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Qualcuno sta lasciando dei campioni di droga “omaggio” nelle cassette della posta di Berlino Se hai una casa a Berlino potresti trovarti recapitato un pacchetto contenente cocaina, ketamina, ecstasy, erba o hashish. Che tu lo voglia o meno.
Nel primo trailer The Shards c’è tutto quello che ci si aspetta da una serie di Ryan Murphy tratta da un romanzo di Bret Easton Ellis: giovani bellocci, sesso, droga e «una bella storia di formazione» La serie arriverà in Italia il 6 agosto, sarà disponibile su Disney+, avrà dieci episodi che usciranno uno alla settimana, il giovedì.
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Gli scienziati hanno trovato un nuovo tipo di zucchero nello spazio profondo e questa scoperta potrebbe aiutarci a capire l’origine della vita sulla Terra Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Dal primo trailer di Digger, una cosa si capisce chiaramente: anche Alejandro González Iñárritu non ne può più dei miliardari Nel film Tom Cruise interpreta anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe. Più chiaro di così.

I prezzi dei voli sui jet privati stanno aumentando a dismisura a causa dei ricchi bloccati negli aeroporti del Medio Oriente che cercano di scappare

Prima della guerra tra Iran e Usa e Israele il costo di un volo privato da Riyad all'Europa oscillava tra 50 e 80 mila dollari, ora è arrivato a 350 mila.

02 Marzo 2026

Centinaia di migliaia di passeggeri sono bloccati nei principali aeroporti del Medio Oriente, rimasti chiusi a seguito scoppio della guerra tra Iran e Stati Uniti e Israele. Tra le persone bloccate ce ne sono diverse assai facoltose che, esasperate dalla lunghissima attesa e terrorizzate dal precipitare degli eventi, stanno portando a un rapidissimo e ripidissimo aumento del prezzo dei voli con jet privati. Al momento, uno dei pochi aeroporti più o meno funzionanti è quello della capitale dell’Arabia Saudita, Riyad. Ameerh Naran, l’amministratore delegato della società di voli privati Vimana Private, sentito da Semafor, ha stimato che i prezzi dei jet privati da Riad all’Europa saliranno fino a 350 mila dollari a viaggio. Prima delle tensioni i prezzi degli stessi voli oscillavano tra 50 mila e 80 mila dollari.

La capitale saudita è diventata quindi l’ultima via di fuga, almeno per quelli ricchi abbastanza da poter spendere 350 mila dollari per un viaggio in aereo. Secondo le fonti di Semafor, anche le società di sicurezza privata si stanno attrezzando con flotte di Suv per trasportare i loro facoltosi clienti da dovunque si trovino in Medio Oriente fino a Riyad, tanto che anche il costo delle auto a noleggio sta salendo tantissimo nelle ultime ore. Secondo il sito web di monitoraggio dei voli aerei Flightradar24, al 2 marzo lo spazio aereo sopra Iran, Iraq, Kuwait, Israele, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar risulta ancora vuoto. Ma le ripercussioni del conflitto si stanno estendendo ben oltre il Medio Oriente, con passeggeri bloccati da Bali a Francoforte. Air India ha cancellato i voli di domenica in partenza da Delhi, Mumbai e Amritsar per le grandi città dell’Europa e del Nord America. Oltre alle zone interessate dal conflitto tra Usa e Israele da una parte e Iran dall’altra, anche i combattimenti tra Pakistan e Afghanistan aggiungono un ulteriore rischio per le tratte aeree del Medio Oriente. La situazione è talmente grave – si parla di 4 mila voli cancellati al giorno in tutta la regione – che l’unico precedente al quale la si può paragonare è l’interruzione dei voli aerei decisa durante la pandemia.

Come spiega il direttore della comunicazione di Flightradar24 al Guardian, «il rischio di un’interruzione prolungata è la principale preoccupazione dal punto di vista dell’aviazione commerciale». Oltre ai passeggeri a terra, le compagnie aeree stanno perdendo anche i profitti azionari. Le azioni di Tui, la più grande compagnia di viaggi europea, sono scese del 7 per cento, mentre quelle di IAG, proprietaria di British Airways, sono scese del 9 per cento. Anche Lufthansa, Air France-KLM, Qantas e Singapore Airlines hanno registrato un calo compreso tra il 5 per cento e il 7 per cento; le azioni delle compagnie aeree statunitensi sono scese di circa il 5 per cento soltanto nelle contrattazioni

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