteriosi utenti hanno scommesso (e vinto anche parecchi soldi) su eventi come la cattura di Maduro e l’attacco contro all’Iran. Si dirà, qual è il problema, tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge è lecito. Il punto è proprio questo: un funzionario di un governo che usa informazioni riservate per il suo guadagno personale commette un reato. E su Polymarket ci sono utenti che hanno guadagnato 100 mila dollari scommettendo sul fatto che gli Stati Uniti avrebbero bombardato l’Iran. Un giorno prima che il bombardamento avvenisse. Quando nessuno sapeva che sarebbe successo.
Mercoledì 4 marzo, il senatore democratico Chris Murphy ha dichiarato in un post su X che intende presentare una legge che vieti le scommesse su scenari di guerra e interventi militari. Murphy ha avvertito che consentire il proseguimento di queste scommesse potrebbe incentivare le persone nella Situation Room, o qualsiasi funzionario con accesso a certe informazioni, a usare queste ultime. «La guerra in Iran sta alimentando un nuovo tipo di corruzione: i funzionari della Casa Bianca che traggono segretamente profitto dalla guerra. È disgustoso, dobbiamo vietarlo» ha scritto Murphy nel post.
Last Friday, a handful of people made big, unusual $100,000+ bets on Polymarket – that the U.S. would strike Iran the next day.
The Iran War is fueling a new kind of corruption: White House officials secretly profiting off war.
It’s disgusting. We need to ban it. pic.twitter.com/qs0aEzqemD
— Chris Murphy 🟧 (@ChrisMurphyCT) March 4, 2026
Ma c’è anche un altro problema. Le piattaforme come Polymarket e la sua rivale Kalshi sono state oggetto di crescenti critiche per aver consentito scommesse su eventi che causano o potrebbero causare la morte di esseri umani. Come scrive Gizmodo, Kalshi è stata duramente criticata dopo aver permesso ai suoi utenti di scommettere sulla morte dell’ayatollah Ali Khamenei. Solo per questa “scommessa”, la piattaforma ha raccolto più di 54 milioni di dollari. Quando è stata diffusa la notizia della morte di Khamenei, Kalshi ha dovuto fare i conti con le norme statunitensi che vietano ai trader di trarre profitto diretto dalla morte o dall’assassinio di qualcuno. La piattaforma si è però subito espressa confermando che avrebbe rimborsato tutti i 54 milioni di dollari a trader e utenti che avevano puntato sulla morte di Khamenei.
Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Dopo il 2016, Instagram era diventato il rifugio di chi fuggiva da un Facebook ormai invivibile. Dieci anni dopo, chi c'era allora vede muoversi gli stessi maligni meccanismi che hanno rovinato tutte le piattaforme social.
È una pratica antica ma che finora era rimasta confinata negli antri più oscuri di internet. In questi mesi, però, abbiamo assistito al suo definitivo sdoganamento: ora è una forma di comunicazione politica accettata e apprezzata. Grazie, ovviamente, a Donald Trump.
Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".