Non è l'unica multinazionale che ha preso o sta prendendo decisioni simili: entro la fine dell'anno i licenziamenti saranno diverse migliaia.
Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda
È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.
Amazon ha pianificato una nuova ondata di licenziamenti che riguarderà circa 16 mila lavoratori in tutto il mondo: una notizia che sarebbe dovuta rimanere riservata, ma per un errore nell’invio di una mail è diventata di dominio pubblico. Bbc ha ricostruito l’errore interno da cui è partito tutto: martedì 27 gennaio alcuni dipendenti di Amazon Web Services negli Stati Uniti, in Canada e in Costa Rica hanno ricevuto per sbaglio un invito a una riunione con un messaggio allegato che faceva riferimento a licenziamenti già comunicati. Il messaggio è stato rapidamente cancellato, ma aveva già iniziato a circolare sui canali aziendali, generando confusione e allarme e costringendo l’azienda a confermare con un annuncio ufficiale. Amazon ha quindi aggiunto che i tagli interesseranno molte divisioni, compresa Prime Video e le sezioni corporate, retail e risorse umane, come riportato dal Guardian.
Si tratta di un secondo round di “alleggerimento” dell’organico, come lo definisce l’azienda, molto rilevante dopo quello di ottobre 2025, quando erano stati eliminati circa 14 mila posti. In un post interno rivolto ai dipendenti, il responsabile delle risorse umane Beth Galetti ha spiegato che i licenziamenti fanno parte di «ulteriori cambiamenti organizzativi» pensati per «rafforzare l’organizzazione riducendo i livelli gerarchici, aumentando le responsabilità e rimuovendo la burocrazia». In altre parole, ridurre la gerarchia interna e il numero dei lavori totali in maniera sostanziale, tagliando a tutti i i livelli.
La strategia era stata anticipata anche dall’amministratore delegato Andy Jassy, che nei mesi scorsi aveva sottolineato come l’espansione dell’intelligenza artificiale e l’eccesso di assunzioni durante la pandemia rendessero necessaria una riduzione strutturale del personale. L’annuncio anticipato per errore ha però accentuato il clima di incertezza nel comparto tech, in un contesto più ampio di ridimensionamento del settore tecnologico e logistico, dove si teme che l’intelligenza artificiale faccia scomparire migliaia di posti di lavoro in poco tempo.
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