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Gli ebrei e la Francia

I dati, gli episodi più eclatanti, l'emigrazione degli ebrei francesi verso Israele. La paura del fanatismo islamico e la questione del Front National. Un po' di cose da sapere sullo stato dell'antisemitismo in Francia dopo l'attacco al supermercato kasher.

Venerdì un negozio ebraico di Parigi è stato attaccato, i suoi clienti presi in ostaggio per ore, almeno quattro di loro uccisi, come ha confermato il presidente Hollande. Pare che l’autore del sequestro, Amedy Coulibaly, volesse ricattare le autorità francesi per ottenere la libertà di Said e Cherif Kouachi, i due fratelli autori della strage al giornale satirico Charlie Hebdo del 7 gennaio. Dopo l’attacco alla redazione, i due fratelli erano sfuggiti alla polizia e si erano asserragliati in un edificio nella cittadina di Dammartin-en-Goele, a 30 chilometri dalla capitale, pare anche loro in compagnia di un ostaggio (anche se stando ad alcune ricostruzioni l’uomo si era nascosto senza che i terroristi notassero la sua presenza).

Le forze speciali francesi hanno posto fine ad ambedue i sequestri con due blitz effettuati in contemporanea, onde evitare che Coulibaly massacrasse gli ostaggi una volta appreso che i fratelli Kouachi erano stati uccisi. Nel blitz a Dammartin-en-Goele la polizia ha eliminato ambedue i terroristi, mentre l’unico ostaggio risulta illeso. Nel secondo blitz, quello del supermercato, è stato ucciso il sequestratore: stando alle ricostruzioni, i quattro ostaggi che hanno perso la vita sarebbero stati uccisi subito da Coulibaly, dunque non durante il blitz.

Sebbene l’obiettivo principale di Coulibaly fosse ottenere la libertà dei due terroristi, la scelta dell’obiettivo probabilmente non è stata casuale. Il supermercato “Hyper Casher” era specializzato in alimenti kasher, cioè cibi conformi ai dettami alimentari della legge ebraica – detti anche “kosher”, secondo la dizione ashkenazita diffusa in America, mentre “casher” è la dizione francese – non lontano dalla fermata della metropolitana di Porte de Vincennes.

Non è la prima volta, negli ultimi anni, che in Francia si verifica un attacco di matrice islamica contro obiettivi ebraici. Matrice ufficialmente non ancora confermata nel caso dell’azione contro il supermercato kasher, ma che pare evidente dalle richieste da parte del sequestratore in solidarietà ai fratelli Kouachi. È da tempo inoltre che si parla di un aumento degli episodi antisemiti in Francia. Si è molto parlato, peraltro, dell’esodo degli ebrei francesi verso Israele. Per fare un po’ di chiarezza, ecco un po’ di cose da sapere sulla situazione degli ebrei francesi.

 

Gli ebrei francesi

In Francia vivono circa 500mila ebrei: la più grande popolazione ebraica dell’Europa occidentale. La stima viene dal Conseil représentatif des israélites de France désormais (CRIF), associazione che riunisce le principali comunità ebraiche del paese. Il numero però potrebbe essere più grande perché non tutti gli ebrei francesi sono registrati in una delle organizzazioni che fanno parte del CRIF. Infatti si tratta di una comunità molto vasta e variegata. Molti ebrei francesi sono francesi da generazioni –principalmente, ma non solo, famiglie di origine tedesca ed est-europea arrivate in Francia nel XVII secolo. Ma a questi va aggiunto un discreto numero di ebrei di origine araba e di immigrazione recente, giunte dalle ex colonie del Nord Africa (come Marocco, Algeria e Tunisia) dopo la decolonizzazione.

I dati sull’antisemitismo in Francia

Quantificare l’antisemitismo in Francia è piuttosto difficile. Secondo uno studio condotto nel 2013 dall’Anti Defamation League (ADL), un’associazione americana dedita a contrastare antisemitismo e razzismo, il sentimento anti-ebraico è diffusissimo: ben il 37 per cento dei francesi sarebbe antisemita. Lo studio dell’ADL è basato su un sondaggio a proposito di opinioni come “gli ebrei hanno troppo potere nel mondo”, oppure “gli ebrei sono più solidali fra loro che altri gruppi”, ed stato criticato per la metodologia: mentre una frase come “gli ebrei hanno troppo potere” è certamente classificabile come antisemita, secondo alcuni pensare che gli ebrei siano particolarmente solidali fra loro non è necessariamente indice di un sentimento anti-ebraico, per quanto si tratti di un luogo comune.

Anche il CRIF diffonde periodicamente report sulla diffusione dell’antisemitismo. A differenza di quelli della ADL, i dati del CRIF non si basano su sondaggi relativi alle opinioni dei francesi, bensì al numero di episodi antisemiti, che possono andare da una scritta su un negozio ad aggressioni fisiche, fino all’omicidio. Tali episodi sono effettivamente in crescita: nel luglio dello scorso anno sono stati più di 500, il doppio rispetto allo stesso periodo del 201. Pure questi dati però rischiano di essere fuorvianti perché si basano sul numero di “incidenti” e non sulla loro intensità: in un dato momento possono esserci molti episodi “minori” (es. scritte razziste sui muri), mentre in altri si può verificare un solo episodio, ma gravissimo (es. la strage di Tolosa) e di questo il report del CRIF non tiene conto.

La matrice islamica

Quello che sappiamo per certo, invece, è che si sono verificati nell’ultimo decennio alcuni episodi estremamente violenti: e che alcuni di essi sembrano legati all’estremismo islamico. L’assalto all’alimentari kasher (che pare di matrice islamica, anche se la cosa è di confermare) è uno di questi. Poco meno di tre anni fa, la strage alla scuola ebraica di Tolosa del 19 marzo 2012, dove sono rimasti uccisi due bambini e un genitore. L’assassino era Mohammed Merah, un cittadino francese di origine algerina: l’allora presidente Nicolas Sarkozy dichiarò che esistevano «pochi dubbi» sulle motivazioni dell’attentato, attribuibile ad antisemitismo di matrice islamica.

Un altro caso tristemente celebre è stato l’uccisione di Ilan Halimi, il ragazzo ebreo di origini marocchine, sequestrato, torturato e infine ucciso nel 2006. Sebbene alcuni degli autori dell’omicidio fossero musulmani, pare non ci fosse alcuna matrice islamica dietro il crimine: piuttosto pare i rapitori fossero convinti che, in quanto ebreo, il giovane dovesse essere per forza ricco (assunto ovviamente falso, e pure antisemita, ma non per questo riconducibile all’estremismo islamico). Una vicenda per alcuni aspetti simile si è verificata lo scorso dicembre, quando una coppia di fidanzatini sono stati aggrediti e rapinati nella loro casa di Parigi (la ragazza è stata anche stuprata): gli aggressori pensavano che fossero ricchi, per il solo fatto che erano ebrei.

L’antisemitismo di destra

In Francia esistono, come in quasi tutti i paesi europei, gruppi neonazisti. Inoltre anche il partito nazionalista Front National – tra i cui fondatori figuravano anche collaborazionisti della Seconda Guerra Mondiale – è stato spesso accusato di antisemitismo. Il suo fondatore Jean-Marie Le Pen è stato condannato per negazionismo dell’Olocausto, crimine perseguibile in Francia, e recentemente ha fatto parlare di sé per una battuta a proposito di un giornalista ebreo e i forni crematori. Tuttavia sua figlia Marine Le Pen, attuale leader del Front National, sta tentando di prendere le distanze da quell’eredità

Ebrei che votano Front National

Tra alcuni ebrei francesi si sta diffondendo la percezione (giusta o sbagliata che sia) che in questo momento la minaccia maggiore per la loro sicurezza provenga dall’estremismo islamico, al punto che alcuni di loro hanno deciso do votare Front National proprio in funzione anti-immigrazione ed anti-islamica. Secondo un sondaggio diffuso dalla Jewish Telegraphic Agency (agenzia d’informazione ebraica basata in america) il 13 per cento degli ebrei francesi avrebbero votato Front National. Nel 2007 erano circa il 4 per cento. È probabile che tale aumento sia attribuibile sia alla paura di attentati islamici da parte degli ebrei francesi, sia al fatto che Marine Le Pen abbia preso distanze dalle affermazioni più controverse del padre.

L’emigrazione verso Israele

Nel 2014 circa settemila ebrei francesi si sono trasferiti in Israele, grazie a una legge locale che permette a tutti gli ebrei di ottenere la cittadinanza. Lo scorso anno, infatti, i francesi erano il gruppo più rappresentato tra gli immigrati (un totale di 26mila da decine di Paesi diversi): è la prima volta che succede, stando alle fonti israeliane. Insomma, l’emigrazione ebraica francese verso Israele sta aumentando, anche se sul fenomeno esistono interpretazioni diverse. Secondo alcuni l’antisemitismo è la causa principale. Ma altri fanno notare che i fattori economici svolgono un ruolo: l’economia israeliana va relativamente bene, rispetto a quella europea). Inoltre c’è chi sostiene (ma a proposito non esistono dati) che a trasferirsi in Israele sarebbero soprattutto gli ebrei francesi di immigrazione recente, soprattutto marocchini e tunisini, che hanno meno radici in Francia.

 

Nell’immagine in evidenza:  un cartello indica Porte de Vincennes, non lontano dal supermercato kasher attaccato (Dan Kitwood/Getty Images)

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