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05:24 martedì 7 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

No, quello di Ankara non è un nuovo attentato di Sarajevo

20 Dicembre 2016

L’attentato di ieri ad Ankara, dove in una galleria d’arte l’ambasciatore russo in Turchia Andrei Karlov è stato ucciso a colpi di pistola, ha chiamato in causa diversi accostamenti al 28 giugno 1914, quando l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria-Ungheria, venne assassinato da un nazionalista jugoslavo: il celebre casus belli della Prima guerra mondiale. Ma il poliziotto poco più che ventenne che ha ucciso Karlov è davvero il nuovo Gavrilo Princip? Joshua Keating su Slate dice di no, provando a calmare gli animi e a prendere con le pinze questi paragoni.

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In realtà, spiega Keating, la guerra in Siria ha già i crismi della “guerra mondiale”; chi parla del 1914, di norma intende un’escalation che porti il conflitto combattuto a distanza a un nuovo livello, più diretto e in prima linea, simile, appunto, alla Prima guerra mondiale. Ma «tutto ciò sembra improbabile, ed è particolarmente poco probabile che venga scatenato da ciò che è successo». Questo perché le relazioni russo-turche in realtà negli ultimi tempi sono andate migliorando, specie dal fallito colpo di Stato in Turchia di quest’estate, ed è ben più probabile che l’attacco di un estremista contro un diplomatico russo in terra turca servirà da pretesto per una cooperazione più stretta tra i due Paesi.

Inoltre, il fatto che l’attentatore appartenga alle forze di sicurezza turche, oltre a fornire molta materia prima per i complottisti, è già stato inquadrato dai media russi come un tentativo dei “terroristi” di rovinare il rapporto tra la Russia putiniana e la Turchia di Erdogan. Quanto avvenuto, semmai, è una notizia pessima per ciò che resta dei ribelli anti-Assad in Siria, e anche per i civili: nel video dell’esecuzione l’assassino grida «non dimenticatevi di Aleppo», e di certo questo non avrà l’effetto di attirare le simpatie internazionali per la causa siriana, già abbastanza dimenticata.

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