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Quella per trovare l’ombra, quella per cercare le fontanelle, quella per lamentarsi del caldo e tutte le app di cui abbiamo scoperto di avere un disperato bisogno per colpa dell’ondata di caldo E si chiamano rispettivamente shademaps.app, fontanelle.org e troppocaldo.it. Difficilmente potremo farne a meno nel futuro.
La Filmoteca Española, la Cineteca Nazionale italiana, la Cinémathèque Française e il Filmmuseum di Monaco lavoreranno assieme per ricostruire il leggendario Don Chisciotte di Orson Welles Un'"alleanza" per compiere un'impresa considerata impossibile: portare finalmente a termine il sogno che Welles inseguì per tutta la vita.
Mamdani è riuscito a bloccare per almeno un anno l’aumento dell’affitto di quasi metà delle case di New York «Una vittoria storica per gli inquilini di New York», così il sindaco ha commentato la decisione, ufficializzata dal voto del Rent Guidelines Board.
Dua Lipa ha aperto in Portogallo una biblioteca tutta dedicata a libri censurati o vietati Si chiama Manifesto Library e raccoglie cento libri, divisi in quattro sezioni: potere, controllo, voce e memoria.
Senza il “contributo” degli esseri umani l’ondata di caldo in Europa ci sarebbe stata lo stesso ma la temperatura sarebbe stata di almeno 3,5 gradi più bassa Lo dimostra una ricerca del World Weather Attribution, che ha analizzato i dati climatici di 854 città in 30 Paesi europei.
Per la prima volta nella sua storia Prada ha scelto un ambassador palestinese, il musicista Saint Levant Ovviamente, sui social è arrivata subito la polemica, accesa da un dettaglio nell'outfit dell'artista alla Fashion Week di Milano.
Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché il distributore del film teme che le loro recensioni (anche e soprattutto quelle positive) lo danneggino A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.

I nazi del North Dakota

Il folle progetto di Paul Craig Cobb, l'estremista di destra che sta comprando un intero paesino Usa per farne un'enclave per suprematisti bianchi.

02 Ottobre 2013

Il “comandante” Jeff Schoep, leader della formazione neonazista National Socialist Movement, sta parlando dal palco del municipio di Leith, un microscopico paesino del Nord Dakota in cui risiedono appena 24 (ventiquattro) persone. Sotto di lui c’è lo stendardo ufficiale del partito – un’enorme svastica al centro di una pseudo-bandiera americana. Fuori dalla sala, intanto, circa 350 persone protestano per la presenza ingombrante degli estremisti. La polizia, rigorosamente in tenuta antisommossa, ha chiuso l’accesso alla cittadina e controlla a vista i manifestanti. È il 21 settembre 2013 ed è la giornata più caotica nella storia di Leith.

In un comunicato pubblicato sul sito del Nsm, Schoep aveva annunciato la presenza dei neonazisti con queste parole: «Abbiamo tutta l’intenzione di assumere legalmente il controllo del governo locale. La nostra presenza nell’area aumenta, e diversi Membri del Nsm si stanno trasferendo in città. Il viaggio a Leith è un gesto simbolico di fede e buona volontà, poiché serve a piantare saldamente il seme del nazionalsocialismo nel terreno del Nord Dakota». In realtà, il «seme del nazionalsocialismo» l’ha già piantato Paul Craig Cobb, un attivista neonazista di 61 anni trasferitosi a Leith nel 2011.

Cobb ha militato per molti anni nella World Church of the Creator, una setta nazi-religiosa fondata nel 1973 da Ben Klassen (morto suicida nel 1993) e praticamente dissoltasi verso la metà degli anni 2000. Le convinzioni della “Chiesa” non erano esattamente improntate alla tolleranza: «Aneliamo a una guerra totale – politica, militare, finanziaria, morale e religiosa – contro gli ebrei e a tutte le maledette razze miste del mondo». Da sempre convinto che gli Stati Uniti siano ormai in mano ad «un’associazione criminale internazionale ebraica», nel 2003 Cobb postò su Stormfront (il forum più frequentato dagli estremisti di destra di mezzo mondo) l’indirizzo dell’abitazione di una giudice distrettuale, Joan Lefkow, che aveva dato torto alla World Church of the Creator in una causa civile. Nel 2005 la madre e il marito del giudice vennero assassinati da un fanatico. Dal 2010 Cobb è anche ricercato in Canada per istigazione all’odio razziale.

Ad ogni modo, Cobb ha silenziosamente iniziato a comprare case e terreni a Leith con un obiettivo ben preciso: creare un’enclave per suprematisti bianchi. Per realizzare il suo piano, Cobb si è servito di Craiglist e dei forum estremisti per convincere i camerati a trasferirsi nella cittadina. Consultando le carte del catasto comunale, l’organizzazione anti-razzista Southern Poverty Law Center ha scoperto che Cobb ha regalato alcuni edifici al National Socialist Movement e venduto terreni a Tom Metzger – fondatore della White Aryan Resistance nonché uno dei più noti e feroci neonazisti statunitensi – e Alex Linder, gestore del forum estremista Vanguard News Network.

È proprio su Vanguard che Cobb ha spiegato in dettaglio la sua visione della nuova Leith:

Immaginate di andare dal vostro vicino a discutere di geopolitica con un volk sintonizzato sulla stessa linea d’onda. Immaginate la pubblicità internazionale e l’utilità per la nostra causa! Come prima cosa, potremmo creare un’area libera da invasori messicani clandestini e spie del Mossad/IDF [l’esercito israeliano, nda]. Inoltre potremmo incarcerare, per violazione delle nostre ordinanze locali, tutti i giornalisti sinistrorsi o gli antifascisti che vengono qui a creare problemi. Non male, no?

L’idea di fondare una «Piccola Europa dei Pionieri» – ossia una piccola comunità chiusa, bianca, paranoica e al riparo dal multiculturalismo – è stata formulata nel 2001 da Michael Barrett e ha fatto subito breccia nell’ambiente dei suprematisti americani. Barrett aveva anche indicato gli stati migliori per fondare le nazioni per soli bianchi: Montana, Idaho e Nord Dakota. Secondo l’ultimo censimento americano, il 90% della popolazione del Nord Dakota è bianco.

Non è la prima volta, del resto, che Cobb prova a creare una “colonia” neonazista. Nel 2006 si trasferì in Estonia e creò Podblanc, una specie di YouTube per suprematisti ed estremisti. Il sito balzò agli onori delle cronache nel 2009, quando Keith Luke (un giovane suprematista bianco) uccise un uomo e una donna colpevoli d’essere “non-bianchi” e stuprò un’altra donna a Brockston, Massachusetts. Luke disse alla polizia di aver trovato l’ispirazione guardando i video su Podblanc.

Cobb non si limitava però a gestire il suo sito. Secondo un blog estone, il neonazista si è filmato durante un concerto di 50 Cent a Tallin mentre gridava: «I negri sono l’ultima cosa che volete in Estonia, morte ai negri!»; ha accusato i cinesi di trasmettere «malattie sessuali» alle donne estoni; e infine, pur essendo all’epoca ultracinquantenne, si dilettava nell’approcciare le ragazze del luogo, che trovava «deliziose». Nel novembre del 2007, Cobb disse al quotidiano estone Eesti Ekspress di aver acquistato dei terreni poco lontano dalla capitale e di essere alla ricerca di «persone che la pensassero come lui». Non riuscirà mai a completare il suo progetto: nel 2009 le autorità estoni lo cacciano dal Paese.

A Leith, invece, non è chiaro come andrà a finire. Nonostante tutte le polemiche e le proteste, Cobb non ha minimamente cambiato idea. In un’intervista rilasciata recentemente, il neonazista si è addirittura sorpreso per tutta l’attenzione mediatica: «Lasciatemi dire qualcosa a proposito di coesione razziale e di persone che amano la loro tribù. Un simile discorso va bene per tutte le altre minoranze. Per noi invece no. In questo Paese vieni aggredito e diffamato non appena ti azzardi a parlarne».

I residenti – tra i quali c’è anche un nero, Bobby Harper – hanno cercato di fermare Cobb comprando quello che rimaneva dei terreni e delle case sfitte. Ma non si sa se basti. Il sindaco di Leith, infatti, prospetta una soluzione più drastica: nel caso in cui si trasferissero troppi neonazisti in città, l’unico modo per fermarli sarebbe la cancellazione (amministrativa, ovviamente) del comune.

Ed essere cancellati da una persona del genere non è esattamente quella che si dice una bella fine.

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