Magia bianca è il titolo del suo nuovo disco. Riflessione oscura, quello della storia che ha scritto per Supergirl. Ci ha raccontato entrambi in questa intervista, in cui abbiamo parlato anche di solitudine, AI, politica e fantasy.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno
Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
A Berlino (pure) il jazz ha mollato i teatri ed è finito a ballare nei club. Il tutto è nato nei seminterrati berlinesi attraverso una rete di musicisti che ha iniziato a mescolare l’improvvisazione del jazz con i battiti per minuto della techno.
Un esempio di come questi generi apparentemente lontanissimi in realtà comunichino meravigliosamente è Àbáse, nome d’arte del pianista ungherese Szabolcs Bognár, che ha sempre affiancato lo studio del pianoforte classico alla ricerca di vinili rari – l’arte del crate digging, cioè mettersi a scavare nelle casse piene di vecchi disci tra gli scaffali dei negozi – e alla produzione di beat. Nei suoi album più conosciuti e apprezzati, come Layorê (2021), i ritmi ossessivi del jazz brasiliano incontrano beat elettronici pesantissimi. Un’operazione simile Àbáse l’ha fatta anche con il suo disco più recente, Awakening (2024). In questo stesso neonato movimento musicale si inserisce anche Ziggy Zeitgeist, batterista australiano che ha trovato a Berlino la sua casa musicale – ovviamente, è rimasto fulminato sulla via del Berghain– e che ha trovato nel minimalismo della techno uno strumento per trasformare la musica della sua band, i Zeitgeist Freedom Energy Exchange. La reinvenzione di Zeitgeist è diventata un disco, intitolato In the Key of Corporate Efficiency.
Per chi volesse esplorare e approfondire la storia del “techno jazz” (dicitura nostra, lo precisiamo, al momento un nome ufficiale ancora non c’è, DJMag, nel suo reportage dedicato a questa nuova scena, usa quella electronic jazz underground) ci sono altri due dischi fondamentali da recuperare. Per cominciare, i The Return di Kamaal Williams, capolavoro del jazz-funk moderno, e Elaenia di Floating Points, un capolavoro in cui tastiere analogiche ed elettronica si fondono perfettamente. Inoltre, se vi capita di fare un viaggio a Berlino e volete vivere questa esperienza dal vivo, andate da Gretchen a Kreuzberg, un’ex struttura militare dell’Ottocento, oggi club che oggi unisce jazz, hip-hop e drum’n’bass, oppure da KWIA, un listening bar queer a Mitte, dove si ascolta jazz spirituale ed elettronica soft.
Se doveste appassionarvi a questo genere di musica, sappiate anche che ogni anno, a maggio, si tiene anche un festival dedicato: lo XJAZZ Festival, una rassegna nata proprio con l’obiettivo di togliere il jazz dai teatri per portarlo a ballare nei club.