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Il politico più popolare in India in questo momento è uno scarafaggio leader del Partito degli Scarafaggi Tutto è iniziato un po' per presa in giro un po' per protesta, ma in nemmeno una settimana il Cockroach Janta Party ha superato su Instagram il Bharatiya Janata Party del Premier Modi.
Una ricerca ha dimostrato che le civiltà non crollano per le catastrofi ma perché iniziano a consumare troppo, che è proprio quello che sta succedendo alla nostra civiltà I ricercatori hanno precisato anche che i futuri in cui ci salviamo non sono impossibili, ma «richiedono condizioni che non vediamo sulla Terra di oggi».
Non poteva che essere Michael Bay il regista del film sull’operazione Epic Fury di Trump in Iran Per l'occasione, il regista ha rimesso assieme la squadra con cui girò 13 Hours, altro notevole esempio di moderno film di propaganda.
SS26, il nuovo singolo di Charli XCX, non è né rock né dance: è moda E anche apocalisse: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell», canta Charli nel secondo singolo estratto dal suo nuovo album.
La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che da ora in poi il diritto allo sciopero è protetto dal diritto internazionale In particolare, è tutelato dal trattato sulla libertà di associazione del 1948 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, firmato da 158 Paesi.
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.

Quattro mercati milanesi che ci piacciono

Quinto Alpini, San Marco, Fauché, Garigliano: indirizzi e caratteristiche delle più interessanti bancarelle rionali del capoluogo.

di Studio
01 Dicembre 2017

Va bene i mercatini d’eccezione, gli appuntamenti a tema tipo l’East Market sul vintage. Va bene le feste di quartiere, le fiere natalizie, i farmers market a chilometro zero che sono l’anello di congiunzione tra l’eco-chic e la base vetero-leghista. Però pure i buoni vecchi mercati rionali, quelli che in ogni quartiere colonizzano una via una o due volte a settimana, hanno un loro perché. Del resto dire “l’ho preso al mercato” non ha più nemmeno quell’accezione di finta modestia, sai è una cosuccia da poco. Nell’era del fast fashion – anzi, in una fase in cui nei confronti del fast fashion comincia a diffondersi un po’ di snobismo insofferente – fare acquisti ai mercati rionali è anche un modo per rifuggire da massificazione e bassa qualità. Al mercato non si va soltanto per comprare frutta a buon mercato e paccottiglia, ma cibo e vestiti migliori, e anche un po’ per flânerie. Chiamatelo, se volete, slow shopping. Ecco quattro mercati milanesi che ci piace frequentare.

Largo Quinto Alpini

È, come lo chiamano le sciure del quartiere, il “mercato del cachemirino”, a pochi passi dall’Arco della Pace, nella piazzetta che collega le vie Ariosto, Pagano e Vincenzo Monti. I pezzi forti sono, come suggerisce il soprannome, le bancarelle lana e cachemire, alcune delle quali sono le stesse del mitologico mercato Forte dei Marmi, cui si aggiunge qualcun’altra di scarpe, generalmente made in Italy e non economiche, e una di abbigliamento per l’infanzia che fa molto Cerchia dei Navigli. Frutta e verdura ottime, a prezzi non competitivi. Se gli altri mercati del centro alternano le bancarelle elitarie a quelle di cineserie nazional-popolari, questo si distingue per la sua coerenza granitica: non c’è nulla di cheap, nella duplice accezione del termine, del resto lo spazio è davvero poco. Habitat naturale delle casalinghe della borghesia medio-alta accompagnate dai nipotini vestiti à la baby George, Quinto Alpini ha un che di capsula del tempo, che riporta il visitatore alle atmosfere ante-crisi e pre-fast fashion.

Quando: il venerdì mattina.
Fermata metropolitana più vicina: Conciliazione, linea rossa.

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Via San Marco

A pochi passi da due delle istituzioni principali della buona borghesia milanese, ovvero il Corriere della Sera e il liceo Parini, qualcuno lo chiama, con licenza cartografica, il “mercato di Brera”. È il doppelgänger di Quinto Alpini, infatti molte delle bancarelle sono le stesse, vedasi sempre alla voce “cachemirino”. La differenza è che qui lo spazio è (di poco) superiore, dunque è possibile osservare qualche raro cedimento al nazional-popolare. Si consiglia, oltre alla maglieria, per l’acquisto di calze, guanti di pelle e frutta di stagione. Evitare di frequentarlo, se possibile, verso l’ora di pranzo, quando è congestionato dall’uscita di studenti e professori.

Quando: lunedì e giovedì fino alle 14.
Fermata metropolitana più vicina: Moscova, linea verde.

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Via Fauché

Un breve sondaggio dal valore scientifico prossimo allo zero ha decretato: «via Fauché is the new Papiniano», ovvero il mercato rionale definitivo, interminabile e dove c’è di tutto un po’, che funge da calamita per le masse del sabato. Tripadvisor concorda: Fauché ha più stelline e recensioni, ciaone Papiniano. Qui la frutta e la verdura sono fresche, buone e di produzione nostrane e, nonostante tutto ciò, pure convenienti. Del resto c’è una serratissima competizione con l’Esselunga di viale Losanna: la strategia dominante, ci hanno spiegato, è comprare i perishables alle bancarelle all’aperto per poi fare incetta di detersivi e affini a casa Caprotti. Per quanto si segnalano un paio di stand di prodotti per la casa e per l’igiene personale che smerciano accattivanti fustini e flaconi di marca scontati (leggenda vuole che sia roba importata dall’Europa orientale). Il punto forte di via Fauché, come tutti sanno, sono le scarpe di marca.

Quando: martedì (mattina) e sabato, fino a pomeriggio inoltrato.
Fermata metropolitana più vicina: Gerusalemme, linea lilla.
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Via Garigliano

Detto anche “il mercato Isola”, con il problema però che si rischia di confonderlo col mercato comunale, che è al coperto, è lo specchio di un quartiere che sta cambiando, infatti attira vecchietti della zona e hipster, foodie e casalinghe. Vanta qualche bancarella vintage, che a un certo punto è stata la novità di maggiore attrattiva, anche se gli habituè ci dicono che la vera nota di merito è il cibo. Si segnalano, per chi ci passa il sabato, il celebre pollo allo spiedo e una bancarella pugliese di salumi e formaggi, davanti a cui c’è sempre fila e per un’ottima ragione: offre un prosciutto crudo «stupendo» e formaggi invidiabili. È anche il genere di posto dove si trovano ingredienti non facilmente reperibili a Milano, come il daikon e la manioca. Una nota di demerito invece la merita la totale sovrapposizione, per giorni e orari, con Fauché. Se non altro non sono lontanissimi, dunque si può fare la spola.

Quando: martedì (mattina) e sabato, fino a pomeriggio inoltrato.
Fermata metropolitana più vicina: Isola, linea lilla.

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