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21:31 mercoledì 7 ottobre 2026
Un rarissimo uccello che vive solo sull’Himalaya è stato costretto a cambiare cinguettio perché non riusciva più a farsi sentire dai suoi simili per colpa del rumore causato dai turisti L'uccello si chiama monal, detto anche fagiano himalayano, e i turisti gli stanno rovinando la vita: per colpa loro si è dovuto pure trasferire in alta quota.
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».

La Rai vorrebbe abbandonare Sanremo (il Comune) e trasformare Sanremo (il festival) in un evento itinerante

Sono settimane che la tv di Stato (e i discografici) litigano con il Comune: questioni di soldi, pare, che potrebbero portare alla fine del Festival per come lo conosciamo.

30 Giugno 2025

Alla recente presentazione dei palinsesti autunnali della Rai, l’Ad Giampaolo Rossi ha fatto una sottolineatura che non è passata inosservata: il Festival della canzone italiana è indipendente da Sanremo. Un segnale dato in pubblico, che non lascia spazio a dubbi. Dopo mesi d’indiscrezioni pare dunque vicinissima la rottura tra il Comune ligure e la dirigenza del servizio pubblico, a quanto pare esasperata dalle ingenti richieste economiche della municipalità che ospita il festival. E dire che, dopo la vittoria del bando al quale non aveva partecipato nessuno, le cose sembravano essere tornate alla normalità, tra la Rai e il Comune. 

Leggi anche: Il Festival di Sanremo resterà alla Rai, anche perché nessun altro lo ha voluto

Con un lungo pezzo dedicato, Il Messaggero riassume le tante criticità che potrebbero portare alla rottura, a partire da quelle economiche. Sanremo vuole un milione di euro in più dell’anno scorso e ha chiesto anche una fetta dei ricavi di Rai Pubblicità per ospitare il Festival. In cambio però non ha mai aggiornato l’offerta logistica e turistica del suo territorio per ospitare un evento di questa portata. Organizzare il festival in un teatro datato e relativamente piccolo come l’Ariston, poggiando su un’offerta alberghiera e di servizi non al passo coi tempi negli anni ha talmente esasperato dirigenza Rai e discografici che i due gruppi sembrano essersi alleati per pensare l’impensabile: spostare Sanremo da Sanremo.

La domanda ora ovviamente è: dove? Le candidate in realtà non mancano, ci sono moltissime realtà pronte a pagare per ospitare il Festival. Specialmente se, come trapelato, la Rai si terrà lontana dalle grandi città, puntando sulla provincia e su località sul mare che coniughino identità locale, vocazione turistica e strutture all’altezza delle dimensioni che la manifestazione ha assunto negli ultimi anni. Per non scontentare nessuno – il Presidente della Campania De Luca si è subito fatto avanti, seguito a ruota da manifestazioni d’interesse di Emilia Romagna, Toscana e Sicilia – si pensa a una versione itinerante del Festival, che si fermerebbe in una località diversa ogni biennio. Per il momento non c’è nulla di ufficiale ma, per la prima volta nella sua lunghissima storia, il Festival sembra davvero pronto al divorzio da Sanremo.  

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