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Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.
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Dopo anni di digitalizzazione, la Svezia reintrodurrà carta e penna nelle scuole per contrastare il crescente analfabetismo di ritorno degli studenti Dopo che nel 2019 era stato deciso l'uso dei dispositivi digitali persino negli asili, ora il Paese spenderà oltre 200 milioni di euro in libri "veri e propri" da usare nelle scuole.
Il Cancelliere tedesco Mertz ha detto che nei colloqui di pace la diplomazia iraniana sta surclassando quella statunitense Secondo Merz, gli Usa hanno gravemente sottovalutato l'Iran e adesso non sanno come uscire da una situazione di stallo che loro stessi hanno creato.
Dopo quasi tre anni di distruzione, due ragazzi hanno aperto la prima nuova libreria di Gaza Si chiama Phoenix Library ed esiste grazie all'incessante lavoro di Omar Hamad e Ibrahim Massri.
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I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi

Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.

13 Marzo 2026

Lo abbiamo scritto nei giorni della Berlinale, quando mezzo mondo se la prendeva con il presidente della giuria Wim Wenders e il suo tentativo di tenere separati il cinema e la politica: è sempre stato impossibile – e, ci permettiamo di aggiungere, anche sbagliato – ma in questo momento è davvero impossibile. L’ennesima prova è arrivata all’antivigilia degli Oscar, con la scoperta che diversi attori e attrici che hanno recitato in The Voice of Hind Rajab, candidato al premio per il Miglior film internazionale, non potranno partecipare alla cerimonia perché gli Stati Uniti vietano l’accesso al Paese a chiunque detenga un passaporto emesso dall’Autorità Nazionale Palestinese.

A dare la notizia sono stati gli stessi protagonisti e le stesse protagoniste del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui rispettivi profili social. Tra di loro c’è Motaz Malhees, uno dei quattro principali interpreti del film. «Ho avuto l’onore di essere uno dei protagonisti in una storia che il mondo doveva ascoltare. Ma io non ci sarò. Non mi è permesso entrare negli Stati Uniti a causa della mia cittadinanza palestinese. È una cosa dolorosa. Ma la verità è questa: potete bloccare un passaporto, ma non potete far tacere una voce. Io sono palestinese e di questo vado orgoglioso. Con lo spirito sarò assieme a The Voice of Hind Rajab. Buona fortuna a tutti voi. La nostra storia è più grande di qualsiasi ostacolo e verrà ascoltata». Anche Saja Kilani, un’altra dei quattro principali interpreti del film, non potrà partecipare alla cerimonia, per lo stesso motivo.

Sono questi gli effetti di uno dei tanti travel ban imposti dall’amministrazione Trump. Questo, in particolare, risale al dicembre del 2025, quando il Presidente degli Stati Uniti decise di impedire l’accesso al Paese a tutti i detentori di passaporto palestinese (e anche a quelli che ne hanno uno del Burkina Faso, del Mali, del Niger, del Sudan del Sud e della Siria e di molti altri Paesi, la lista completa è lunghissima). La ragione ufficiale è «proteggere la sicurezza degli Stati Uniti».

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