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Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Una ricerca ha dimostrato che i maschi della Gen Z credono che le mogli debbano obbedire ai mariti molto di più dei maschi Boomer

E si tratta di una delle più grandi ricerche di questo tipo mai fatte: sono state intervistate 23 mila persone in 29 Paesi in tutto il mondo.

05 Marzo 2026

Non esprimere il proprio affetto ai figli e agli amici dello stesso sesso, avere l’ultima parola nel nucleo familiare, essere obbediti e accuditi dalla propria moglie: sembrano posizioni retrograde che persino le generazioni più attempate hanno abbandonato o mitigato, invece sono alcune delle convinzioni che oltre un terzo dei maschi della Gen Z dice di sostenere. A evidenziarlo è una nuova indagine internazionale che certifica un ritorno a posizioni più conservatrici tra le giovani generazioni e in particolare tra gli uomini. Lo studio, condotto intervistando oltre 23 mila persone in 29 Paesi in tutto il mondo, mostra risultati che confermano quanto le preferenze elettorali, la popolarità di streamer e podcaster conservatori e un giro sui social lasciavano già intuire: gli uomini più giovani sostengono posizioni sempre più conservatrici.

La risposta più emblematica? Una quota significativa di uomini della generazione Z ritiene che una moglie debba sempre obbedire al marito, con percentuali superiori a quelle registrate tra i baby boomer. Secondo quanto riportato dal Guardian, un terzo dei maschi zoomer (nati quindi tra il 1997 e il 2012) pensa che la moglie debba seguire le direttive del marito negli affari di famiglia e che sulle decisioni importanti l’ultima parola spetti sempre al maschio di casa. Più del doppio degli uomini della generazione dei boomer (nati tra il 1946 e il 1964): solo il 13 per cento di loro si aspetta di essere sempre obbedito in famiglia. Il 24 per cento degli zoomer pensa anche che una donna non debba essere troppo indipendente, il doppio esatto dei boomer, mentre il 21 per cento dei giovani maschi ritiene che una “vera donna” non faccia mai la prima mossa in campo sessuale, attendendo l’iniziativa del partner.

Il dato generale evidenzia una crescita di posizioni tradizionaliste nelle domande dedicate ai ruoli di genere, ai rapporti di coppia e alla posizione delle donne nella società, soprattutto tra i giovani di entrambi i sessi. Tuttavia l’aumento più marcato in questo senso lo registrano proprio gli uomini più giovani. Il sondaggio segnala che tra i giovani uomini nati dopo la metà degli anni Novanta è sempre più diffusa l’idea di una gerarchia tradizionale all’interno della coppia rispetto a quella rilevata tra gli uomini della generazione dei baby boomer. Un dato che riguarda anche il comportamento degli uomini stessi: il 21% ritiene che la propria mascolinità possa diminuire se si occupano dei figli o mostrano loro affetto.

Secondo i ricercatori è il sintomo di come tra gli uomini più giovani sembra crescere l’ansia di non poter dare più per scontato un certo tipo di ruolo nella società e in famiglia. «Penso che ci siano molte frustrazioni e molta paura che gli uomini stiano perdendo posizioni sociali» ha spiegato Bobby Duffy, ricercatore al King’s College London «c’è un vuoto che viene riempito da retoriche e voci che cercano di mettere i giovani uomini contro l’uguaglianza di genere, contro le giovani donne e contro i migranti».

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