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18:26 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Bluetooth, come la tecnologia più “goffa” potrebbe salvare il mondo

Per anni ne abbiamo fatto tranquillamente a meno fino a quando non ha trovato centralità nel tracciamento dei contagiati da Coronavirus.

20 Aprile 2020

Dork. È l’unica parola che mi viene in mente per descrivere la tecnologia Bluetooth e il mondo che ha creato a partire dagli anni Novanta. È una parola inglese che in italiano viene tradotta in modo piuttosto offensivo (“Coglione, pirla”) ma che indica una persona dalle scarse capacità sociali, quel genere di individuo che anni fa indossava goffe cuffie da gaming dai colori sgargianti, i neckbuds o agli altri accessori audio che solo negli ultimi anni sono stati accettati. Robe da pirla che hanno fatto un lungo giro e oggi sono accettabili – o inevitabili.

Peccato, perché la tecnologia Bluetooth sarebbe, per citare il solito Arthur C. Clarke, «indistinguibile dalla magia», come ogni ritrovato wireless in grado di collegare due oggetti distanti (beh… non troppo) senza fili, manco fossimo Tesla. Parliamo di un formato di comunicazione piuttosto datato, nato nel 1997 e arrivato tra mille acciacchi oggi, con gli earbuds e le casse audio e le Alexa che ormai riempiono le nostre vite. Quasi – quasi, eh – cool. C’abbiamo messo  trent’anni ma alla fine è successo: ci siamo arresi al Bluetooth. Il Bluetooth ha vinto.

E oggi, in uno dei molti colpi di scena di questi tempi forsennati, è a quanto pare il Bluetooth a salvarci, guidandoci verso l’Eldorado chiamato “Fase 2”. Lo farà con le app di tracciamento che, su esempio cinese e sudcoreano, promettono di porre fine alla quarantena e farci uscire di casa con maggiore sicurezza. Il governo italiano ha scelto la collaborazione tra lo sviluppatore Bending Spoons e il Centro Medico Santagostino, unione che suggella la fusione ormai completa tra politica-medicina-tecnologia.

La caccia all’app ha persino ispirato la pax tecnologica tra Google e Apple, che hanno collaborato a una Api (Application Programming Interface), un programma con cui interagire con un’app esistente che sfrutterà il raggio d’azione del Bluetooth di circa nove metri per monitorare la nostra vicinanza a eventuali casi positivi, e avvertirci nel caso dovessimo tornare in isolamento.

Malgrado le falle – che hanno spinto il governo coreano a installare bracciali ai “furbetti” del Bluetooth che lasciavano il telefono a casa – e i legittimi timori per la privacy dei cittadini, o quel che ne rimane, questa sembra “La Soluzione”, la strada da seguire, anche se con rassegnazione. Il programmatore e cyberattivista Maciej Cegłowski ha detto la sua in un post dal titolo piuttosto chiaro (“We Need A Massive Surveillance Program”): «La terribile infrastruttura di sorveglianza di cui questo progetto ha bisogno esiste già ed è mantenuta in funzione dalle industrie private, senza alcun controllo e utilizzata per vendere alla gente crema per le mani. Perché non utilizzarla per salvare delle vite?».

Che una cosa da pirla, una tecnologia che fatica a collegare cuffie e computer a sedici centimetri di distanza, ci costringesse a questo tipo di patto faustiano con i poteri dei governo e della Silicon Valley, è un altro dei colpi di scena di questo periodo storico. Cose che succedono nel 2020, l’anno in cui persino i QR Code – altra tecnologia dorkissima – tornano utili per garantire libertà a chi non è contagiato, e a bloccare i cittadini malati, come succede in Cina.

Ma se invece fosse sempre stato questo il destino del vituperato Bluetooth? Del resto il suo stesso nome viene dal re vichingo Aroldo I “Dente Azzurro” Gormsson, il primo a unire i popoli dell’odierna Danimarca, prima dell’anno Mille. L’insolito nome fu scelto dalla Intel perché Bluetooth avrebbe unito “unito i protocolli di comunicazione” sotto la stessa corona. Che vi dicevo? Dork.

Sarebbe l’ultimo colpo di scena: il mondo salvato dalla tecnologia più goffa, maledetta e sfottuta della Storia. L’appuntamento è sempre qui, tra qualche anno, a celebrare l’assistente Clippy di Microsoft per aver sventato un attacco alieno.

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