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15:21 giovedì 12 marzo 2026
Renè Redzepi si è dimesso dal Noma, dopo decine di accuse da parte di ex dipendenti e la perdita di diversi sponsor Lo ha fatto con un video strappalacrime su Instagram, ammettendo le sue responsabilità per anni di abusi e violenze ai danni dei suoi dipendenti.
Sembra proprio che Billie Eilish farà il suo debutto da attrice interpretando la protagonista nell’addattamento di La campana di vetro di Sylvia Plath Sarà Esther Greenwood nel film tratto da uno dei classici della sad girl literature: a dirigerlo dovrebbe essere la regista premio Oscar Sarah Polley.
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.

Mummie socialiste

Celebri leader imbalsamati: perché il Chávez postumo non sarà mai interessante come Lenin (gli manca Bulgakov, per esempio).

11 Marzo 2013

Con tutto il rispetto per Chavez, credo che nessuna mummia al mondo avrà mai una storia interessante come quella di Lenin. In Russia tutto ha un rito e quello per entrare nel suo mausoleo, che si trova al centro di Mosca, comincia in un ripostiglio all’ingresso Cremlino, sotto lo sguardo distratto di una donna ben coperta che chiede ai visitatori di lasciare ogni cosa a terra, ovvero zaini, borse, telefoni e qualsiasi oggetto in grado di scattare una fotografia, controlla i passaporti, quindi consegna una targhetta che porta un numero stampato.

La cosa difficile non è questa, la cosa difficile è capire quando il mausoleo è aperto, dato che l’orario ufficiale praticamente non esiste e la possibilità di vedere il padre della Rivoluzione somiglia a un sacramento, quando capita. Così si cammina per un centinaio di metri accanto le mura del Cremlino fra soldati con il cappotto lungo, s’arriva all’ingresso, si scende una scala di labradorite e si entra nel mausoleo: non c’è tempio in Russia che sia sorvegliato meglio di questo, c’è un militare sull’attenti ogni cinque passi, il corridoio è buio, è lungo una decina di metri e porta nella sala in cui si conserva il corpo di Lenin. Che ci fa ancora qui se il comunismo è finito ormai da vent’anni?

Sulla questione s’interrogano di tanto in tanto i quotidiani russi e i siti internet con tanto di sondaggi popolari, ma per adesso pare che la maggioranza dei russi non sia troppo infastidita dalla presenza della salma e di sicuro non lo è Vladimir Putin, che ha difeso il mausoleo pochi mesi fa, paragonando il corpo di Lenin alle reliquie dei santi che stanno sul Monte Athos. La differenza è che le reliquie dei santi non stanno in una vasca piena di chinino e fenolo, coperte da un vetro antiproiettile. La visita a Lenin non dura troppo perché non è permesso fermarsi di fronte al granito, si può rallentare il passo ma si deve continuare al camminare intorno all’altare sino all’uscita, guardati a vista da una decina di soldati, e una volta fuori non puoi fare a meno di pensare di avere visto qualcosa che scomparirà molto presto.

Ma il mausoleo non è l’unico elemento che rende unica la mummia di Lenin. L’altra sono gli imbalsamatori. C’è un racconto di Bulgakov che si chiama Le uova fatali in cui uno scienziato, un biologo di nome Vladimir Ipatevich Persikov, è protagonista di una scoperta eccezionale al microscopio, ma la sua trovata avrebbe provocato, nel giro di poco tempo, la distruzione di Mosca. Molti sostengono che forse Persikov avesse le sembianze dello stesso Lenin (il personaggio del romanzo si chiama Vladimir Ipatevich, quasi come Lenin, che di nome era Vladimir Ilych), ma alcuni pensano che il riferimento fosse all’uomo che ha imbalsamato il vecchio leader, ovvero Alexei Ivanovich Abrikosov (“persik”, in russo, significa pesca, “abrikos” vuol dire albicocca). I due erano uno di fronte all’altro proprio nei mesi in cui Bulgakov scriveva il suo romanzo, e il medico se la passava decisamente meglio.

Ma Abrikosov non era l’unico uomo del Comitato per l’immortalità di Lenin, per esempio con lui c’erano Vladimir Vorbiov e Boris Zbarski, i due scienziati che misero a punto la soluzione di glicerina, acqua, alcol e potassio capace di conservare il corpo della Rivoluzione, oltre al suo spirito (uno dei figli di Zbarski è stato alla guida del mausoleo per alcuni anni e ha scritto un libro interessante su quei mesi intitolato Gli imbalsamatori di Lenin). Ecco, a Caracas non c’è un Bulgakov per raccontare la fine di Chavez.

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