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06:29 domenica 18 gennaio 2026
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.

Angela Merkel ha scelto un pezzo punk come canzone d’addio

30 Novembre 2021

La prossima settimana Olaf Scholz dovrebbe diventare il nuovo Cancelliere tedesco. Negli ultimi sedici anni quel ruolo è stato ricoperto da Angela Merkel, una donna che ha lasciato un segno profondissimo nella storia del suo Paese e anche in quella dell’Unione Europea. Come sempre, ogni passaggio di consegne (e cambiamento di epoca) in politica è segnato dalla formalità delle cerimonie ufficiali, e l’addio di Merkel non fa eccezione.

In Germania il Cancelliere uscente viene “salutato” con una cerimonia che si tiene nel cortile antistante la sede del Ministero della Difesa. La cerimonia si chiama Großer Zapfenstreich e quest’anno, a causa della pandemia, si terrà in tono “minore”: solo duecento invitati. Ma c’è una parte di questo evento che rimane sempre la stessa, quella che prevede che il Cancelliere che lascia scelga tre canzoni da far eseguire a una banda musicale delle forze armate. Qualche precedente: Kohl scelse l’”Ode alla gioia” di Beethoven, Schröder “My way” di Frank Sinatra. Merkel, invece, pare aver fatto una scelta un tantino più originale, una scelta che ha sorpreso molti commentatori politici tedeschi.

Certo, l’omaggio ai classici non manca neanche nel suo caso: la prima richiesta è infatti una versione tedesca del “Te deum”, un omaggio a suo padre (un pastore protestante) e alla tradizione popolare del partito del quale è stata leader negli ultimi vent’anni. Le stranezze cominciano con la seconda canzone proposta da Merkel: “Für mich soll’s rote Rosen regnen” (“Dovrebbero piovere rose rosse per me”) di Hildegard Knef, un pezzo “adolescenziale” che fa «Avrei dovuto omologarmi […] No, non posso omologarmi, non posso adattarmi, anche io voglio sempre vincere».

L’ultimo pezzo, poi, è il più strano di tutti: “Du hast den Farbfilm vergessen” di Nina Hagen. Nina Hagen, prima di superare il Muro, emigrare nella Germania dell’Ovest e diventare l’icona punk del Paese, era già famosissima nella DDR. Questa canzone, in particolare, fu presa come un sottile attacco al regime socialista: il titolo si traduce più o meno con “Ti sei dimenticato il film a colori” e in molti all’epoca lo interpretarono come ironia nei confronti di un Paese in cui era difficile persino vedere un film a colori. È la prima volta nella sua carriera che Merkel fa un riferimento così esplicito alla prima parte della sua vita, quella nella Germania dell’Est.

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