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17:52 venerdì 18 settembre 2026
Bon Iver ha composto un jingle pubblicitario per promuovere il polpettone del ristorante di una sua amica «Meatloaf dippers at Howard’s in Stillwater/Meatloaf dippers can be a whole meal or starter/Meatloaf dippers, oh so light and yummy/Go on and warm your tummy, with dippers».
C’è una scuola in Vermont che insegna ai figli dei ricchi a coltivare i campi, badare al bestiame e pulire casa. Per 40 mila dollari a semestre La Mountain School offre agli studenti del terzo anno la possibilità di passare un semestre a lavorare in fattoria. Un semestre piuttosto costoso, oltre che faticoso.
Una ricerca dice che gli investimenti in energie rinnovabili sono arrivati al punto di svolta positivo: producono effetti molto migliori del previsto a un costo molto inferiore delle aspettative Ma i problemi rimangono, perché ancora oggi per ogni euro investito per proteggere la natura se ne spendono 30 per distruggerla, si legge nella stessa ricerca.
Una raver ha lanciato una petizione per vietare i pantaloni di Hello Kitty ai rave «I rave non sono pigiama party. I pantaloni del pigiama servono per dormire», ha scritto Samantha Scott su Change.org, in una petizione che finora non ha riscosso grande successo.
L’UE vuole che il Canada diventi un “membro associato” dell’Unione, ma nemmeno l’Unione sa cosa vuol dire diventare un membro associato dell’UE Ursula von der Leyen ha avanzato la proposta, il Canada si è detto interessato, resta solo da capire che cosa comporti questa proposta.
La prima ricerca sul disastro in Nepal ha confermato quello che tutti sospettavano: la crisi climatica c’entra eccome in quello che è successo Lo ha realizzato la climatologa Friederike Otto dell'Imperial College di Londra: per lei, i nepalesi stanno pagando una crisi provocata dalle emissioni di combustibili fossili.
Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.
Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.

Come gli europei vedono i greci (e come i greci vedono se stessi)

29 Giugno 2015

Gli europei vedono i greci come un popolo sfaticato e «poco affidabile». Mentre i greci si ritengono la nazione più stacanovista e affidabile d’Europa. Questo, almeno, è quanto emerge da una rilevazione di qualche mese fa condotta dal Pew research center in otto Paesi europei: Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia, Repubblica ceca e, appunto, Grecia.

Stando ai dati del Pew, in media i francesi, i tedeschi, gli spagnoli, i polacchi e i cechi indicano i greci come il popolo «meno laborioso» del continente. Francesi, tedeschi e cechi dichiarano inoltre di vedere i greci come i «meno affidabili». Invece i greci indicano se stessi come la nazione «più laboriosa» e «più affidabile».  Dato che cozza con quello di tutti gli altri paesi inclusi nello studio, dove la maggioranza indica la Germania come nazione «più laboriosa» e «più affidabile».

In questa rilevazione del Pew neppure l’Italia fa una gran bella figura: secondo i francesi e i greci siamo i più fannulloni in Europa. Secondo gli spagnoli e i tedeschi siamo i più «inaffidabili» (da Berlino ci mettono a pari merito con la Grecia). Dato interessante, anche gli italiani si considerano il popolo «meno affidabile».

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