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Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
I prezzi dei club di Berlino sono aumentati così tanto che è stato necessario inventarsi il termine technoinflazione Tutto è partito dal Berghain, ovviamente, che negli ultimi tre anni ha aumentato il costo del biglietto del 20 per cento. E tutti gli altri hanno seguito.
Nanni Moretti ha annunciato che voterà No al referendum sulla giustizia con una storia Instagram molto morettiana «Al referendum voto no cari saluti» ha annunciato sul social, in una storia che secondo tanti è un rimando anche a Caro diario.
L’avvocato di Maduro si è lamentato del fatto che Maduro non lo sta pagando per colpa delle sanzioni statunitensi al Venezuela Quando ha accettato di difendere in tribunale i coniugi Maduro, l'avvocato Barry Pollack non immaginava che avrebbe dovuto farlo gratis.
Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.
Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.

La storia del cibo spaziale, dalle M&M’s ai pasti caldi

04 Aprile 2013

Sono passati 51 anni dal primo spuntino spaziale. Era il 1962 e John Glenn, a bordo della navicella Friendship 7, gustò del succo di mela spremendolo da un tubetto, a mo’ di dentifricio. Da allora la gastronomia spaziale ha fatto qualche passo in avanti, rendendo i menu degli astronauti più vario, e portando nello spazio profondo prodotti di tutti i giorni come le M&Ms.

Proprio le M&M’s sono state le più votate nel concorso “Space Food Hall of Fame” indetto dalla Nasa, che per l’occasione ha ripercorso la storia del rapporto tra cibo e spazio. Alcuni di questi snack erano in realtà dei pastoni ultraenergetici (di quelli diffusi per uso civile durante e dopo la Seconda guerra mondiale), come Tang, la bibita al gusto di frutta creata dalla Kraft e arrivata sullo spazio (sempre in modalità dentifricio per adattarsi alla gravità zero). Quest’ultimo particolare fu ovviamente sfruttato nelle pubblicità del prodotto, come quella che segue.

Nel 1968 cominciarono le missioni Apollo e le nuove navicelle furono dotate di un piccolo congegno rivoluzionario, lo spoon-bowl (immagine seguente), una pistola in grado di reidratare cibo precedentemente liofilizzato, fornendo al personale di bordo un’ottima alternativa ai cibi da spremere.

Da tempo la Nasa stava lavorando a un alimento da consumare comodamente sullo spazio, a gravita zero, che fosse comodo e sicuro per gli astronauti e le apparecchiature. La risposta si trovò con le “barrette spaziali”, che divennero un must anche sulla Terra e furono inevitabilmente pubblicizzate, sull’onda del fascino per il cosmo suscitato dalla “corsa allo spazio” di quei anni.

E poi arrivò Skylab, la rivoluzione. Era il 1973 e per la prima volta gli astronauti poterono usare una sorta di mini-cucina spaziale, una macchina metà-frigo e metà-fornello con cui era possibile cuocere e conservare le pietanze. Sul sito della Nasa si può leggere una storia di Skylab in tre parti (a, b, c).

Nel 1981 iniziò l’era dello Space Shuttle e l’alimentazione comincia a essere pianificata da terra: gli astronauti concordavano con la Nasa il tipo di “menù” che avrebbero voluto durante la missione, e il tutto veniva organizzato in armadietti e consumato su vassoi speciali. Col tempo, sarebbe arrivato anche il gelato cosmico e le M&M’s spaziali (che la Nasa chiamava «candy coated chocolates» per non fare pubblicità a marchi commerciali). Ma perché proprio le M&M’s? Pare che tutto sia cominciato nel 1996, quando l’astronauta Shannon Lucid, in servizio nella stazione russa Mir, confessò che ciò che gli mancava di più della Terra erano proprio loro, le candy coated chocolates.

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