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In cima al botteghino italiano c’è un documentario religioso sulle «apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque» di cui nessuno sembra sapere niente Il film si intitola Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine e ha incassato 264 mila euro in un giorno di programmazione.
Il sindaco di Londra ha deciso che Oxford Street verrà pedonalizzata per migliorare la qualità dell’aria ed eliminare gli incidenti automobilistici E sarà una vera pedonalizzazione: niente macchine, autobus, taxi, biciclette, scooter e risciò, potranno accedervi soltanto persone a piedi.
La Spagna è fin qui l’unico Paese occidentale che ha condannato l’attacco di Usa e Israele all’Iran Pedro Sánchez ha detto che «si può essere contro un regime odioso e, allo stesso tempo, contro un intervento militare ingiustificato e pericoloso».
Anche gli eredi di Frida Kahlo sono esasperati dalla mercificazione di Frida Kahlo La pro nipote Cristina Kahlo ha pubblicamente espresso la sua frustrazione per la trasformazione dell'artista in un santino commerciale.
Sta riscuotendo grande successo un sito che raccoglie firme per mandare in guerra Barron Trump, il figlio più piccolo di Donald Si chiama DraftBarronTrump.com e lo ha lanciato Toby Morton, ex sceneggiatore di South Park.
Nonostante la guerra sia scoppiata di sabato, l’organo di sicurezza dell’Unione europea si è riunito di lunedì perché nel fine settimana non lavora nessuno Lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen con un post su X, diventato un instant classic dei meme sulla burocrazia europea.
L’ex ministro dell’economia greco Yanis Varoufakis verrà processato perché in un podcast ha detto di aver provato l’ecstasy 37 anni fa L'ex ministro delle Finanze è accusato di «promozione e pubblicità di sostanze stupefacenti» e rischia dai 6 mesi ai 10 anni di carcere.
Nell’album di beneficenza Help(2), assieme a tutte le rockband più importanti di quest’epoca, ci saranno anche gli Oasis Nel disco, che esce il 6 marzo, ci sarà anche una loro versione di “Acquiesce” registrata durante uno dei concerti a Wembley del reunion tour.

Munch il cannibale

Quando il pittore norvegese s'interrogava sull'opera d'arte nell'era della sua riproducibilità tecnica

14 Dicembre 2011

Parigi. Per quanto scorrevole, la coda è molto più lunga del previsto. Quasi quasi sono tentata di girare i tacchi. Sembra che l’intera capitale – studenti, famiglie con bambini piccoli, l’immancabile esercito di expat americani – abbia deciso di passare questo gelido pomeriggio domenicale al museo. Per vedere, in sostanza: un artista che cannibalizza se stesso.

In allestimento al Pompidou fino al 23 gennaio, l’esposizione Edvard Munch, l’oeil moderne (Edvard Munch, l’occhio moderno) mette in mostra 140 opere del pittore norvegese, quasi tutte provenienti dal Museo Nazionale e dal Munch Museum di Oslo. E tutte, rigorosamente, dipinte dopo il 1900: gli ultimi quadri risalgono addirittura al 1944, data della sua morte.

Un Munch del Ventunesimo Secolo, insomma, successivo a quello più conosciuto – “Il Grido”, per intenderci, è del 1893 – e generalmente associato alla generazione di Van Gogh e di Gauguin. Su La Lettura, l’inserto domenicale recentemente inaugurato dal Corriere della Sera, Stefano Bucci ha sintentizzato lo spirito dell’esposizione come “Edvard Munch oltre Il Grido”: nel senso che avere in prestito l’opera iconica del pittore norvegese sarebbe stato troppo complicato (qualcuno ricorderà la soap opera del furto nel 2004 e del ritrovamento lo scorso anno), e di conseguenza “di necessità bisogna fare virtù,” da cui l’idea di fare una mostra sul Munch maturo.

Ora, a chi scrive è stato talvolta fatto notare di eccedere nel buonismo. Ma, onestamente, trovo difficile pensare che la scelta tematica da parte del Pompidou sia nata principalmente dalla difficoltà di reperire “Il Grido.” Tanto che il museo parigino faceva bella mostra de “Il Vampiro”, altra celebre opera di Munch che come “Il Grido” ha avuto qualche incontro ravvicinato con dei ladri. Come altri quadri al Pompidou (“Fanciulle sul Ponte,” “Pubertà,” “Nudo Piangente”…), “Il Vampiro” è esposto non in un unica copia, bensì in molteplici versioni, dove lo stesso soggetto veniva riproposto anche a distanza di anni.

Ed è questo, insieme all’aggiunta di materiale cinematrografico e studi fotografici, l’aspetto più interessante della mostra. Che prima ancora di un Munch “tardo,” mette in scena un Munch “moderno,” ossia un artista che si confronta (e gioca) con la modernità, che parte dall’utilizzo delle nuove tecnologie (cinepresa, macchina fotografica) per interrogarsi sulla riproduzione della realtà e – cosa più interessante – sulla riproduzione dell’arte.

Certo non è precisamente territorio vergine – chiunque ha abbia anche solo studiato filosofia al liceo sa che sul significato dell’opera d’arte nell’era della sua riproducibilità tecnica ci hanno già fatto una capa tanta. Però qui il punto di vista è quello di un artista, non di un critico. E i 140 quadri “moderni” e “ripetitivi” di Munch, ravvicinati nello spazio anche se non necessariamente nel tempo, sistemati in allestimenti relativamente angusti per il loro numero, iniettano forza e linfa vitale a un tema vecchio di quasi un secolo.

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